Il Tirreno

EMERGENZA ABITATIVA

Incubo casa per 20 famiglie

Incubo casa per 20 famiglie

Sulla scrivania di Lia Burgalassi, assessore alle politiche sociali e all'ufficio casa del Comune di Cecina, ci sono una ventina di richieste d'aiuto. Sono famiglie con lo sfratto esecutivo che convivono ogni notte con lo spettro di ritrovarsi da domani senza un tetto. Gente normalissima, padri e madri

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CECINA. Sulla scrivania di Lia Burgalassi, assessore alle politiche sociali e all'ufficio casa del Comune di Cecina, ci sono una ventina di richieste d'aiuto. Sono famiglie con lo sfratto esecutivo che convivono ogni notte con lo spettro di ritrovarsi da domani senza un tetto. Gente normalissima, padri e madri «che fino ad oggi ce l'hanno fatta grazie alla cassa integrazione ma che adesso, investiti dalla crisi, non ce la fanno più a pagare l'affitto». E si trovano le lettere di intimazione di sfratto dei proprietari e, in alcuni casi, l'ufficiale giudiziario alle porte.

«Una situazione difficilissima - spiega Burgalassi - acuitasi in questi ultimi mesi, che proviamo a fronteggiare con le risorse che possiamo mettere in campo». Quali sono? «Cerchiamo, per esempio, di allungare i tempi di permanenza in casa delle famiglie, magari accolandoci la spesa d'affitto col privato, cercando soprattutto di tutelare per primi i nuclei con la presenza di minori». Proprio in questi giorni l'assessore sta predisponendo un'indagine che consenta di avere un quadro preciso dell'emergenza abitativa i cui numeri sono probabilmente più alti dei casi finori «trattati» da palazzo civico. La crisi, del resto, non intacca più i possessori di alloggi popolari che pagano canoni bassissimi (ma ci sono casi di morosità ance per l'edilizia pubblica). Colpisce, invece, a più ampio raggio ed è un cane che si morde la coda. Da una parte troviamo i proprietari d'immobili che non mettono a disposizione gli alloggi perché temono di non reintrarne più in possesso o perché, affidati a casi socialmente rilevanti, temono che il loro immobile possa svalutarsi. Del resto i bandi aperti dal Comune per favorire l'individuazione di appartamenti, prevedendo anche forti abbattimenti delle impose tipo l'Ici (ormai sulla seconda casa), non hanno trovato successo.

Oggi ci sono ben 237 richieste per una casa popolare, venti di più rispetto allo scorso anno, a fronte di una disponibilità di alloggi gravemente deficitaria. I contributi per gli affitti si sono andati assottigliando, con «le risorse di derivazione statale - spiega Burgalassi - sempre più esigue». «Basti pensare - dice l'assessore - che se fino a qualche anno fa con questi assegni si potevano coprire 4-5 mensilità, oggi a fatica se ne copre una e mezzo». Ecco perché l'assessore si trova ad affrontare questa situazione di polso, anche perché all'orizzonte i prossimi alloggi popolari disponibili sono quelli di Vada (13) per cui è quasi pronta la graduatoria provvisoria. Per il resto, quelli di Palazzi, ci vorrà almeno due anni. Ed ecco, dunque, che si torna a parlare di roulotte che il Comune potrebbe acquistare. «Anche se faremo di tutto per non sistemarci famiglie con figli», conclude Burgalassi.


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