Il Tirreno

Buoni vacanza? No grazie

L'iniziativa del ministeropiace poco agli albergatori

Alberto Mangiantini
L’hotel Tornese a Marina di Cecina
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L’hotel Tornese a Marina di Cecina

Buoni vacanza? No grazie! Sembra la risposta che le strutture ricettive cecinesi hanno dato all'iniziativa del ministero per favorire l'accesso al turismo anche alle categorie più deboli. Stando alla lista consultabile sul sito www.buonivacanza.it, con le vacanze pasquali alle porte solo 4 strutture hanno aderito ai Buoni vacanza italia (Bvi)

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CECINA. Buoni vacanza? No grazie! Sembra la risposta che le strutture ricettive cecinesi hanno dato all'iniziativa del ministero per favorire l'accesso al turismo anche alle categorie più deboli. Stando alla lista consultabile sul sito www.buonivacanza.it, con le vacanze pasquali alle porte solo 4 strutture hanno aderito ai Buoni vacanza italia (Bvi): 3 alberghi di Marina (Aurora, Tornese e Stella Marina) e il camping Villaggio club Cecina delle Gorette.

«Purtroppo il ministero non ha dato un'adeguata informazione» dice Umberto Chisci, presidente dell'associazione albergatori e proprietario dell'hotel Aurora, uno dei pochi ad aver aderito all'iniziativa. «Nonostante l'Assoturismo ci abbia stimolato ad accettare questo tipo di promozioni - aggiunge - noi abbiamo deciso di non fare pressioni ai nostri associati. Personalmente ho deciso di aderire perché, in un momento di crisi come l'attuale, tutte le iniziative che possano essere uno strumento di lavoro non sono da boicottare, specie per la bassa stagione. Ma non credo che i Bvi siano la risposta».

Chisci spiega come, a fronte di un percorso di rimborso garantito e snello, i Bvi abbiano comunque un costo per l'albergatore che li accetta: «Per l'emissione dei titoli, il ministero ha promosso un accordo con il gruppo Intesa-San Paolo che trattiene all'azienda alberghiera il 4% più Iva sul totale dei Bvi accettati. Può quindi risultare un costo importante, anche se pur sempre inferiore a quello richiesto da un qualsiasi tour operator tradizionale».

Diverse le motivazioni di chi non ha aderito. Rosario Sangiorgi (hotel Gabbiano), spiega di voler continuare a puntare sulle proprie forze, riconsiderando il discorso quando saranno ultimati i lavori di ristrutturazione all'hotel Palazzaccio. E il vicepresidente dell'associazione albergatori Sileoni, proprietario dell'hotel omonimo, aggiunge: «Sono stato a lungo combattuto se aderire o meno ai Bvi, alla fine però ho deciso di fare un altro tipo di investimento che coinvolge le nuove tecnologie e il motore di ricerca Google, con l'acquisto di spazi pubblicitari legati a parole chiave che permettano la comparsa di banner del nostro albergo su siti internet legati al turismo. So che sarà un progetto a lungo termine, ma spero già quest'estate di poterne vedere i primi frutti».

Tutti gli albergatori sono comunque concordi come si debba fare altro per rilanciare il turismo nelle nostre zone, dopo un biennio terribile: «Sono necessari interventi strutturali mirati, che vadano a considerare i contratti di lavoro, l'accesso al credito e una tassazione pesante che ci penalizza enormemente nei confronti di realtà emergenti quali la Croazia».

«Nel nostro piccolo - conclude Chisci - l'obiettivo è ampliare la durata della stagione, ridotta ai soli mesi di luglio e agosto, magari con eventi importanti. Da parte del Comune abbiamo riscontrato finalmente una certa apertura al dialogo».

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