Sicurezza
LA CRISI ROSSOBLU’
Cecina, l'agonia continua
Mario Moscadelli
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Gli striscioni polemici verso la societàNiente game-over, ma l'agonia dell'As Cecina continua. Alla fine Guido Pagliuca e i suoi ragazzi hanno giocato la partita di ieri pomeriggio contro il Riccione. E hanno offerto anche una buonissima prestazione. Ma qualcuno ha deciso lo stesso di abbandonare la nave
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CECINA. Niente game-over, ma l'agonia dell'As Cecina continua. Alla fine Guido Pagliuca e i suoi ragazzi hanno giocato la partita di ieri pomeriggio contro il Riccione. E hanno offerto anche una buonissima prestazione. Ma qualcuno ha deciso lo stesso di abbandonare la nave: Luca Vivaldi e Francesco Martelloni hanno comunicato al loro allenatore che non erano più disposti a lavorare per la società rossoblù. Ha preso qualche giorno di riflessione Alessandro Capone, che ieri comunque non avrebbe giocato perché squalificato. Ma ripercorriamo quella che è stata una domenica "bestiale".
Pagliuca e gli sms. La riunione-fiume di sabato non era bastata a far prendere alla squadra una decisione: andare avanti o mollare tutto? Ma verso le 4 di notte qualcuno dei giocatori ha iniziato a fare le proprie scelte. E così Pagliuca è stato svegliato dagli sms di chi gli comunicava che preferiva uscire da questo marasma. «E come dargli torto», ha detto ieri a fine gara lo stesso allenatore. Allenatore che dalle prime ore della mattina ha iniziato a contattare tutti i suoi allievi. È anche a suonare i campanelli delle loro case: lui, invece, aveva maturato la decisione che si doveva giocare. Per l'orgoglio, per rimarcare il proprio attaccamento alla maglia rossoblù. E così ecco che ha iniziato la sua opera di psicologo per convincere i giocatori ad andare allo stadio.
Arriva la Juniores. Ma alle 11 di ieri, Pagliuca era solo a metà della sua opera. Così si è messo in moto il ds Fabio D'Ambrosio, che ha tirato giù da letto i ragazzini della Juniores. Prima squadra o no, l'As Cecina non poteva permettersi il lusso di non disputare la partita che avrebbe portato seri guai con la Federazione. E allora ecco che alle 12 la Juniores è arrivata allo stadio di via Puccini pronta per affrontare il Riccione.
La svolta al ristorante. Finiti di suonare tutti i campanelli, la squadra e Pagliuca hanno scelto di guardarsi per l'ultima volta a faccia in un ristorante di Marina. Ed è qui che la situazione si è sbloccata. Francesco Bacci ha chiamato il suo amico Umberto Chisci, titolare del ristorante Mediterraneo. «Chisci ci ha aperto a braccia aperte - dice Pagliuca - e non smetteremo mai di ringraziarlo». La squadra si è messa a sedere, Chisci è entrato nella sala e ha annunciato che il pranzo l'offriva lui. Una piccola cosa, che ha acceso quella miccia d'entusiasmo capace di spingere o giocatori verso lo stadio.
Si gioca. Quando Brontolone e soci sono giunti al Rossetti erano quasi le 13,30: dentro lo spogliatoio la Juniores già cambiata e pronta ad entrare in campo. «Ragazzi mi dispiace, ma giochiamo noi», dice Pagliuca, che a fine gara ringrazierà l'aiuto di questi giovani calciatori che in certi casi hanno fatto anche diversi chilometri (e di corsa) per arrivare a Cecina.
Il futuro. Dunque, alla fine il Cecina ha giocato la partita col Riccione. Ma quella rossoblù è ancora una bomba ad orologeria: può scoppiare da un momento all'altro. «Non so se domenica a Rosignano giocheremo - dice Pagliuca - aspettiamo di ascoltare le parole di La Valle». Sì, perché domani il vicepresidente dovrebbe incontrarsi con la squadra: da questo incontro potrebbero dipendere le sorti rossoblù.
Pagliuca e gli sms. La riunione-fiume di sabato non era bastata a far prendere alla squadra una decisione: andare avanti o mollare tutto? Ma verso le 4 di notte qualcuno dei giocatori ha iniziato a fare le proprie scelte. E così Pagliuca è stato svegliato dagli sms di chi gli comunicava che preferiva uscire da questo marasma. «E come dargli torto», ha detto ieri a fine gara lo stesso allenatore. Allenatore che dalle prime ore della mattina ha iniziato a contattare tutti i suoi allievi. È anche a suonare i campanelli delle loro case: lui, invece, aveva maturato la decisione che si doveva giocare. Per l'orgoglio, per rimarcare il proprio attaccamento alla maglia rossoblù. E così ecco che ha iniziato la sua opera di psicologo per convincere i giocatori ad andare allo stadio.
Arriva la Juniores. Ma alle 11 di ieri, Pagliuca era solo a metà della sua opera. Così si è messo in moto il ds Fabio D'Ambrosio, che ha tirato giù da letto i ragazzini della Juniores. Prima squadra o no, l'As Cecina non poteva permettersi il lusso di non disputare la partita che avrebbe portato seri guai con la Federazione. E allora ecco che alle 12 la Juniores è arrivata allo stadio di via Puccini pronta per affrontare il Riccione.
La svolta al ristorante. Finiti di suonare tutti i campanelli, la squadra e Pagliuca hanno scelto di guardarsi per l'ultima volta a faccia in un ristorante di Marina. Ed è qui che la situazione si è sbloccata. Francesco Bacci ha chiamato il suo amico Umberto Chisci, titolare del ristorante Mediterraneo. «Chisci ci ha aperto a braccia aperte - dice Pagliuca - e non smetteremo mai di ringraziarlo». La squadra si è messa a sedere, Chisci è entrato nella sala e ha annunciato che il pranzo l'offriva lui. Una piccola cosa, che ha acceso quella miccia d'entusiasmo capace di spingere o giocatori verso lo stadio.
Si gioca. Quando Brontolone e soci sono giunti al Rossetti erano quasi le 13,30: dentro lo spogliatoio la Juniores già cambiata e pronta ad entrare in campo. «Ragazzi mi dispiace, ma giochiamo noi», dice Pagliuca, che a fine gara ringrazierà l'aiuto di questi giovani calciatori che in certi casi hanno fatto anche diversi chilometri (e di corsa) per arrivare a Cecina.
Il futuro. Dunque, alla fine il Cecina ha giocato la partita col Riccione. Ma quella rossoblù è ancora una bomba ad orologeria: può scoppiare da un momento all'altro. «Non so se domenica a Rosignano giocheremo - dice Pagliuca - aspettiamo di ascoltare le parole di La Valle». Sì, perché domani il vicepresidente dovrebbe incontrarsi con la squadra: da questo incontro potrebbero dipendere le sorti rossoblù.
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