Sicurezza
«Medicina, ridotte le ore di assistenza»
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Camelli Camelli (Uil) accusa l'Asl e si rivolge a Inps e magistratura
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CECINA. «Nella Medicina generale di Cecina l'assistenza è a rischio. A fronte di circa 200 uscite per pensionamenti e mobilità l'azienda vuole assumere solo 42 nuovi dipendenti di cui 4 per l'ospedale di Cecina.» Lo sostiene Paolo Camelli, Uil, che ricorda come in questi giorni il conflitto tra sindacati e Asl «è arrivato a livelli alti e si sta preparando una stagione di mobilitazione e di scioperi». Il punto critico riguarda il piano assunzioni 2010. Si prevede - dice Camelli - un taglio netto di 150 unità pari al 5% dell'intero organico e a circa 7 milioni di euro di riduzione dei costi del personale. Una scelta pesante che mette a rischio importanti livelli assistenziali ed espone gli stessi operatori sanitari ad inaccettabili condizioni di lavoro. È quanto accade anche nella medicina generale di Cecina». «Per la Direzione Aziendale tale medicina vale meno di una Rsa. Infatti in questa medicina di sono 30 malati che ricevono 28 minuti di assistenza infermieristica e 11 minuti di oss ogni 8 ore di lavoro per un totale annuo di 22260 ore. Se la medicina di Cecina fosse trasformata in Rsa l'azienda dovrebbe garantire, in base alla normativa regionale, 25mila ore di assistenza, ovvero 3mila in più. Siamo quindi al paradosso: la direzione aziendale afferma di voler riorganizzare per qualificare ma in realtà compie scelte che dequalificano i servizi fino, appunto, a portare le Medicine sotto i livelli delle Rsa». La Uilfpl nei prossimi giorni invierà una nota dettagliata all'ispettorato del lavoro e alla magistratura chiedendo il loro intervento a tutela dei cittadini e degli operatori che pretendono di lavorare in condizioni di massima sicurezza dato che si tratta della tutela della salute delle persone.
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