Il Tirreno

Nasce l'associazione tartufai

Ma.Mo. /  

L'obiettivo è difendere le specie della pineta

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 CECINA. Non sarà il bianco delle Langhe, del Monferrato o di San Miniato, ma il tartufo che nasce nella pineta di Cecina vale la pena di essere difeso, di essere salvaguardato. La pensa così un gruppo di tartufai di Cecina capeggiati da Mauro Lippi, che domani sera alle 21 al circolo bocciofilo si riunirà per dare vita all'Associazione tartufai cecinesi, anche se l'obiettivo è di coinvolgere tutti gli appassionati della provincia. «Attualmente siamo una ventina - spiega Lippi, pensionato cecinese - ma vogliamo creare un'associazione per igrandirci e per organizzarci. Nella nostra pineta c'è molto tartufo e pensiamo che sia arrivato il momento di salvaguardarlo e magari anche di promuoverlo».  Ma che specie si trovano nella fascia arborea del Tombolo? «Soprattutto il marzolino - spiega Lippi - ma anche lo scorzone e il brumale. Può sembrare strano, ma vengono da tutta la toscana e non solo a fare tartufi nella nostra pineta. E magari chi non è del posto ha meno riguardo per la cura del terreno».  La pineta è aperta alla ricerca dei tartufi due volte la settimana e in un periodo dell'anno ben preciso. Inoltre, è necessario uno speciale tesserino (che costa 96 euro) e versare una quota alla Forestale. «Proprio perché sono soltanto due i giorni di apertura - spiega Lippi - ecco che c'è una grossa concentrazione di tartufai. Pensiamo che sia arrivato il momento di tutelare i tartufi della nostra pineta e la fondazione di un'associazione è mirata proprio a questo scopo».

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