Il Tirreno

«E’ un effetto della crisi»

Non c'è un euro, si divorzia meno

Alessandro De Gregorio
Non c'è un euro, si divorzia meno

Tornare single è diventato un lusso che non tutti possono permettersi. Le spese legali? Se c'è il consenso bastano due-tremila euro sia per separarsi che per divorziare Ma l'accordo sull'assegno è raro...

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CECINA. Divorziare? Oggi è un lusso. E se lo dicono gli avvocati, c'è da crederci. Non tanto per le loro parcelle, che comunque un peso ce l'hanno. Ma perché rifarsi una vita costa. Sempre di più. Senza contare la questione più importante: quella dei figli.
Certo è che a Cecina e dintorni la gente si separa e divorzia sempre meno.

Lo dicono i numeri, prima ancora degli avvocati. Gli ultimi dati su scala provinciale raccolti dal tribunale di Livorno indicano che nel periodo luglio 2008-giugno 2009 le separazioni consensuali sono diminuite (494 invece di 597), quelle giudiziali sono leggermente aumentate (da 146 a 158); nettamente calati i divorzi congiunti (da 518 a 340), lievemente in aumento i divorzi giudiziali (da 144 a 150).

Focalizziamo l'attenzione su Cecina. I dati forniti dallo stato civile del Comune prescindono dalla residenza e si basano unicamente sulla celebrazione dei matrimoni in città.

Fatta la dovuta premessa, questi dati sono eloquenti: nel 2008 si sono registrate 52 separazioni e 23 divorzi. Nel 2009 le separazioni sono scese a 44 e i divorzi a 13.

L'avvocato Francesco Villani conferma che «da noi sono sempre meno le coppie che decidono di separarsi, ancora meno quelle che arrivano al divorzio. E il motivo è semplice: i soldi. La pesante crisi economica produce anche questi effetti: ci si sposa sempre di meno, si divorzia ancora di meno. Piuttosto si va avanti da separati in casa».

«Con questa crisi - ribadisce l'avvocato Villani - campano le famiglie dove ci sono due stipendi o uno stipendio e mezzo. Spezzare questo delicato equilibrio è un rischio. Se poi le spese individuali raddoppiano tra affitti, mutui e assegni di mantenimento, la gente va in bancarotta. Negli ultimi due anni la tendenza a Cecina è questa. In ogni caso, quando si decide di chiudere un matrimonio, si preferisce sempre la via consensuale che è più rapida, economica e meno problematica. Si arriva alla giudiziale quasi sempre quando non c'è accordo sull'assegno di mantenimento. Anche se, a Livorno, il giudice forza un po' le parti a trovarlo, l'accordo».

Ma quanto costa tornare single? «Da quando la legge Bersani ha abolito i minimi di tariffa siamo allo sbando - risponde Villani - e ognuno fa come vuole. Comunque dipende da tanti fattori, dalle spese sostenute per giungere a un decreto di omologa o a una sentenza di divorzio. Dal numero di udienze. Dal valore dei beni che vanno divisi. Diciamo che per una separazione consensuale, dove peraltro non è obbligatoria la presenza di un avvocato, la media è 2.500-3.000 euro. La stessa cifra si spende per un divorzio consensuale, dove invece la presenza del legale è obbligatoria».

Anche per l'avvocato Nando Bartolomei la crisi economica ha inciso sulle scelte di tanti coniugi che non si sopportano più, d'accordo, ma che prendono tempo.

«Per quanto mi risulta - dice l'avvocato Bartolomei - una coppia su due resta separata e rinvia il divorzio a tempi migliori. A meno che non ci siano altre questioni sottese, come la divisione patrimoniale. Separarsi e divorziare oggi è diventato un lusso per una coppia con uno stipendio medio».

Sui costi, Bartolomei abbassa un po' la media: «Diciamo che se non ci sono complicazioni si può divorziare anche con duemila euro». A testa, ovviamente.

«E comunque - conclude Bartolomei - le separazioni e i divorzi giudiziali sono una sconfitta degli avvocati, producono una conflittualità destinata a protrarsi nel tempo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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