Il Tirreno

Bimbi, genitori e maestre il progetto Utopia alla ribalta nazionale

Bambini della scuola elementare in una foto di archivio
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Bambini della scuola elementare in una foto di archivio

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 ROSIGNANO. L'isola che non c'è è quella che bambini ed adulti stanno cercando di costruire insieme, a Rosignano. E' un progetto che coniuga filosofia, teatro, danza promosso dal laboratorio filosofico Ichnos (Facoltà di Filosofia di Pisa e Comune di Rosignano) con Armunia, cofinanziato dalla Regione Toscana al quale hanno aderito le scuole del primo e secondo circolo didattico, le comunali dell'infanzia e 2 materne private.  E' rivolto agli alunni da 5 ad 11 anni ma coinvolge, in percorsi paralleli, anche i genitori e gli insegnanti.  Non a caso il progetto si chiama Utopia/classi aperte: reti sociali. L'obiettivo è quello di far costruire ai bambini la loro città ideale. Come? Attraverso dei piccoli «esercizi di democrazia» dove l'alunno è chiamato tramite parole, disegni, espressioni del proprio corpo a realizzare un «bel posto» dove vivere. In classe, insieme alle maestre, è il filosofo Luca Mori a stimolare la discussione facendo immaginare ai più piccoli la scoperta di un'isola disabitata ma confessando di rivelare dove si trova solo a chi lo convincerà di avere abbastanza immaginazione da fare dell'isola un posto dove vivere bene.  Così si aiutano i bambini ad esprimersi, ad argomentare i propri punti di vista ma anche a rispettare quelli degli altri. Naturalmente non tutti i bambini sono uguali e l'opera di mediazione del filosofo (che deve dimostrarsi anche un buon pedagogo) e delle insegnanti è fondamentale per dar corso al progetto senza che s'ingenerino forme di esclusione o emarginazione. Perché una seconda parte prevede l'organizzazione di vere e propre assemblee in cui i bambini costruiscono l'isola, utilizzando anche il linguaggio del corpo coordinati dal regista Alessio Pizzech. E poi sono gli stessi genitori che diventano protagonisti, negli incontri organizzati insieme agli insegnanti dei propri figli. L'obiettivo è quello di aiutare le famiglie a sviluppare il senso di legalità attraverso la creazione di nuove reti sociali. In un mondo in cui dominanno relazioni virtuali intrecciate tramite i social network (Facebook, Twitter...) e in cui si smarriscono troppo facilmente le dinamiche sociali, il progetto Utopia vuol far recuperare il senso di relazioni vere. E nella costruzione dell'isola che non c'è gli adulti scoprono che le loro isole sono comunque diverse da quelle dei propri figli. E questo continuo confronto genera nuove reti sociali.  Domani, al castello Pasquini, questo progetto che ha riscosso consensi a livello nazionale e che vede nello staff oltre Luca Mori e Alessio Pizzech anche Paola Conforti e Paola Consani per la supervisione scientifica di Maria Antonella Galanti e Alfonso Maurizio Iacono, sarà presentato al pubblico. Sarà determinante l'applicazione delle insegnanti e degli alunni che interverranno stimolati da Luca Mori e il suo staff. A.R.

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