Il Tirreno

Tra canti e fumogeni in 200 dicono no alla riforma Gelmini

Rino Bucci
Tra canti e fumogeni in 200 dicono no alla riforma Gelmini

Una manifestazione colorata e piena di musica per dire «no» alla riforma che sta stravolgendo la scuola pubblica. Il corteo, circa 200 ragazzi delle scuole superiori di Cecina e Rosignano, si è riunito davanti all’entrata del liceo Fermi in via Ambrogi. Con loro Arci e Cgil. Musica, fumogeni e slogan contro il ministro della Pubblica istruzione e il governo

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CECINA. È stata una manifestazione colorata e piena di musica per dire «no» alla riforma che sta stravolgendo la scuola pubblica. Il corteo, composto da circa 200 ragazzi delle scuole superiori di Cecina e Rosignano, si è riunito davanti all'entrata del liceo Fermi, in via Ambrogi. Ad aprire la strada un pulmino dell'Arci con generatore e impianto audio. Al volante Mauro Bini, storico ex presidente dell'associazione.

A ritmo di musica, con fumogeni e slogan contro il ministro della pubblica istruzione e il governo, i manifestanti hanno iniziato a sfilare per le vie cittadine, destinazione corso Matteotti. Prima fermata. Una breve sosta davanti alla sede del Fermi in via Napoli, dove i ragazzi se la sono presa con i loro colleghi che hanno deciso di entrare in classe. «Stiamo protestando anche per voi», ha urlato Leonardo Conforti, delegato d'istituto del Fermi. Poi, il corteo si è rimesso in marcia. In corso. In prossimità del centro l'atmosfera si è surriscaldata. I ragazzi hanno voluto farsi sentire nel cuore della città.

Poi, in piazza del duomo è iniziato il comizio, insieme agli studenti c'erano anche diversi professori. Il primo a prendere la parola è stato Edoardo Battini, studente universitario. «L'ultima finanziaria - ha detto Battini - è stata una mazzata per la scuola. Qualche numero? Saranno tagliate 67mila unità, mancano 23mila euro di investimenti per le strutture informatiche, 143mila euro per la ricerca. In questo clima, vengono incrementati i finanziamenti alle scuole pubbliche. È una vergogna».

Con la Cgil. Gli studenti hanno incassato l'appoggio della Cgil e alle 11, in corso Matteotti, sono arrivati i rappresentanti sindacali della scuola, dei metalmeccanici, dei chimici e quelli dei pensionati. «Siamo in periodo di recessione - ha spiegato Franca Taddei della segreteria Cgil provinciale - basti pensare che da quest'anno ci sono 150 posti in meno nel personale Ata, senza che siano stati apportati dei sostegni a queste persone che sono a casa». Poi la parola è passata a Patrizia Villa, segretaria provinciale del comparto scuola, che si è complimentata con i ragazzi della Bassa val di Cecina, i primi in provincia a manifestare contro la riforma. «Il mondo dell'istruzione - ha detto Villa - è stato massacrato da un provvedimento che si basa solo su scelte di bilancio.

Dall'insediamento del governo sono stati tagliati otto miliardi di euro, mentre sono aumentati i finanziamenti ai privati. C'è una chiara volotà di selezionare. Ma solo chi ha i soldi andrà avanti, intanto nella scuola pubblica mancano la carta, i fax e non si pagano i supplenti. Con i tagli del prossimo anno al personale Ata si rischia seriamente di non riuscire a garantire l'apertura pomeridiana degli istituti». Poi, Villa ha teso la mano ai ragazzi e ha proposto altri incontri insieme ai colleghi universitari per confrontarsi sugli scenari futuri e organizzare eventuali iniziative di protesta.

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