Sicurezza
Saldo positivo nonostante la crisi. Pieraccini: «Occorre puntare sulla qualità»
Ora i negozi passano di mano
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Un negozio sul corso e, in basso lassessore Pieraccini In tre mesi 41 subingressi: da 776 a 783 le attività in città
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CECINA. Negozi che aprono, saracinesche che chiudono, attività storiche che si trasferiscono (come Saglimbeni), altre - non poche (41 in 3 mesi) - che passano di meno a nuovi proprietari. E la formula del franchising che resiste. Oggi i negozi a Cecina sono 783. A dicembre 2008 erano un po' meno: 776. Numeri minimi, più 7, ma saldo comunque positivo. Basta per dire che la crisi è ormai alle spalle? Secondo l'assessore al commercio Enrico Pieraccini è ancora troppo presto per poter dire se siamo fuori dal tunnel. «L'impressione è che un po' di recupero ci sia stato, un certo movimento i nostri uffici lo notano», dice. Solo che i dati potrebbero avere una duplice lettura. Vale a dire, nella migliore delle ipotesi, che si mantegono le attività aperte e, anzi, ci sono nuove aperture perché il settore tira. Oppure che i nuovi ingressi - fa notare Pieraccini - sono questi stessi generati dalla crisi: chi perde il lavoro in azienda che si ricicla come commerciante, aprendo una nuova attività. «Purtroppo non possiamo più esercitare un controllo capillare», spiega l'assessore. Perché oggi con la Bersani prima, poi con le disposizioni di Brunetta, aprire un'attività è sì molto più agevole e facile ma rende più difficile per l'ente pubblico, non più dispensatore di licenze e permessi, di controllare chi investe. «Il nostro obiettivo, comunque,è quello di puntare sulla qualità». E in qesto la sinergia comune-centro commerciale naturale è indispensabile perpalazzo civico. Ad oggi, in città, ci sono 783 negozi. Di questi 724 sono esercizi di vicinato (sotto i 250 mq.), mentre a fine 2009 erano 718. Le medie strutture di vendita (da 250 a 1500 mq.) sono passate da 56 a 57 e le grandi strutture di vendita sono rimaste 2, in attesa che decolli l'operazione Conad di Palazzi. Pieraccini ricorsa che il comune ha messo risorse in saccoccia per il commercio (10mila euro per Marina, altrettante per il centro). «Ora però occorre che i centri naturali ci presentino progetti», dice Pieraccini. Perché non basta avere un calendario di spettacoli ed iniziative per rilanciare il commercio cittadino e potenziare il nostro turismo. A.R.
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