Sicurezza
No alla privatizzazione dell'acqua
Alberto Mangiantini
Nasce il comitato nella sede dell'Arci: via alle firme per il referendum
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CECINA. È nato il comitato cecinese per l'acqua pubblica, promosso da Sinistra, Ecologia e Libertà, Rifondazione comunista, Comunisti Italiani, partito Socialista e Arci Bassa val di Cecina, che dovrà portare avanti la raccolta delle firme per 3 quesiti referendari sul tema della privatizzazione e commercializzazione dell'acqua. «Queste proposte di referendum nascono per combattere la politica governativa che, tramite leggi discutibili, sta di fatto trasformando l'acqua in un bene di scambio», ha dichiarato Mauro Bini, esponente di Sel. «Il nostro comitato ritiene che l'acqua sia invece un bene essenziale che non può essere commercializzato e che oltretutto non si rinnova, ma con le leggi presentate si rischia che aziende multinazionali, quali Edison e Galsi che operano in tutt'altro settore, entrino nelle cordate per il controllo dell'acqua». «Il comitato nazionale, che opera già dal 24 aprile e raccoglie tutte le maggiori organizzazioni ambientaliste del paese, ha già raccolto 250 mila delle 700 mila firme necessarie per la presentazione dei referendum» ha spiegato Franco Belcari di RC. «In val di Cecina partiremo con un po'di ritardo questo sabato in piazza Guerrazzi a partire dalle 15 30, e continueremo anche domenica pomeriggio alla festa dell'Auser alla Cecinella ed il martedì in occasione del mercato settimanale, a partire dalle 9.30 in piazza della Libertà». A fare gli onori di casa ci ha pensato il direttore progetti Arci Irene Ciardella. Che ha inoltre detto che sarà possibile firmare per la campagna referendaria anche fuori dalle date promosse dal comitato presso la bottega per il commercio equo e solidale Verso Sud, situata in via Rossini. «Nella nostra zona - ha detto Renzo Cioni - 20 milioni di metri cubi d'acqua potabile l'anno vengono divorati dall'industria Solvay mentre quella che resta presenta molto spesso prodotti inquinanti quali i nitrati. Questi problemi si ripropongono ciclicamente ma crediamo che con la raccolta di firme si possa sensibilizzare maggiormente l'opinione pubblica sull'argomento».
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