Attenzione
Quattro condanne per usura
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Lingresso del tribunale di Livorno Un anno e cinque mesi per aver prestato soldi a strozzo
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CECINA. Sono stati condannati a un anno e cinque mesi di reclusione, più al pagamento di cinquemila euro di multa. Si tratta di Biagio Argenziano (45 anni) e del fratello Claudio Argenziano (32), Vincenzo Milo (39) e Fioravante Ciardo (41). I quattro, tutti residenti tra Cecina e Castagneto, erano imputati al tribunale di Livorno per un giro di prestiti e usura. Un giro che si è sviluppato nel Cecinese dal 2001 al 2003, quando ci fu l'intervento dei carabinieri. Secondo l'accusa, ieri sostenuta in aula dal pubblico ministero Paola Rizzo, i quattro imputati prestavano soldi con tassi mensili che oscillavano tra il dieci e il venti per cento, poi scontati. L'inchiesta era scattata negli anni scorsi e aveva riguardato sei persone. Questo grazie alla testimonianza di un impiegato che - secondo l'accusa - era stato costretto a versare ai suoi usurai circa diecimila euro, ma per saldare definitivamente il debito gli era stato ordinato di versare ulteriori cinquemila euro. Numerosi gli episodi che i carabinieri avrebbero accertato nel corso di quel periodo, quei tre anni che vanno dal 2001 al 2003: in tutti i casi i componenti del gruppo staccavano assegni alle persone che ne avevano bisogno e, successivamente, si facevano restiture somme di notevole entità. Ieri al tribunale di Livorno il collegio composto dal presidente Antonio Dal Forno, con i giudici a latere Giovanni Zucconi e Ottavio Mosti, ha condannato tutti e quattro gli imputati a un anno e cinque mesi di reclusione e ha restituito alla Procura gli atti di due testimonianze ritenute false o reticenti. Il pm Paolo Rizzo aveva chiesto due anni e otto mesi per Fioravante Ciardo e Vincenzo Milo e due anni per Biagio e Claudio Argenziano. Il padre degli Argenziano, Antonio, è uscito dal processo dopo avere patteggiato un anno e otto mesi nel dicembre del 2007. Come è uscita anche Adriana Petrucci, che ha patteggiato un anno.
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