Animali
L'amore per Fido cresceun cane ogni 80 abitanti
Rino Bucci
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Passeggiata con FidoSono in costante aumento le famiglie che decidono di adottare un cane. Secondo i dati della Regione, nella nostra zona ce n'è uno ogni 80 abitanti. Se consideriamo che, in media, una famiglia è composta da 4 persone, un cane ogni 20 case. Ed è in diminuzione anche la piaga dell'abbandono
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CECINA. Sono in costante aumento le famiglie che decidono di adottare un cane. Secondo i dati della Regione, nella nostra zona ce n'è uno ogni 80 abitanti. Se consideriamo che, in media, una famiglia è composta da 4 persone, un cane ogni 20 case. Ed è in diminuzione anche la piaga dell'abbandono.
L'ultimo documento che fotografa in modo fedele la distribuzione degli amici a quattro zampe lungo il nostro territorio arriva dal report 2009 promosso dalla Regione, per il controllo del randagismo.
Il chip. Il censimento dei cani è possibile, proprio grazie all'anagrafe canina. Infatti, l'entrata in vigore dell'ordinanza del ministro della Salute del 6 agosto 2008 ha obbligato i proprietari dei cani (ma anche gatti e furetti) a far registrare entro il secondo mese di vita i propri animali. L'incuria costa cara, perché i trasgressori vanno incontro alle multe previste dagli articoli 650 e 727 del Codice penale. La registrazione avviene con l'impianto del microchip sottocutaneo che può essere inserito dall'Asl o dal veterinario di fiducia. «Fino a qualche anno fa - spiega Marco Melosi, presidente provinciale dell'Ordine dei medici veterinari - non tutti erano a conoscenza del chip, c'era molta disinformazione. Oggi, anche grazie alle campagne pubblicitarie, non ci sono più attenuanti». L'apparecchio elettronico contiene i dati anagrafici e sanitari dell'animale, oltre a quelli del padrone. Oltre ad essere utile in caso di smarrimento, il chip è un ottimo deterrente contro gli abbandoni e i furti. Se cambia residenza, il padrone si deve preoccupare di comunicarlo al servizio sanitario per modificare le informazioni nel chip. La legge prevederebbe anche che tutti gli enti pubblici venissero dotati di uno scanner per la lettura del chip. «Forse su questo punto qualcosa può essere migliorato - continua Melosi - potrebbero essere fatti più controlli».
I numeri. Al 31 luglio scorso in Toscana risultavano iscritti all'anagrafe 261.992 cani e solo nel 2008 ne sono stati iscritti 52mila. Oggi, nella nostra regione, in media c'è un cane ogni 69 abitanti (per l'Asl 6, la media si attesta intorno ad uno ogni 80). «La nostra provincia - dice Melosi - è un'isola felice, perché c'è molta sensibilità verso gli animali». Ogni giorno 142 cani vengono iscritti all'anagrafe, 18 vengono recuperati e custoditi in un canile, di questi 17 sono destinati ed essere restituiti o adottati, e solo un resta senza padrone.
Accalappiacani. La gestione del canile o del servizio accalappiacani è diversificato nelle varie aree della Toscana. Le scelte che portano a utilizzare strutture pubbliche o private vengono prese dai Comuni e dipendono dalla disponibilità delle risorse, dalle richieste e dalle caratteristiche del territorio.
«Quando arriva al canile - spiega Melosi - i volontari portano l'animale dal veterinario per la lettura del chip. Questa procedura consente di risalire subito al padrone. Se l'animale non ha il chip gli viene impiantato e torna al canile in attesa di adozione». Per capire l'importanza del servizio accalappiacani, basti pensare che lo scorso anno sono stati recuperati in Toscana ben 6.613 cani, di questi 3681 sono stati restituiti dopo la lettura del chip e 2.435 sono stati affidati ad un nuovo padrone. «Nel nostro territorio - conclude Melosi - non possiamo parlare di randagismo vero e proprio come si trova nelle regioni del Sud. Abbiamo cani abbandonati e smarriti. Per fortuna, nella maggior parte dei casi l'animale viene ritrovato o adottato. Purtroppo, però, in Toscana ci sono ancora più di 500 cani che cercano una casa».
L'ultimo documento che fotografa in modo fedele la distribuzione degli amici a quattro zampe lungo il nostro territorio arriva dal report 2009 promosso dalla Regione, per il controllo del randagismo.
Il chip. Il censimento dei cani è possibile, proprio grazie all'anagrafe canina. Infatti, l'entrata in vigore dell'ordinanza del ministro della Salute del 6 agosto 2008 ha obbligato i proprietari dei cani (ma anche gatti e furetti) a far registrare entro il secondo mese di vita i propri animali. L'incuria costa cara, perché i trasgressori vanno incontro alle multe previste dagli articoli 650 e 727 del Codice penale. La registrazione avviene con l'impianto del microchip sottocutaneo che può essere inserito dall'Asl o dal veterinario di fiducia. «Fino a qualche anno fa - spiega Marco Melosi, presidente provinciale dell'Ordine dei medici veterinari - non tutti erano a conoscenza del chip, c'era molta disinformazione. Oggi, anche grazie alle campagne pubblicitarie, non ci sono più attenuanti». L'apparecchio elettronico contiene i dati anagrafici e sanitari dell'animale, oltre a quelli del padrone. Oltre ad essere utile in caso di smarrimento, il chip è un ottimo deterrente contro gli abbandoni e i furti. Se cambia residenza, il padrone si deve preoccupare di comunicarlo al servizio sanitario per modificare le informazioni nel chip. La legge prevederebbe anche che tutti gli enti pubblici venissero dotati di uno scanner per la lettura del chip. «Forse su questo punto qualcosa può essere migliorato - continua Melosi - potrebbero essere fatti più controlli».
I numeri. Al 31 luglio scorso in Toscana risultavano iscritti all'anagrafe 261.992 cani e solo nel 2008 ne sono stati iscritti 52mila. Oggi, nella nostra regione, in media c'è un cane ogni 69 abitanti (per l'Asl 6, la media si attesta intorno ad uno ogni 80). «La nostra provincia - dice Melosi - è un'isola felice, perché c'è molta sensibilità verso gli animali». Ogni giorno 142 cani vengono iscritti all'anagrafe, 18 vengono recuperati e custoditi in un canile, di questi 17 sono destinati ed essere restituiti o adottati, e solo un resta senza padrone.
Accalappiacani. La gestione del canile o del servizio accalappiacani è diversificato nelle varie aree della Toscana. Le scelte che portano a utilizzare strutture pubbliche o private vengono prese dai Comuni e dipendono dalla disponibilità delle risorse, dalle richieste e dalle caratteristiche del territorio.
«Quando arriva al canile - spiega Melosi - i volontari portano l'animale dal veterinario per la lettura del chip. Questa procedura consente di risalire subito al padrone. Se l'animale non ha il chip gli viene impiantato e torna al canile in attesa di adozione». Per capire l'importanza del servizio accalappiacani, basti pensare che lo scorso anno sono stati recuperati in Toscana ben 6.613 cani, di questi 3681 sono stati restituiti dopo la lettura del chip e 2.435 sono stati affidati ad un nuovo padrone. «Nel nostro territorio - conclude Melosi - non possiamo parlare di randagismo vero e proprio come si trova nelle regioni del Sud. Abbiamo cani abbandonati e smarriti. Per fortuna, nella maggior parte dei casi l'animale viene ritrovato o adottato. Purtroppo, però, in Toscana ci sono ancora più di 500 cani che cercano una casa».
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