Il Tirreno

LA PROTESTA

Quell'attacco ai separati colpisce mio figlio

Claudio Ferri

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 Il padre di un bambino che ha ricevuto la Cresima scrive al vescovo di Volterra.  Sua Eminenza, vorrei commentare pubblicamente una delle sue omelie. Si tratta dell'omelia pronunciata in occasione di una Cresima dove, per ragioni demografiche, si somministrava il sacramento ad un solo bambino, mio figlio. Fin qui nulla di strano. Quel che è sconvolgente, è il perché, in quel momento così delicato, invece di parlare del significato della Cresima, o di qualsiasi altra cosa inerente alle letture fatte a messa, si è voluto portare il discorso sulla situazione di "separati" dei genitori. Ciò che poi è per di più offensivo, è che lo si è fatto con un'arroganza degna dei tempi della Sacra Inquisizione, non tenendo conto del momento di festa e di armonia che rappresentava quella giornata per il bambino.  Con tutto il rispetto, i problemi dei genitori separati non si risolvono di certo con le invettive pronunciate dal pulpito, ma anzi, l'effetto più probabile è semmai quello di minacciare l'autorità genitoriale, che è fondamentale per una sana educazione, col rischio di pregiudicare i difficili equilibri che comunque, in ogni caso, esistono a tutela dei figli. I genitori, anche se separati, continuano a fare quello che hanno sempre fatto per i loro figli ed anzi, consapevoli della criticità della situazione, fanno di più e con più attenzione. E comunque sono sempre loro che "sgobbano" per mantenere i figli e si occupano della loro educazione e dei loro problemi, non vedo chi altro si potrebbe sostituire ad essi nel rapporto d'amore e fiducia che c'è con loro, non di certo chi si permette di pronunciare condanne gratuite.

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