Gioco
Le sorelle Renaldi a Londra e Los Angeles Il nostro musical al Broadway Theatre
Federica Lessi
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ROSIGNANO. Belle e Selvaggia Renaldi andranno a Los Angeles tra un mese per incidere il loro album. Le sorelle rosignanesi autrici del film "Summer Campus: l'estate dei tuoi sogni" provano a coronare il loro sogno nel cassetto: entrare nel mondo dello spettacolo negli Stati Uniti.
Impazienti di prendere il volo per la città californiana con un'attivissima industria per la produzione di musica e film, le due ventenni raccontano con entusiasmo l'ultima esperienza europea: l'ideazione e la messa in scena di un musical teatrale a Londra. È accaduto il 22 aprile scorso al Broadway Theatre, di fronte ad un pubblico nutrito di "wicca", figure di innocue "maghe" che compiono riti in armonia coi cicli e gli elementi della natura. Niente di tutto questo è strano se si tratta delle sorelle Renaldi.
Perché il musical si intitola "Witchcraft", stregoneria, ed è ispirato alla storia della caccia alle streghe accaduta realmente a Salem Village, una comunità puritana del Massachusetts, alla fine del Seicento. «Abbiamo iniziato a fare ricerche e abbiamo trovato la storia, che abbiamo modificato liberamente per scrivere la sceneggiatura» dicono. La vicenda narra di due ragazzine, figlia e cugina del reverendo del villaggio, che accusavano altre giovani di stregoneria, mandandole in prigione o al rogo a causa della fobia collettiva. Tra le malcapitate c'erano anche due ragazze povere - Rhoselyn e Valisa, sul palco impersonate da Belle e Selvaggia - che volevano migliorare la loro vita. Una serie di avventure le porterà a casa del reverendo a insegnare incantesimi alle due fanciulle accusatrici, incastrate per aver demonizzato le piccole, contese tra un luminare di medicina innamorato di Valisa e un magistrato che si fidanzerà con Rosy.
Amore, processi e peripezie non salveranno le due streghe che ammetteranno di essere tali davanti alla comunità scandalizzata, accettando il proprio destino e il rogo. «Il nostro scopo era smascherare un pregiudizio - dicono le autrici di 22 e 25 anni - poiché la stregoneria è stata demonizzata fino ad oggi. Esistono infatti "streghe" bonarie, le wicca, una vera e propria categoria che abbiamo conosciuto a Londra e sono venute a vedere il nostro spettacolo. Sono persone che seguono rituali collegati alla natura, usando erbe a fin di bene, e non fanno male a nessuno. Sappiamo che esistono in varie parti del mondo anche se chiunque le fugge sentendone parlare. Aver mostrato che un pregiudizio è infondato è un messaggio utile per affrontare problemi sociali come il bullismo o la discriminazione». Questa idea è piaciuta ad un produttore, la "S. Wolh Musical Company" (reperita su internet, come molte altri agganci delle sorelle Renaldi) che ha finanziato lo spettacolo. Dopo vari provini a Londra è stato riunito il cast: 8 attori principali, tra i quali le infaticabili sorelle in veste di ballerine, cantanti e attrici, e un centinaio di danzatori e comparse.
Alla prima il teatro era pieno, con molte "wicca" entusiaste per il messaggio del spettacolo. «Le streghe sono accanto a voi - recita la voce fuori campo alla fine del musical - perché c'è una strega in ogni donna». Intanto le sorelle Renaldi stanno mescolando il preparato magico che le porterà negli Stati Uniti: con l'incasso del musical si stabiliranno tre mesi a Los Angeles. «Contiamo i giorni che ci restano prima del volo - dicono felici -, l'America è piena di opportunità.
Vogliamo incidere l'album del debutto e promuoverlo con un'agenzia specializzata perché dà un'esposizione mediatica enorme e lì fa la differenza. Se funziona tra qualche anno metteremo in scena anche il musical sulle streghe. Perché vorremmo restarci per sempre. È la nostra dimensione, le persone hanno la mentalità più aperta e per realizzarsi non contano le raccomandazioni».
Impazienti di prendere il volo per la città californiana con un'attivissima industria per la produzione di musica e film, le due ventenni raccontano con entusiasmo l'ultima esperienza europea: l'ideazione e la messa in scena di un musical teatrale a Londra. È accaduto il 22 aprile scorso al Broadway Theatre, di fronte ad un pubblico nutrito di "wicca", figure di innocue "maghe" che compiono riti in armonia coi cicli e gli elementi della natura. Niente di tutto questo è strano se si tratta delle sorelle Renaldi.
Perché il musical si intitola "Witchcraft", stregoneria, ed è ispirato alla storia della caccia alle streghe accaduta realmente a Salem Village, una comunità puritana del Massachusetts, alla fine del Seicento. «Abbiamo iniziato a fare ricerche e abbiamo trovato la storia, che abbiamo modificato liberamente per scrivere la sceneggiatura» dicono. La vicenda narra di due ragazzine, figlia e cugina del reverendo del villaggio, che accusavano altre giovani di stregoneria, mandandole in prigione o al rogo a causa della fobia collettiva. Tra le malcapitate c'erano anche due ragazze povere - Rhoselyn e Valisa, sul palco impersonate da Belle e Selvaggia - che volevano migliorare la loro vita. Una serie di avventure le porterà a casa del reverendo a insegnare incantesimi alle due fanciulle accusatrici, incastrate per aver demonizzato le piccole, contese tra un luminare di medicina innamorato di Valisa e un magistrato che si fidanzerà con Rosy.
Amore, processi e peripezie non salveranno le due streghe che ammetteranno di essere tali davanti alla comunità scandalizzata, accettando il proprio destino e il rogo. «Il nostro scopo era smascherare un pregiudizio - dicono le autrici di 22 e 25 anni - poiché la stregoneria è stata demonizzata fino ad oggi. Esistono infatti "streghe" bonarie, le wicca, una vera e propria categoria che abbiamo conosciuto a Londra e sono venute a vedere il nostro spettacolo. Sono persone che seguono rituali collegati alla natura, usando erbe a fin di bene, e non fanno male a nessuno. Sappiamo che esistono in varie parti del mondo anche se chiunque le fugge sentendone parlare. Aver mostrato che un pregiudizio è infondato è un messaggio utile per affrontare problemi sociali come il bullismo o la discriminazione». Questa idea è piaciuta ad un produttore, la "S. Wolh Musical Company" (reperita su internet, come molte altri agganci delle sorelle Renaldi) che ha finanziato lo spettacolo. Dopo vari provini a Londra è stato riunito il cast: 8 attori principali, tra i quali le infaticabili sorelle in veste di ballerine, cantanti e attrici, e un centinaio di danzatori e comparse.
Alla prima il teatro era pieno, con molte "wicca" entusiaste per il messaggio del spettacolo. «Le streghe sono accanto a voi - recita la voce fuori campo alla fine del musical - perché c'è una strega in ogni donna». Intanto le sorelle Renaldi stanno mescolando il preparato magico che le porterà negli Stati Uniti: con l'incasso del musical si stabiliranno tre mesi a Los Angeles. «Contiamo i giorni che ci restano prima del volo - dicono felici -, l'America è piena di opportunità.
Vogliamo incidere l'album del debutto e promuoverlo con un'agenzia specializzata perché dà un'esposizione mediatica enorme e lì fa la differenza. Se funziona tra qualche anno metteremo in scena anche il musical sulle streghe. Perché vorremmo restarci per sempre. È la nostra dimensione, le persone hanno la mentalità più aperta e per realizzarsi non contano le raccomandazioni».
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