Sicurezza
La società Siro Fiorentini, proprietaria di uno dei negozi più antichi e affermati di Cecina, il 30 marzo cesserà l'attività. Chiude un'impresa commerciale conosciutissima andata avanti per quattro generazioni, da sessant'anni praticata nell'esercizio che si apre sulla piazza del Duomo
Venditori di stoffe sin dal 1850: chiude la Siro Fiorentini
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Da sinistra Amato, Chiara e Renzo Fiorentini nel negozio di piazza DuomoLa società Siro Fiorentini, proprietaria di uno dei negozi più antichi e affermati di Cecina, il 30 marzo cesserà l'attività. Chiude un'impresa commerciale conosciutissima andata avanti per quattro generazioni, da sessant'anni praticata nell'esercizio che si apre sulla piazza del Duomo
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CECINA. La società Siro Fiorentini, proprietaria di uno dei negozi più antichi e affermati di Cecina, il 30 marzo cesserà l'attività. Chiude un'impresa commerciale conosciutissima andata avanti per quattro generazioni, da sessant'anni praticata nell'esercizio che si apre sulla piazza del Duomo, in pieno centro cittadino.
L'origine nel 1850 con Ferdinando Fiorentini. Il figlio di Ferdinando, Amato, continuò con uguale dedizione l'attività del padre trasferendosi a Orciatico. I tempi erano un po' più evoluti rispetto a quelli che aveva vissuto il pioniere della famiglia Fiorentini, e Amato l'ambulante invece che con la cesta munita di due cinghie in cui infilava le braccia per sostenerla sul dorso lo faceva col barroccio. Potendo offrire una più vasta varietà di prodotti tessili, anche i guadagni si erano fatti più cospicui. Ma non c'è dubbio che Amato se li sudasse. Ogni quindici giorni approdava in Maremma, fino a San Vincenzo. E anche da queste parti si era fatto ormai un nome.
Fu quindi la volta di Siro a cominciare a vender pannina e aiutato a muovere i primi passi nel settore dall'esperto genitore (deceduto poi nel 1948), con lui agli inizi degli anni Quaranta aprì a Cecina un negozio di biancheria e tessuti. Alla fine del viale Marconi, nell'angolo che dà su piazza della Libertà. Ma nel corso degli eventi bellici che interessarono la nostra città il palazzo che l'ospitava venne bombardato e distrutto. I Fiorentini non erano però di quelli che si scoraggiavano. Così dopo il passaggio della guerra Siro riprese a commerciare in un piccolo fondo in piazza del Duomo, a una decina di metri da quello attuale, inaugurato nei primi anni Cinquanta. Alla famiglia Fiorentini l'aveva ceduto lo stagnino del quartiere, un certo Nardino.
Arrivato in città nel 1926, Siro non tralasciò come tradizione l'attività di ambulante (la licenza il comune di Cecina gliela rilasciò nel 1937), svolta soprattutto nel Castagnetano; nel giorno di paga in bicicletta si spingeva fra l'altro fino a Baratti, all'ufficio delle miniere.
Nel 1973 cominciarono a lavorare nel negozio anche Renzo e Amato (dallo stesso nome del nonno) assieme al babbo e alla mamma Gina Signorini; donna semplice e laboriosa, dall'alto senso della famiglia, sapeva ben conciliare gli impegni del lavoro con quelli della casa. Ed ebbe in entrambi gli ambiti un ruolo importante. Nel 1979, a 67 anni, morì Siro e i fratelli Fiorentini ampliarono sensibilmente il negozio specializzato nella distribuzione di prodotti tessili per la casa; che successivamente si affermò anche nel settore delle forniture alberghiere rifornendo una molteplicità di clienti oltreché della Toscana, della Sardegna e della Corsica.
Dopo tanti anni per Renzo e Amato, aiutati a lungo e con grande competenza nella gestione dell'esercizio commerciale dalle mogli Anna Calistri e Giuliana Giuliani, e in tempi recenti dalle figlie Martina e Chiara - che poi hanno scelto altre strade - è arrivato il momento di chiudere col lavoro. Dei quattro figli nessuno ha scelto di dedicarsi al commercio che generazioni di Fiorentini avevano portato avanti per 160 anni, cosicché non rimaneva che chiudere i battenti.
Una scelta dolorosa, ma obbligata. Comunque mitigata dal fatto che la decisione di lasciare era ormai maturata da tempo, come dice Renzo Fiorentini. Eppoi «dispiace, certo, che non ci sia continuità - sono le parole della moglie Anna - considerato anche il rapporto di amicizia instaurato con tanti clienti, però bisogna farsene una ragione».
Fabrizio Cavallini
COMINCIO' FERDINANDO
In principio fu la gerla
Tutto nacque nel lontano 1850 da una felice intuizione di Ferdinando Fiorentini, che concretizzò la sua passione per il commercio iniziando a Peccioli, dov'era nato, il suo lavoro di ambulante.
