Il Tirreno

CECINA

Accusato di strage, scagionato da Youtube

Un fotogramma del filmato
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Un fotogramma del filmato

Proiettato in aula il video dell’auto lanciata contro le sedie del pub: Alberto Guarneri si è visto derubricare il reato in minacce gravi e se la è cavata con una condanna a dieci mesi di reclusione

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CECINA. Grazie al filmato messo in rete su "YouTube" e mostrato nell'aula del tribunale, un giovane di 29 anni, Alberto Guarneri, che in un primo momento era stato accusato di tentata strage, poi divenuta un'imputazione per tentato omicidio, si è visto derubricare il reato in minacce gravi e se la è cavata con una condanna a dieci mesi di reclusione.

Ecco l'esito del processo contro Guarneri, assistito dall'avvocato Alberto Uccelli, comparso ieri mattina a Livorno davanti al collegio composto dal presidente Gabriella Marinelli, con giudici a latere Sandra Lombardi e Beatrice Dani, e pm Giuseppe Rizzo.

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La vicenda si svolse alle 1,30 del 20 gennaio 2008 al pub "Take Away" di Cecina Mare quando Guarneri, che era con la fidanzata Costanza Pardini e altri amici, ebbe un diverbio con un buttafuori, Fabio Berti, dopo che qualcuno lanciò una bottiglia che si ruppe. La fidanzata poi riferì al giovane anche di essere stata importunata dal Berti e Guarneri, che aveva bevuto molto, montò sull'auto e iniziò una scorribanda contro tavoli e sedie all'esterno del locale, al termine della quale venne arrestato dai carabinieri e portato in carcere.

Tra le deposizioni principali di ieri quella di Fabio Berti, il quale ha spiegato che intervenne quando vide Guarneri tirare la bottiglia, tanto che gli dette uno spintone e lo buttò fuori dal pub. Berti, che ha negato i pesanti apprezzamenti alla fidanzata del giovane, ha detto che una volta fuori si vide venire addosso l'auto guidata dal Guarneri.

Ha testimoniato anche Costanza Pardini, che oltre a riferire che quella sera avevano bevuto davvero molto, ha ribadito le accuse al Berti per averla importunata. Allo stesso tempo la ragazza ha riferito che una volta in auto, Alberto Guarneri disse "lo ammazzo" e iniziò la gimkana contro sedie e tavolini, tanto che lei, dopo averlo implorato di smetterla, tirò il freno a mano e bloccò l'auto.

Infine c'è stato l'esame dell'imputato, che ha spiegato che era profondamente alterato dall'alcol (al test risultò un valore di 1,80) ma che non era lui ad aver tirato la bottiglia. Poi che si era spaventato per l'attegiamento del Berti, un uomo grande e grosso e che per questo aveva deciso di spaventarlo a sua volta con la gimkana davanti al locale, ma che assolutamente non voleva ferire né tantomeno uccidere nessuno. «Certo che ho fatto una bestialità che non rifarei mai» ha ammesso alla fine. Da segnalare poi che, solo su domanda del presidente Marinelli, il Guarneri ha spiegato di aver fatto avere un risarcimento al locale per i danni arrecati.

A questo punto è stato proiettato, con lo stesso Guarneri in veste di operatore, il filmato di YouTube, nel quale si vede la "Opel Corsa" che per quattro volte travolge sedie e tavolini, e che viene fatta segno al lancio di oggetti dai presenti, ma che solo una volta sembra venire in contatto col Berti, col Guarneri che ha spiegato che era stato l'altro a venirgli incontro e che lui lo aveva scansato.

Così si è giunti alle conclusioni: il pm Rizzo ha chiesto la derubricazione del reato a violenza privata, con una condanna a 1 anno e 2 mesi, mentre l'avvocato Uccelli ha chiesto l'assoluzione. Alla fine il collegio ha emesso una condanna a 10 mesi per minacce aggravate cui vanno aggiunti un mese di reclusione e 1.500 euro di multa per la guida in stato di ebbrezza, con i benefici di legge.

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