Il Tirreno

GLI ANGOLI DEL DEGRADO

Sempre più in rovina la "casa del pastore"Interviene il sindaco

Sporcizia e degrado generale all’interno dell’edificio
◗
Sporcizia e degrado generale all’interno dell’edificio

Non c'è niente da fare. Passa il tempo, ma la casa del pastore è sempre la stessa. Anzi, peggio. Le scritte ormai non si contano più, la spazzatura cresce dentro e fuori quell'edificio a due piani. Una palazzina sfondata da più lati che si trova costeggiando la pineta, dopo il galoppatoio, andando verso il confine con il comune di Bibbona

2 MINUTI DI LETTURA





CECINA. Non c'è niente da fare. Passa il tempo, ma la casa del pastore è sempre la stessa. Anzi, peggio. Le scritte ormai non si contano più, la spazzatura cresce dentro e fuori quell'edificio a due piani.
Una palazzina sfondata da più lati che si trova costeggiando la pineta, dopo il galoppatoio, andando verso il confine con il comune di Bibbona.

Una zona di periferia, certo, ma molto amata e frequentata da cecinesi e turisti.
Soprattutto d'estate e già di questi tempi, per le prime passeggiate primaverili sotto il sole.
Calcinacci, ruggine, finestre e vetri rotti, siringhe, bottiglie e lattine attorno a un vecchio materasso strappato. Dentro la casa del pastore c'è di tutto.

Ma anche fuori, con cumuli di rifiuti sparsi ovunque.
Il cancello che dà sulla strada è divelto, si può entrare tranquillamente anche se il solito cartello avverte che siamo in una proprietà privata. Il che è vero.

Lo ribadisce anche il sindaco Stefano Benedetti, il quale non fa che ripetere quanto detto giusto un anno fa dal suo predecessore Paolo Pacini.
«Si tratta di un edificio privato - dice Benedetti - acquistato alcuni anni fa dalla famiglia Becuzzi, vecchi proprietari terrieri di questa zona. A quanto mi risulta, ci sono stati problemi di divisioni ereditarie alla scomparsa di Bruno, l'ultimo titolare». Ovvero l'ingegner Bruno Becuzzi, morto ad appena 40 anni nell'ottobre del 2002.

«Noi però non possiamo fare più di tanto - prosegue il sindaco Benedetti - E qualcosa a dir la verità lo avevamo anche già fatto con il piano strutturale, prevedendo la possibilità del recupero dei volumi in vista di una valorizzazione di quell'immobile. Che potrebbe diventare un bar ristorante, un punto di riferimento per i servizi di questa zona, o qualsiasi altra cosa. Ma, ripeto, si tratta di una proprietà privata e come amministrazione comunale abbiamo le mani legate. Mica possiamo espropriare».

«E' anche vero - conclude Stefano Benedetti - che il degrado laggiù ha raggiunto livelli inaccettabili. Parlerò con tecnici e vigili urbani, in questi giorni faremo delle verifiche. Poi cercheremo di incontrare la proprietà, sollecitando almeno la messa in sicurezza dell'immobile. Anche se qui è anche una questione di immagine, oltre che di sicurezza».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca