Il Tirreno

«Le concessioni subito dopo l’estate»

L'iter del porto alle battute finali

Rino Bucci
Barche ormeggiate nell’attuale approdo alla foce del fiume Cecina
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Barche ormeggiate nell’attuale approdo alla foce del fiume Cecina

Ormai ci siamo. L'iter burocratico per la costruzione del nuovo porto turistico è alle battute finali. Ancora altre due, massimo tre conferenze dei servizi e i proponenti potranno ritirare le concessioni edilizie. Se tutto filerà per il verso giusto, le concessioni saranno disponibili all'inizio dell'autunno

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CECINA. Ormai ci siamo. L'iter burocratico per la costruzione del nuovo porto turistico è alle battute finali. Ancora altre due, massimo tre conferenze dei servizi e i proponenti potranno ritirare le concessioni edilizie. Se tutto filerà per il verso giusto, le concessioni saranno disponibili all'inizio dell'autunno. Intanto, imprenditori e grossi nomi della nautica guardano con attenzione a un progetto che fa veramente gola a parecchi.  Il presidente della spa Circolo nautico Cecina Giuliano Matteoli non si sbottona, ma conferma: «Ormai stiamo viaggiando spediti - dice Matteoli - anche perché l'amministrazione vuole, forse più di noi, questo porto. La conferenza dei servizi è andata molto bene, dobbiamo solo rispettare nel progetto finale le prescrizioni imposte nella valutazione d'impatto ambientale. La prossima conferenza, programmata per maggio, se non sarà l'ultima forse sarà la penultima. Senza dubbio, entro la fine dell'estate vogliamo che sia tutto pronto».  A quel punto verranno ritirate le concessioni e la Circolo nautico spa si siederà al tavolo per ascoltare che cosa hanno da dire gli imprenditori che hanno messo gli occhi sul porto.  «Abbiamo una serie di soggetti interessati - spiega Matteoli - anche perché il posto è strategico. Chi sono? Grandi gruppi finanziari, grossi cantieri nautici anche americani e singoli imprenditori (si è già parlato di Ferragamo, ndr). Non ci sono attori, però si tratta di una bella rosa. Al momento siamo a un livello di conoscenza preliminare. Non abbiamo ancora deciso di metterci dietro una scrivania. Lo faremo solo concessioni alla mano. A quel punto sentiremo tutti».  Matteoli dice anche che non è scontato che chi faccia l'offerta più ricca venga scelto: «Vogliamo solo il bene del porto e della città, quindi selezioneremo gli offerenti in base al percorso che vogliono intraprendere e al livello di interesse che hanno verso questa struttura».

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