Sicurezza
Campioni al videogame ma sempre meno creativi
Alessandra Bernardeschi
◗
Un bambino davanti a un robot: aumentano le insidie che arrivano all’infanzia dalle nuove tecnologieL'economista Latouche: «Anche tv e sms inducono al banale»
3 MINUTI DI LETTURA
CASTIGLIONCELLO. Quando il cavallo di Troia, rappresentato dall'economia e dal principio aziendale della ricerca spasmodica del profitto, entra nel mondo della pedagogia, scippandone perfino la terminologia, vuol dire che la stessa pedagogia ha commesso degli errori, aprendo le porte della città assediata. E tra i termini rubati ce n'è uno che, in modo particolare, descrive il fulcro del crescere aprendosi al mondo: creatività. Siamo infatti nel pieno fulgore della "finanza creativa".
Ma, con percorso inverso, termini aziendali sono entrati a pieno titolo e sono utilizzati dal mondo della scuola (portfolio, crediti, qualità totale) mostrando un cambiamento culturale di derivazione economicistica dove anche i bambini vengono valutati per quello che fanno, che producono. «Da quando il sapere è stato mercificato anche attraverso le nuove tecnologie - come ha sentenziato l'economista Serge Latouche, intervenuto al Convegno internazionale del "Bambino CreAttivo" curato dal coordinamento nazionale dei Genitori democratici (Cgd) e dal Comune di Rosignano Marittimo - assistiamo alla degenerazione dell'istituzione scolastica».
La diciottesima edizione dell'Incontro internazionale di Castiglioncello sull'infanzia dal titolo "Il bambino CreAttivo" si è aperta con un messaggio di apprezzamento del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Dal convegno, patrocinato dalla Regione Toscana e dal Centro europeo dei genitori delle scuole pubbliche, è partita la dura critica rivolta da Latouche, professore emerito di economia all'Università d'Orsay, alla società e alle nuove tecnologie che "massificano e schiacciano verso la banalità". Dito puntato contro la tv, «dove si insegna la maleducazione; una televisione strumento della mercificazione del sapere».
Poi i video games: «Siamo in un sistema dove la banalità dei valori del male, come l'avidità e la violenza, vengono sparsi anche attraverso i video games usati tutti i giorni dai ragazzi». Insomma una società dove la cultura orale è scomparsa facendo posto alla fragile memoria elettronica - "Basti vedere come i ragazzi comunichino attraverso sms" -, "dove il nostro cervello è bombardato quotidianamente da un eccesso di messaggi difficili ormai da selezionare"; una società inghiottita dalla crescita, dove anche il pensiero viene tradotto in un numero. E dunque, secondo Latouche, due sono le strade: "decrescita o barbarie" e di fronte ad una crisi antropologica la "decrescita rappresenta la lotta per il valore del mondo". Il problema non sta tanto nei media, "quanto nei messaggi veicolati da questi strumenti". Da qui la necessità di "disintossicare gli insegnanti per non trasmettere un insegnamento inquinato". Angela Nava Mambretti, presidente del Cgd, ha rimarcato come l'attuale generazione di docenti debba insegnare in un mare di informazioni che i bambini acquisiscono, grazie alle nuove tecnologie, lontano dalla scuola. «E' una sfida grandissima che abbiamo davanti - ha detto -: educare favorendo la creatività in un mondo in cui la scuola è rimasta l'unico luogo in cui possiamo incontrare i giovani». Una creatività che, come ha ricordato Marco Dallari, dell'Università di Trento, può passare anche attraverso la narrazione. E' perciò necessario un passo indietro per tornare alla creatività come atto trasgressivo.
Presente al convegno anche Maria Teresa Rodari, vedova dello scrittore Gianni Rodari che stamani, giornata conclusiva, incontrerà alcuni ragazzi delle scuole del comune di Rosignano, autori del progetto "L'isola che non c'è", un progetto che coniuga filosofia, teatro, danza promosso dal laboratorio filosofico Ichnos dell'Università di Pisa, per costruire la città ideale.
Ma, con percorso inverso, termini aziendali sono entrati a pieno titolo e sono utilizzati dal mondo della scuola (portfolio, crediti, qualità totale) mostrando un cambiamento culturale di derivazione economicistica dove anche i bambini vengono valutati per quello che fanno, che producono. «Da quando il sapere è stato mercificato anche attraverso le nuove tecnologie - come ha sentenziato l'economista Serge Latouche, intervenuto al Convegno internazionale del "Bambino CreAttivo" curato dal coordinamento nazionale dei Genitori democratici (Cgd) e dal Comune di Rosignano Marittimo - assistiamo alla degenerazione dell'istituzione scolastica».
La diciottesima edizione dell'Incontro internazionale di Castiglioncello sull'infanzia dal titolo "Il bambino CreAttivo" si è aperta con un messaggio di apprezzamento del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Dal convegno, patrocinato dalla Regione Toscana e dal Centro europeo dei genitori delle scuole pubbliche, è partita la dura critica rivolta da Latouche, professore emerito di economia all'Università d'Orsay, alla società e alle nuove tecnologie che "massificano e schiacciano verso la banalità". Dito puntato contro la tv, «dove si insegna la maleducazione; una televisione strumento della mercificazione del sapere».
Poi i video games: «Siamo in un sistema dove la banalità dei valori del male, come l'avidità e la violenza, vengono sparsi anche attraverso i video games usati tutti i giorni dai ragazzi». Insomma una società dove la cultura orale è scomparsa facendo posto alla fragile memoria elettronica - "Basti vedere come i ragazzi comunichino attraverso sms" -, "dove il nostro cervello è bombardato quotidianamente da un eccesso di messaggi difficili ormai da selezionare"; una società inghiottita dalla crescita, dove anche il pensiero viene tradotto in un numero. E dunque, secondo Latouche, due sono le strade: "decrescita o barbarie" e di fronte ad una crisi antropologica la "decrescita rappresenta la lotta per il valore del mondo". Il problema non sta tanto nei media, "quanto nei messaggi veicolati da questi strumenti". Da qui la necessità di "disintossicare gli insegnanti per non trasmettere un insegnamento inquinato". Angela Nava Mambretti, presidente del Cgd, ha rimarcato come l'attuale generazione di docenti debba insegnare in un mare di informazioni che i bambini acquisiscono, grazie alle nuove tecnologie, lontano dalla scuola. «E' una sfida grandissima che abbiamo davanti - ha detto -: educare favorendo la creatività in un mondo in cui la scuola è rimasta l'unico luogo in cui possiamo incontrare i giovani». Una creatività che, come ha ricordato Marco Dallari, dell'Università di Trento, può passare anche attraverso la narrazione. E' perciò necessario un passo indietro per tornare alla creatività come atto trasgressivo.
Presente al convegno anche Maria Teresa Rodari, vedova dello scrittore Gianni Rodari che stamani, giornata conclusiva, incontrerà alcuni ragazzi delle scuole del comune di Rosignano, autori del progetto "L'isola che non c'è", un progetto che coniuga filosofia, teatro, danza promosso dal laboratorio filosofico Ichnos dell'Università di Pisa, per costruire la città ideale.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
