Il Tirreno

Nella terra dell'oro rosso

Dora Fulceri, Maria Sozzi / Nicola Simonetti, / Simone Passaro
Gli studenti, le prof Ebe Serni e Giuseppina Rapuano Rita Tonini, Paola Rastelli e Maria Meini del Tirreno
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Gli studenti, le prof Ebe Serni e Giuseppina Rapuano Rita Tonini, Paola Rastelli e Maria Meini del Tirreno

Viaggio alla scoperta della tenuta Campo alla Sughera

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 "Come è bello il vino, rosso, rosso, rosso, bianco è il mattino..." Così cantava Piero Ciampi, che del nettare degli dei se ne intendeva parecchio. Ed è proprio sulle colline della provincia livornese che negli ultimi anni si sono affermate aziende vinicole di prima qualità conosciute oramai in tutto il mondo. Stiamo parlando, in particolare, del comprensorio di Bolgheri, dove si producono vini di prima classe quali i famosi Ornellaia, Sassicaia, Masseto e Guado al Tasso. Di questa cultura del vino ne è un esempio l'azienda "Campo alla Sughera", sita nella pianura tra Bolgheri e Castagneto Carducci, in località Caccia al Piano. Qui, noi ragazzi del Fermenti, guidati dalla direttrice commerciale Rita Tonini, abbiamo avuto l'opportunità di osservare da vicino le varie fasi della coltivazione delle viti e della produzione del vino.  Nella vigna. I venti ettari messi a coltura comprendono diverse tipologie di uve: Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Petit Verdot, Vermentino, Sauvignon Blanc e Chardonnay. Le fasi di lavorazione, scrupolose e complesse, mirano ad ottenere un prodotto d'alta qualità, attraverso una selezione dei germogli e dei grappoli in eccesso. La maggior parte del lavoro viene effettuato manualmente da un esiguo numero di operaie che lavorano in modo più preciso, rispetto alla manodopera maschile, addetta ai mezzi.  In cantina. Dopo la vendemmia i preziosi grappoli, risultato di una minuziosa selezione, vengono portati in un primo locale di smistamento, dove opera una diraspa-pressatrice, macchinario adibito alla rimozione dei rami e a una prima pressatura degli acini, per poi essere lasciati "cadere" in grossi tini di metallo per effetto della gravità, senza l'ausilio di pompe meccaniche che potrebbero danneggiare le parti solide dell'uva. Qui prenderà avvio la fermentazione alcolica, che durerà per 18-20 giorni. In questa fase sono importanti le vinacce, che donano al vino rosso le qualità organolettiche che lo contraddistinguono. Quest'ultime verranno poi tolte durante la svinatura, all'inizio per il vino bianco, alla fine per quello rosso, e saranno utilizzate per la produzione di distillati e grappe.  Nell'ipogeo. Le sale adibite ad accogliere le barriques sono il vero e proprio "sancta sanctorum" di ogni azienda vinicola che si rispetti. Queste piccole botti di rovere francese, prodotte tutt'oggi artigianalmente, interagiscono con il vino affinandone le caratteristiche attraverso l'interazione chimica tra il legno ed il vino stesso. Il tempo di permanenza dura per un periodo variabile da un anno a un anno e mezzo. Nelle barriques, tuttavia, non è contenuto il prodotto finito, che risulterà dalla mescolanza in percentuale delle varie specie di vitigni.  In bottiglia. Il vino verrà quindi imbottigliato e tenuto a riposo per almeno altri sei mesi, allo scopo di riequilibrare la sua struttura. In genere i vini bolgheresi si suddividono in differenti tipologie, distinte per qualità del prodotto, ovvero: Bolgheri Doc superiore, Bolgheri Doc, Bolgheri Igt.  Per ottenere un vino di alta qualità è necessario rispettare scrupolose norme per gradazione alcolica, invecchiamento e percentuali di uve all'interno. Ed è per questi motivi che il vino italiano è stimato e invidiato in tutto il mondo.

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