Dalla piccola ma fiorente cittadina del Pisano partiva con in spalla la gerla in cui erano stipate le pezze di stoffa che poteva contenere. E andava a vender tessuti nella campagna circostante.
Erano gli anni in cui, specie in quelle zone votate prettamente all'agricoltura, il commercio contava un numero esiguo di occupati. E davvero in pochi erano dediti a quel tipo di attività commerciale. Destinata a tramandarsi di padre in figlio.
F.C.
L'origine nel 1850 con Ferdinando Fiorentini. Il figlio di Ferdinando, Amato, continuò con uguale dedizione l'attività del padre trasferendosi a Orciatico. I tempi erano un po' più evoluti rispetto a quelli che aveva vissuto il pioniere della famiglia Fiorentini, e Amato l'ambulante invece che con la cesta munita di due cinghie in cui infilava le braccia per sostenerla sul dorso lo faceva col barroccio. Potendo offrire una più vasta varietà di prodotti tessili, anche i guadagni si erano fatti più cospicui. Ma non c'è dubbio che Amato se li sudasse. Ogni quindici giorni approdava in Maremma, fino a San Vincenzo. E anche da queste parti si era fatto ormai un nome.
Fu quindi la volta di Siro a cominciare a vender pannina e aiutato a muovere i primi passi nel settore dall'esperto genitore (deceduto poi nel 1948), con lui agli inizi degli anni Quaranta aprì a Cecina un negozio di biancheria e tessuti. Alla fine del viale Marconi, nell'angolo che dà su piazza della Libertà. Ma nel corso degli eventi bellici che interessarono la nostra città il palazzo che l'ospitava venne bombardato e distrutto. I Fiorentini non erano però di quelli che si scoraggiavano. Così dopo il passaggio della guerra Siro riprese a commerciare in un piccolo fondo in piazza del Duomo, a una decina di metri da quello attuale, inaugurato nei primi anni Cinquanta. Alla famiglia Fiorentini l'aveva ceduto lo stagnino del quartiere, un certo Nardino.
Arrivato in città nel 1926, Siro non tralasciò come tradizione l'attività di ambulante (la licenza il comune di Cecina gliela rilasciò nel 1937), svolta soprattutto nel Castagnetano; nel giorno di paga in bicicletta si spingeva fra l'altro fino a Baratti, all'ufficio delle miniere.
Nel 1973 cominciarono a lavorare nel negozio anche Renzo e Amato (dallo stesso nome del nonno) assieme al babbo e alla mamma Gina Signorini; donna semplice e laboriosa, dall'alto senso della famiglia, sapeva ben conciliare gli impegni del lavoro con quelli della casa. Ed ebbe in entrambi gli ambiti un ruolo importante. Nel 1979, a 67 anni, morì Siro e i fratelli Fiorentini ampliarono sensibilmente il negozio specializzato nella distribuzione di prodotti tessili per la casa; che successivamente si affermò anche nel settore delle forniture alberghiere rifornendo una molteplicità di clienti oltreché della Toscana, della Sardegna e della Corsica.
Dopo tanti anni per Renzo e Amato, aiutati a lungo e con grande competenza nella gestione dell'esercizio commerciale dalle mogli Anna Calistri e Giuliana Giuliani, e in tempi recenti dalle figlie Martina e Chiara - che poi hanno scelto altre strade - è arrivato il momento di chiudere col lavoro. Dei quattro figli nessuno ha scelto di dedicarsi al commercio che generazioni di Fiorentini avevano portato avanti per 160 anni, cosicché non rimaneva che chiudere i battenti.
Una scelta dolorosa, ma obbligata. Comunque mitigata dal fatto che la decisione di lasciare era ormai maturata da tempo, come dice Renzo Fiorentini. Eppoi «dispiace, certo, che non ci sia continuità - sono le parole della moglie Anna - considerato anche il rapporto di amicizia instaurato con tanti clienti, però bisogna farsene una ragione».
Fabrizio Cavallini
COMINCIO' FERDINANDO
In principio fu la gerla
Tutto nacque nel lontano 1850 da una felice intuizione di Ferdinando Fiorentini, che concretizzò la sua passione per il commercio iniziando a Peccioli, dov'era nato, il suo lavoro di ambulante.
Dalla piccola ma fiorente cittadina del Pisano partiva con in spalla la gerla in cui erano stipate le pezze di stoffa che poteva contenere. E andava a vender tessuti nella campagna circostante.
Erano gli anni in cui, specie in quelle zone votate prettamente all'agricoltura, il commercio contava un numero esiguo di occupati. E davvero in pochi erano dediti a quel tipo di attività commerciale. Destinata a tramandarsi di padre in figlio.
F.C.
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