La manifestazione
«Mi aveva picchiata in passato»
Lara Loreti Mario Moscadelli
La moglie è sotto choc. I parenti: «Quello che conta è che Fabio stia bene»
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ROSIGNANO. «Fabio è tranquillo, la gamba sta bene, ma la sua è una calma apparente...». È circondato dall'affetto di tutti i suoi cari il giovane Fabio Ragusa, ricoverato in chirurgia nell'ospedale livornese. Nel giorno dopo la tragedia di via Aporti, c'è una strana atmosfera nella famiglia di origini siciliane, trapiantata a Rosignano. Da una parte il dolore e lo sconcerto per il suicidio del padre e per quel colpo di pistola sparato contro il figlio. Ma dall'altro ci sono il sollievo e la gioia di vedere Fabio vivo e in netto miglioramento. Il giovane ha una ferita da arma da fuoco alla coscia della gamba destra, ma fortunatamente, la lesione non è arrivata all'arteria, che è rimasta illesa. A prendersi cura di lui, lo staff del professor Maurizio Viti. Il giovane verrà trattenuto qualche altro giorno in ospedale, per precauzione, e poi sarà dimesso. E migliora anche il morale del ragazzo: lunedì sera, appena giunto al reparto, era molto agitato e sconvolto per la terribile esperienza vissuta. Ma già ieri è apparso sofferente, ma più sereno. E ciò grazie soprattutto all'affetto dei suoi cari. Ieri mattina in ospedale erano in tanti, un via vai continuo di parenti desiderosi di manifestare tutto il calore a Fabio: c'erano i tre fratelli del giovane e poi cugini e cognate. Alcuni di loro, arrivati apposta dalla Sicilia per stare vicini al ragazzo e a sua madre. «È un momento difficile - dice uno dei fratelli - Non so ancora cosa sia successo esattamente, io sono arrivato dalla Sicilia. Ma la cosa più importante ora è che Fabio stia bene». Provati dal dolore, i familiari non si capacitano della tragedia. Tra loro c'è una cugina, tra le prime ad aver visitato il giovane: «L'ho visto tranquillo - dice la ragazza - forse ancora non si rende conto esattamente di tutto quello che è successo». Nel corso della mattinata in chirurgia si sono recati gli agenti della squadra mobile livornese, che sta seguendo la vicenda insieme ai colleghi del commissariato di Rosignano. Gli investigatori hanno ascoltato il giovane siciliano e hanno effettuato dei rilievi. Poi, nella tarda mattinata, è arrivato anche il medico legale Damiano Marra, a cui la Procura ha affidato il caso insieme al collega Luigi Papi. L'esperto ha visitato il giovane e ha accertato che la ferita - pur profonda - non è gravissima. Nei prossimi giorni i due medici legali svolgeranno l'autopsia sul corpo di Vincenzo Ragusa, che si trova a Pisa. Intanto proseguono le indagini della polizia (vedi l'articolo nella pagina a fianco). In base a quanto emerso, i colpi d'arma da fuoco, sparati dalla pistola regolarmente detenuta da Ragusa, sono stati esplosi al culmine di una violenta lite tra i due coniugi. «Chiedimi scusa, devi chiedermi scusa», urlava il marito alla moglie. Poi, lui, che a quanto pare aveva anche esagerato con l'alcol, ha perso la testa e ha impugnato la pistola. E che tra i coniugi Ragusa ci fossero dei grossi problemi lo si è capito anche dalle parole che la moglie, Salvatrice Bartoluccio (57 anni originaria di Niscemi), ha riferito ieri agli inquirenti: «Vincenzo mi aveva picchiata in passato». La donna, sconvolta dall'accaduto, si trova all'ospedale di Cecina: c'è arrivata nella notte, trasportata da un'ambulanza della Pubblica assistenza di Rosignano. Ad assisterla ieri mattina alcuni dei parenti svegliati nella notte dalla notizia della tragedia e arrivati all'alba a Cecina per stare vicino alla donna e ai suoi figli. «Salvatrice è sotto choc - dice la nuora - ma per fortuna le condizioni di Fabio non sono gravi. È a lui che va il nostro primo pensiero». La ragazza non vuole entrare troppo nel merito della vicenda che si è consumata l'altra sera in quell'appartamento di Solvay, ma fa capire con toni pacati che i rapporti tra Vincenzo Ragusa e sua moglie erano spesso di forte attrito, in particolare nell'ultimo periodo: «Litigavano spesso e talvolta anche in maniera molto accesa, ma mai avremmo pensato di assistere una tragedia del genere. È una disgrazia, ma per fortuna Fabio è sano e salvo: è ferito ad una gamba, ma le sue condizioni sono in via di miglioramento. Presto potrà riabbracciare la sua mamma».
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