Il Tirreno

La fiammata rossa pagine di anarchia a Montescudaio

Sardegna Frati con il figlio
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Sardegna Frati con il figlio

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MONTESCUDAIO. Giovanni Rossi a Montescudaio era un esperto di zootecnia, laureato in veterinaria. Noto in tutt'Italia come attivista anarchico, anche attraverso gli scritti che firmava con lo pseudonimo di Cardiff, alla fine dell'Ottocento lasciò il paese per realizzare in Brasile l'ideale socialista di una comune, dove la terra e ogni proprietà erano di tutti.  Rossi fu un riferimento anche a Montescudaio, dove molti seguiranno le sue idee fino agli anni Venti. Tra questi anche la figlia di Giovanni Frati, Sardegna, che a 21 anni fuggì a Marsiglia per raggiungere il marito anarchico. Con la sua stazza robusta e l'espressione risoluta compare sulla scheda personale del casellario fascista, segnalata alla polizia come attivista. Sardegna infatti nel 1920 si era sposata il compagno Alfredo Coscini di Castelnuovo. L'anno in cui si unirono i loro destini fu cruciale anche per la politica. Tutta la Val di Cecina nelle elezioni di settembre votò in massa i socialisti. Era la prima vittoria popolare dopo la proclamazione del suffragio universale maschile nel 1919. Pagine storiche di cruciale importanza, che Aurelio Pellegrini ricostruisce nel libro "La fiammata rossa", in uscita a settembre. Un volume dedicato a Montescudaio tra il 1920 e il'22, quando il paese elesse il primo sindaco socialista, Mariano Mariani. Ma anche Cecina, Castelnuovo, Riparbella, Bibbona, Casale, Suvereto, Campiglia e Collesalvetti videro nascere i primi governi socialisti dopo il trionfo elettorale.  Gli entusiasmi però durarono poco. Il sindaco di Cecina Ersilio Ambrogi fu eletto presidente della Provincia di Pisa solo nel 1921, perchè per tre volte i fascisti impedirono al consiglio di riunirsi. Il clima stava cambiando e nel'23 ci fu il ribaltone con la vittoria fascista. Il Commissario prefettizio che aveva presieduto le elezioni elogiò i giovani per "aver spento la fiammata rossa", alludendo a quel trionfo che aveva acceso le speranze di tutti. Il merito di aver alimentato il fuoco diversi decenni prima l'ebbe quel Giovanni Rossi che nel'19, dalle pagine del giornale socialista "La fiamma", elogiava i compagni per il primo risultato elettorale. Figlio di un ricco proprietario terriero, Giovanni diffuse gli ideali socialisti a Montescudaio fondandovi nel 1877 una delle prime sezioni dell'Internazionale. Come anarchico fu perseguitato dalla polizia e incarcerato.  Vinto un concorso per veterinario nel bresciano, nel 1888 decise di dare vita alla comunità che aveva immaginato nel libro "Una comune socialista", che lo rese famoso. Un paese - Poggio al mare - dove la terra e ogni proprietà erano in comune agli abitanti. Si imbarcò per il Brasile con un centinaio di persone anche della Val di Cecina e nel 1890 fondò la colonia sociale Cecilia (la protagonista del racconto) nello stato del Paranà. Dopo 4 anni di vita e una popolazione massima di oltre mille persone, la comune di sciolse e Rossi tornò in patria.  Di queste idee si era nutrito Giovanni Frati, e sicuramente fecero presa sulla figlia Sardegna. Ancora minorenne sposò l'anarchico Alfredo prima che emigrasse a Marsiglia per sfuggire alle persecuzioni. Compiuti 21 anni nel 1923, partì da sola per raggiungere il marito. A Mentone la polizia di frontiera la perquisì denudandola. Attivista politica, era controllata dai fascisti anche nella vita quotidiana a Marsiglia, tra le poche donne dell'allora provincia di Pisa ad essere inserita nel casellario politico centrale.  Il suo comportamento fu però sempre irreprensibile e nel 1927 poté tornare sei mesi a Montescudaio dalla famiglia. In Francia rimase fino al 1942, quando - lasciata dal marito, dal quale ebbe due figli - raggiunse le sorelle a Volterra, dove è morta nel 1991.  Federica Lessi Il libro di Aurelio Pellegrini Poveri e contadini al governo MONTESCUDAIO."La fiammata rossa. Montescudaio: 1920-1922" è stato scritto da Aurelio Pellegrini «non solo per ragioni politiche di parte - dice - ma anche per ricordare la prima volta che in Italia andarono al governo i poveri e i contadini». Il libro uscirà l'11 settembre 2010, per i 90 anni dalle elezioni del 1920. Affronta la nascita dei nuovi partiti per arrivare all'eredità socialista di Rossi a Montescudaio, descrive la vittoria elettorale del 1920 e analizza il mandato del primo sindaco socialista, Mariano Mariani, fino alla vittoria fascista del 1923. Prima della corposa sezione documentaria è inserita un'appendice romanzata, la storia "d'amore e d'anarchia" tra Sardegna Frati e Alfredo Coscini. (f.l.)

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di Redazione web