Il Tirreno

Piazza Guerrazzi ritrova la sua fontana Cinque mesi di lavori e 100mila euro

Alberto Mangiantini
Piazza Guerrazzi ritrova la sua fontana Cinque mesi di lavori e 100mila euro

Dopo un'opera di restauro durata 5 mesi, ieri è stata riconsegnata ai cecinesi e messa in funzione la fontana della Maremma assetata, in piazza Guerrazzi. La consegna (simbolica) è avvenuta al termine di una cerimonia in cui era presente il sindaco di Cecina Stefano Benedetti, l'assessore Michela Ghezzani e la direttrice dei lavori, dottoressa Maria Teresa Lazzarini, storica dell'arte della Soprintendenza dei Beni culturali di Pisa.

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CECINA. Dopo un'opera di restauro durata 5 mesi, ieri è stata riconsegnata ai cecinesi e messa in funzione la fontana della Maremma assetata, in piazza Guerrazzi. La consegna (simbolica) è avvenuta al termine di una cerimonia in cui era presente il sindaco di Cecina Stefano Benedetti, l'assessore Michela Ghezzani e la direttrice dei lavori, dottoressa Maria Teresa Lazzarini, storica dell'arte della Soprintendenza dei Beni culturali di Pisa.

Il restauro, costato circa 100mila euro e terminato nei tempi previsti, è stato inserito nel questionario per la domanda per la Bandiera blu, ed è solo la prima di tante iniziative tese al mantenimento del territorio, come spiegato dal sindaco Benedetti.

"Questo è un momento importante - ha detto - in quanto riconsegnamo finalmente in piena efficienza la fontana simbolo della nostra città, un'opera d'arte di grande valore realizzata nel 1919 dall'artista simbolista torinese Ermidio Vignali su una fonte pubblica già esistente costruita intorno al 1864.

Crediamo che la fontana possa ritornare ad essere l'immagine da cartolina che rappresenterà Cecina e possa essere, insieme ai lavori di restauro del Palazzo dei congressi, all'inaugurazione del tratto di viale della Vittoria ed al progetto di rifacimento del corso pedonale, un modo per dare un'immagine più qualificata della nostra città e rilanciare così la nostra economia che si basa principalmente sul settore turistico e commerciale". Il sindaco si è inoltre augurato che tutti i cittadini cecinesi possano apprezzare il valore storico-culturale dell'opera, rimarcato in maniera molto esaustiva anche dalla professoressa Lazzarini: "La bellezza di quest'opera è grande, anche alla luce del valore simbolico che essa rappresenta. Essa infatti, con Ercole dominante che sovrasta e domina le meduse di bronzo, rappresenta il lavoro che ha la meglio sulle forze brute della natura, mentre la donna ai piedi del monumento rappresenta Cecina stessa che si disseta grazie alle fonti aperte da Ercole lavoro.

I putti festanti invece rappresentano il commercio e l'industria e cingono lo stemma comunale rivolto infatti verso il vecchio palazzo comunale. Anche la posizione nella piazza è simbolica, in quanto si lega alla chiesa lorenese, simbolo anche dell'autorità religiosa, garantendo così un trait d'union tra le diverse epoche storiche. Personalmente non posso che ringraziare Cecina e la sua amministrazione che mi ha permesso di poter concludere la mia carriera alla soprintendenza con il restauro di questa mirabile opera, una sfida che ho accettato volentieri ma che si è dimostrata più difficile del previsto, a causa di un precedente lavoro di restauro risalente a circa 15 anni che però ha finito per danneggiare ulteriormente la struttura. "Soltanto grazie alla perizia dei restauratori - ha concluso - e alla capacità delle ditte che hanno partecipato ai lavori, l'ufficio manutenzione del comune con l'ingegnere Valeria Bortolo e la ditta Anglital service di Cecina per la parte idraulica e l'Area restauro di Cascina per quella lapidea e bronzea, è stato possibile ripulire il tutto e rendere alla città questo capolavoro che, però, richiederà una manutenzione costante."

Proprio su questo argomento è intervenuto l'assessore Ghezzani, la quale ha sottolineato di stare aspettando la relazione conclusiva della soprintendenza per concordare così gli interventi di manutenzione: "Per quanto riguarda le acque abbiamo istallato un sistema di riciclo per non sprecare le risorse idriche mentre per la manutenzione dei marmi dobbiamo affrontare il problema dei piccioni, magari attraverso l'utilizzo di centraline che emettono ultrasuoni per tenerli lontani. Soprattutto però, confidiamo nell'educazione dei cittadini affinché il monumento non si trasformi in una panchina o in una pattumiera".

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