Il Tirreno

Stagionali, spazio per 180 stranieri

Un lavoratore della raccolta dei pomodori
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Un lavoratore della raccolta dei pomodori

Già presentate 40 domande di assunzione dalle nostre imprese

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 CECINA. Sono i lavori che molti italiani non fanno più: raccogliere pomodori, spinaci, carciofi. O l'uva dalle viti per poi vendemmiare, di cui è ricca la zona fra Cecina e Castagneto. Tanto che le imprese della zona spesso faticano a trovare personale, anche straniero. Basta ricordare i recenti appelli lanciati da note (e meno note) aziende vitivinicole locali. La Cia di Livorno stima che nella nostra provincia poco meno di 2/3 della manodopera avventizia che opera in agricoltura - calcolata in 1900-2000 unità a seconda delle annate - è costituita da extracomunitari.  Ecco perché il decreto flussi del governo ha rappresentato negli ultimi anni un prezioso serbatoio dal quale tante piccole e medie imprese agricole hanno potuto attingere per assumere immigrati.  La crisi e i flussi. Eppure qualcosa sta cambiando anche nel mondo del lavoro stagionale o avventizio. Un segno che la crisi colpisce anche questo settore tanto che c'è chi ipotizza che quest'anno le domande di assunzione di extracomunitari potrebbero essere per la prima volta minori dell'offerta. Ed il decreto flussi del 21 aprile scorso fissa, per la provincia di Livorno, la quota di 180 stranieri mentre complessivamente, in Italia, è stato previsto l'ingresso di 80mila lavoratori. Ad oggi le due più importanti associazioni di agricoltori - la Cia e la Coldiretti - hanno cominciato a raccogliere le domande di assunzione da parte delle imprese associate.  Ma non c'è stato quel boom degli anni scorsi.  Tra Coldiretti e Cia, infatti, non superano la cinquantina le pratiche avviate. Alcune delle quali hanno già avuto risposta positiva. Altre sono in corso di definizione.  «Lavoratori fondamentali». «Questi lavoratori sono fondamentali - spiega Simone Ferri Graziani, presidente di Coldiretti Livorno - per l'agricoltura ed oggi, col decreto flussi, il loro arrivo è regolamentato ed accompagnato da misure come l'idoneità dell'alloggio, la garanzia dello stipendio e dei contributi, che fa sì che la loro permanenza anche se per alcuni mesi non abbia contraccolpi sociali». La crisi?  Certo è innegabile che ci sia, ma per Ferri Graziani le domande di assunzione ci saranno eccome, anche se probabilmente non come gli anni scorsi. «Questo perché ci sono alcune professionalità - afferma il presidente - che possono essere state assunte a tempo indeterminato». O anche perché certe sanatorie - come quella per le colf e badanti - hanno offerto chanches per certe lavoratrici e lavoratori.  Soddisfazione per la pubblicazione del decreto flussi è espressa da Stefano Poleschi, presidente provinciale della Cia. Che ricorda come il servizio offerto dalle associazioni di categoria garantirà «professioalità, trasparenza del processo e la correttezza formale delle richieste da inviare».  Pratiche da velocizzare. Poleschi, nel sottolineare positvamente «la semplificazione per le domande già presentate negli anni precedenti» con documentazione già acquisita, ricordsa tuttavia come ci sia ancora molto da fare per «l'accelerazione dell'iter delle pratiche». «Ci vogliono percorsi agevolati per le domande veicolate dalle associazioni di categoria, effettività del permesso pluriennale e possibilità di attivare le autorizzazioni collegate in caso di nuova opportunità di lavoro offerta al lavoratore straniero allo scadere del contratto originario». A.R.

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