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Il consorzio Nuovo Futuro compie 30 anni e cerca le soluzioni anti-crisi
Chiara Castaldi
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L’interno del consorzio Nuovo Futuro Tutto pronto per l’iniziativa “Porta aperte”In occasione della celebrazione dei 30 anni di attività del Consorzio Nuovo futuro, in programma domani nella sede di via Guido Rossa, abbiamo chiesto al presidente Gino Bigazzi un bilancio e un pronostico sulle prospettive dell'impresa. Con la vicepresidente Tiziana Cavallini, invece, abbiamo percorso la storia e ha illustrato l'iniziativa "Porte aperte"
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ROSIGNANO. In occasione della celebrazione dei 30 anni di attività del Consorzio Nuovo futuro, in programma domani nella sede di via Guido Rossa, abbiamo chiesto al presidente Gino Bigazzi un bilancio e un pronostico sulle prospettive dell'impresa. Con la vicepresidente Tiziana Cavallini, invece, abbiamo percorso la storia e ha illustrato l'iniziativa "Porte aperte" organizzata per i festeggiamenti.
La crisi. «Quest'anno, abbiamo dovuto mettere in cassa integrazione parziale 20 dipendenti della cooperativa due, impiegate nei servizi di pulizie nelle scuole - dice il presidente Bigazzi - a causa dei tagli di ore decisi dal ministero. Siamo in una fase di recessione per tutti, privati e Comuni hanno meno soldi: è inevitabile che la situazione si rifletta anche su di noi. Ma la nostra politica è quella di andare avanti». Cavallini aggiunge: «Abbiamo alle spalle 30 anni di attività in costante crescita di fatturato e di personale, con 401 dipendenti in totale».
Soluzioni. Come affrontare questo momento e quali le possibili strategie per l'avvenire? «Le direzioni - risponde il presidente - sono due: valorizzare i prezzi, adeguandoli al mercato e cercare appalti più duraturi nel tempo, rispetto alla media di tre anni. La produzione della tipografia andrebbe potenziata». «Forse non è sufficientemente conosciuta», dice la vicepresidente. «"Porte aperte" potrebbe essere un'occasione per farci conoscere meglio». Pensate anche a diversificare i servizi aggiungendone di nuovi? «È una possibilità alla quale stiamo pensando - dichiara Bigazzi - ma è presto per dire quali».
Pionieri. «La Nuovo Futuro - racconta Cavallini - nasce come cooperativa nel 1980 con l'obiettivo di un maggiore partecipazione dei soggetti portatori di handicap nella società: sia con l'inserimento al lavoro, sia offrendo loro servizi. Quando nel 1991 uscì la legge regionale che distingueva fra cooperative di tipo A, che erogano servizi nei confronti di persone svantaggiate, e cooperative di tipo B, con almeno il 30% di soci lavoratori disabili, la Nuovo Futuro si adeguò alla normativa. Nacquero così tre cooperative: due cooperative di tipo B, la uno e la due, e una di tipo A, la cooperativa tre, che si costituirono in consorzio. Ma la legge non cambiò che la dicitura dell'impresa e l'organizzazione amministrativa».
Sul territorio. Il Consorzio Nuovo futuro vive degli appalti di enti pubblici, principalmente Comuni della Bassa Val di Cecina e del Comune di Livorno, oltre che delle commesse dei privati. «Collaboriamo con molti soggetti, fra i quali i Comune di Rosignano e Cecina, i comuni delle colline pisane e l'Asl. Ad esempio il nostro personale opera nelle strutture di accoglienza per anziani e per giovani con disagi di vario tipo. Mentre in tipografia e nei servizi sono impiegati per il 30% soggetti disabili».
Porte aperte. «Nuovo Futuro - afferma Cavallini - nasce come progetto di accoglienza. Quale modo migliore di festeggiare i 30 anni se non invitando nella nostra sede, enti, aziende e cittadinanza per guidarli in una visita nella quale illustreremo e spiegheremo tutte le nostre attività».
La crisi. «Quest'anno, abbiamo dovuto mettere in cassa integrazione parziale 20 dipendenti della cooperativa due, impiegate nei servizi di pulizie nelle scuole - dice il presidente Bigazzi - a causa dei tagli di ore decisi dal ministero. Siamo in una fase di recessione per tutti, privati e Comuni hanno meno soldi: è inevitabile che la situazione si rifletta anche su di noi. Ma la nostra politica è quella di andare avanti». Cavallini aggiunge: «Abbiamo alle spalle 30 anni di attività in costante crescita di fatturato e di personale, con 401 dipendenti in totale».
Soluzioni. Come affrontare questo momento e quali le possibili strategie per l'avvenire? «Le direzioni - risponde il presidente - sono due: valorizzare i prezzi, adeguandoli al mercato e cercare appalti più duraturi nel tempo, rispetto alla media di tre anni. La produzione della tipografia andrebbe potenziata». «Forse non è sufficientemente conosciuta», dice la vicepresidente. «"Porte aperte" potrebbe essere un'occasione per farci conoscere meglio». Pensate anche a diversificare i servizi aggiungendone di nuovi? «È una possibilità alla quale stiamo pensando - dichiara Bigazzi - ma è presto per dire quali».
Pionieri. «La Nuovo Futuro - racconta Cavallini - nasce come cooperativa nel 1980 con l'obiettivo di un maggiore partecipazione dei soggetti portatori di handicap nella società: sia con l'inserimento al lavoro, sia offrendo loro servizi. Quando nel 1991 uscì la legge regionale che distingueva fra cooperative di tipo A, che erogano servizi nei confronti di persone svantaggiate, e cooperative di tipo B, con almeno il 30% di soci lavoratori disabili, la Nuovo Futuro si adeguò alla normativa. Nacquero così tre cooperative: due cooperative di tipo B, la uno e la due, e una di tipo A, la cooperativa tre, che si costituirono in consorzio. Ma la legge non cambiò che la dicitura dell'impresa e l'organizzazione amministrativa».
Sul territorio. Il Consorzio Nuovo futuro vive degli appalti di enti pubblici, principalmente Comuni della Bassa Val di Cecina e del Comune di Livorno, oltre che delle commesse dei privati. «Collaboriamo con molti soggetti, fra i quali i Comune di Rosignano e Cecina, i comuni delle colline pisane e l'Asl. Ad esempio il nostro personale opera nelle strutture di accoglienza per anziani e per giovani con disagi di vario tipo. Mentre in tipografia e nei servizi sono impiegati per il 30% soggetti disabili».
Porte aperte. «Nuovo Futuro - afferma Cavallini - nasce come progetto di accoglienza. Quale modo migliore di festeggiare i 30 anni se non invitando nella nostra sede, enti, aziende e cittadinanza per guidarli in una visita nella quale illustreremo e spiegheremo tutte le nostre attività».
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