Il Tirreno

L’intervista. Il presidente dell’Assistenza sulla sede: «Il solare ci farà risparmiare»

Il nostro aiuto per 100 famiglie

Rino Bucci
Attività di riabilitazione nella sede della Pubblica Assistenza
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Attività di riabilitazione nella sede della Pubblica Assistenza

Giovannini: «Impennata di domande al banco alimentare»

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 CECINA. Dopo un anno di mandato, per il presidente della Pubblica assistenza, Romano Giovannini, è tempo di bilanci. L'associazione è una delle più attive sul territorio, basti pensare che l'anno scorso ha beneficiato di 36mila euro provenienti dalla donazione del cinque per mille.  Tra le organizzazioni del territorio è stata la seconda più scelta dai contribuenti.  Presidente, che anno è stato per la Pubblica assistenza?  «È stata una stagione decisamente buona, che ha visto i nostri volontari impegnati come sempre sul territorio, ma anche negli scenari più tristi come quelli del terremoto abruzzese e dell'esondazione del Serchio».  Ci sono stati nuovi investimenti?  «Molti e importanti. Martedì, ho avuto un incontro in Comune per chiudere con il progetto dei pannelli solari sul tetto della nostra sede. Si tratta di un intervento che permetterà un risparmio di circa il 50% sui consumi con conseguente abbattimento di emissioni inquinanti. Ben 450 metri quadri verranno ricoperti con i pannelli. Si stima, potremmo produrre 12.500 kW l'anno, pari a circa il 50% dell'energia necessaria per il funzionamento di tutte le attrezzature presenti nella nostra sede». L'opera da 138mila euro verrà finanziata in larga parte dal Comune (100mila euro). Manca solo la Dia.  Altri interventi?  «Abbiamo appena completato il giardino davanti alla nostra sede. È costato circa 200mila euro. Il contratto di usufrutto con il Comune scade tra 15 anni. Altra novità è il servizio antincendio che gestiremo nel comune di Cecina come Protezione civile. È un'attività che funziona già molto bene da anni a Montescudaio. Abbiamo acquistato un mezzo con i soldi del 5 per mille dello scorso anno».  La sentenza della Corte europea dell'aprile 2008, che obbligava a indire gare di appalto per assegnare i servizi sanitari vi aveva fatto tremare. Siete arrivati ad una soluzione?  «Speriamo. Negli altri paesi europei il volontariato non ha i numeri che registra in Italia, dove siamo numerosi e importanti. Crediamo di aver raggirato il problema dimostrando che il volontariato è parte integrante del servizio sanitario, insomma, noi facciamo parte dell'iter medico. Anche la Regione dovrà legiferare in proposito».  Il numero dei volontari è aumentato?  «Il numero rimane stabile e questo è il nostro cruccio. Purtroppo c'è una crisi di vocazione. Se nelle grandi emergenze, come terremoti e allagamenti tutti si danno da fare, nel quotidiano non è così, mancano persone. E, purtroppo le richieste sono in costante aumento».  Una bella mano ve la darà l'Isis Mattei di Rosignano.  «Hanno avuto una bella idea. Mandano i ragazzi che sono stati sospesi a fare ore di volontariato nel sociale. Molti di loro si sono incuriositi, tanto che qualcuno è rimasto con noi anche dopo la "punizione". Per noi sono una bella risorsa e intanto imparano qualcosa di utile e vedono come gira il mondo».  Qual è il servizio che è più cresciuto?  «Sicuramente il banco alimentare. Se nel 2009 avevamo venti famiglie che ci chiedevano un aiuto, oggi sono più di cento. È la conseguenza di questa crisi economica. Facciamo fatica a coprire tutte queste domande».  Quali difficoltà incontra un'associazione di volontariato?  «I costi di gestione. Sono enormi, insostenibili. Solo quest'anno il nostro parco auto ha percorso più di 600mila chilometri. Ventiquattro mila in più rispetto all'anno precedente. Poi, ci sono luce, acqua e gas. I fondi regionali non coprono minimamente le spese. È per questo che le offerte e le donazioni come il 5 mille, per noi, sono fondamentali».

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