Sicurezza
Tarsu, 40 euro in più in 4 anni
Una famiglia con una casa di 100 mq pagherà 161 euro
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ROSIGNANO. Nel bilancio comunale 2010, una delle voci più importanti delle entrate tributarie è quella della tassa sui rifiuti solidi urbani, comunemente detta Tarsu. La tassa, pagata da tutti i cittadini, porterà nelle casse del comune circa 4 milioni e 290mila euro, più o meno otto miliardi delle vecchie lire. Erano 3 milioni e 776 mila euro nel 2008. Insomma quasi un milione di euro in più in 2 anni. E tutto ciò nonostante la giunta abbia deciso, per l'anno in corso, di non aumentare l'aliquota. In pratica i cittadini pagheranno un euro e 61 centesimi al metro quadrato indipendentemente dal numero di abitanti all'interno della stessa casa. Lo sconto del 33% è previsto per un solo occupante. A conti fatti, negli ultimi quattro anni, l'aliquota Tarsu è aumentata di circa il 30% passando da un euro e 21 centesimi del 2006 agli attuali 1,61. Un aumento che, negli anni scorsi, è stato motivato dagli amministratori comunali con la prossima entrata in vigore della Tia, ossia della Tariffa Igiene ambientale, già in vigore, ad esempio nel vicino comune di Cecina. A pagare di più, in questi ultimi quattro anni, anche tutte le attività commerciali, alberghi, uffici, ed attività presenti sul territorio. Facendo due somme e non prendendo in considerazione le riduzioni previste per i nuclei familiari in stato di disagio economico, una famiglia di Rosignano che vive in una abitazione di 100 metri quadrati spenderà di Tarsu 161 euro all'anno qualsiasi sia il numero di componenti della famiglia stessa e, quindi, qualsiasi quantità di rifiuti venga prodotta. Si tratta di circa 40 euro in più negli ultimi 4 anni. Non poco in un momento di crisi. Va senz'altro peggio alle banche o agli studi professionali equiparati alle discoteche, night club o altri luoghi di divertimento. La Tarsu infatti è passata da 3,19 euro al metro quadrato nel 2006 a 4,25 euro nel 2009. Infine i cittadini non pagano neanche la somma dovuta ai conferimenti di Rsu in discarica (una cifra che andrebbe ad incidere molto pesantemente sul tributo), visto che Scapigliato è di proprietà comunale. «La normativa - spiega l'assessore all'ambiente Daniele Donati - sembrava imporre ai comuni di passare da Tarsu a Tia entro il 2011. Adesso sembra che vi sia una revisione complessiva della legge anche a proposito del pagamento Iva. Il nostro comune, per ora, ha deciso di rimanere con il regime di Tarsu». Ciò che è chiaro «è che la normativa impone - dice Fabio Ghelardini presidente di Rea - che i costi siano interamente coperti. Una copertura che viene direttamente dai cittadini, come nel caso della Tia, o dai comuni attraverso il bilancio per la Tarsu». Unico neo, non essere riusciti a cogliere in pieno lo spirito alla base della trasformazione da tassa in tariffa che prevedeva detrazioni ai cittadini che attuavano la raccolta differenziata. Un meccanismo che prevede forti investimenti (isole ecologiche, card e sistemi di pesatura) «che però - conclude Donati - stiamo studiando per capirne l'attivazione magari solo in alcune zone del comune proprio per motivare i cittadini alla differenziazione dei rifiuti».
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