Il Tirreno

La mia vita? I cavalli Per questo ho scelto Bolgheri

Divina Vitale
Leonardo Daniel Racco con Francesca Sepe
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Leonardo Daniel Racco con Francesca Sepe

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BOLGHERI. Da Buenos Aires a Bolgheri, un'unica grande passione: i cavalli. E' Leonardo Daniel Racco, classe '77, veterinario dei mitici cavalli della scuderia Dormello Olgiata di proprietà del marchese Nicolò Incisa della Rocchetta. Nonni di origine greca e italiana, e genitori da sempre innamorati della campagna e dei cavalli. Che ha cominciato ad allevare fin da bambino nella terra acquistata dal padre, 10 ettari nelle sterminate distese sudamericane.  Ma l'incontro che gli ha cambiato la vita è capitato nel 2006 ad un congresso veterinario nella capitale, proprio qui un amico-collega è divenuto il tramite per arrivare in Italia. E presto detto un mese dopo, in Uruguay, ha conosciuto il marchese Incisa e Francesca Sepe, della scuderia di Bolgheri. Proprio di quei tempi lavorava per una della scuderie più importanti al mondo, la Rubio B. E pensare che da bambino sognava di fare l'astronomo...  Com'è stato l'incontro con gli Incisa? Per la verità sapevo che si trovavano in Uruguay, in vacanza. Ho approfittato del momento, visto che anche i miei capi erano in vacanza e li ho raggiunti. Ci siamo piaciuti da subito.  E' stato consigliato nella scelta? Al tempo tenevo molto ai pareri di un allenatore che ho sempre considerato un maestro. Gli chiesi cosa pensava di Bolgheri e lui mi rispose: "Un paradiso per allevare i cavalli". Ora capisco bene a cosa si riferiva. E' un posto unico al mondo. I cavalli in pista e il mare sullo sfondo...  Cosa ha la sua terra in più rispetto a Bolgheri? Chilometri?! (ride, ndr) Forse solo questo perchè la mentalità è molto europea. E' piena di europei.  Cosa l'ha fatta affezionare e restare? E' come vivere in un posto incantato, lontano dalla realtà. Vivi in simbiosi con la natura e gli animali. Noi dalla loro parte.  Pensa di restare qua in pianta stabile? Non mi dispiacerebbe farmi una famiglia, ma vediamo, non c'è niente di stabile neanche nel mio lavoro. Le cose e le situazioni cambiano veloci. Mi sto impegnando per il riconoscimento della laurea, devo integrare qualche esame e rendere la tesi. Inoltre convertire la mia patente di allenatore. E' questa la strada che voglio seguire d'ora in poi.  L'Argentina vive meglio o peggio la crisi rispetto all'Italia? Non è un bel momento qui come là. Anche se dopo la crisi economica del 2001 l'Argentina non si è più ripresa. I miei amici se ne sono andati quasi tutti a lavorare fuori: America, Spagna, Canada.  Cosa rimpiange se rimpiange qualcosa della terra natìa? Le asado, ovvero le grigliate all'aperto con amici di carne argentina. Era un rito che si consumava due-tre volte alla settimana.  Eppure anche l'alta Maremma si presta molto a questo tipo di ritrovo. Sì, ma forse mi manca l'affiatamento con gli amici di sempre. Comunque mi sono fatto un gruppetto di affecionados e manteniamo la tradizione anche a Bolgheri.  Ad uno sguardo "forestiero", diciamo, quali sono i punti di forza e di debolezza di questo territorio? Qua ti senti al sicuro, sei protetto dalle colline e dalle montagne, come cullato. C'è pace assoluta e un paesaggio incredibile agli occhi. Debolezza? Magari spesso puoi sentirti solo. Per abitare qua devi stare molto bene con te stesso.  Qual è il lato più bello del suo lavoro? L'umanità e il contatto intimo che si stabilisce con gli animali e con la natura.  Si è fatto un'idea delle persone qui? In generale direi che ultimamente c'è molta tensione e un po' ovunque si respira una certa "follia consumistica", si dà troppo valore all'esteriorità, si dovrebbe invece recuperare i valori più familiari, umili.  Cosa pensa dell'economica del posto? Che prima o poi la gente si stuferà, nonostante il mercato del vino aiuti tanto alla buona riuscita finale.  E poi non è bello dipendere dalle lancette turistiche, è meglio crearsi una realtà in grado di sopravvivere a tutto... o almeno provarci.  Se potesse intervenire sul territorio cosa farebbe? Una pista per ciclisti?! In primavera, si sa, arrivano come le farfalle...  Una cosa che le piace fare... Mah, direi andare alle sagre di paese. Adoro quel senso di aggregazione, di comunità. Lo stare insieme come in famiglia.  Che rapporto ha instaurato con i castagnetani? In poco tempo ho conosciuto molta gente, sono stato accolto bene. I toscani sono ridenti, non depressi come gli argentini... che vivono di malinconia. Una curiosità divertente è che qui un problema serio consiste su cosa mangiare a cena...  La persona a cui è più legato. Francesca (Sepe, ndr), è stata una guida da subito, mi ha introdotto nell'ambiente e agli amici che tuttora mi stanno vicini. Una persona su cui posso contare sempre.

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di Redazione web