Sicurezza
LA STRUTTURA
Un centro per pazienti in stato vegetativo
Andrea Rocchi
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Casa Maffi Nata nel 1947 la Fondazione è oggi un ente d’ispirazione religiosa che gestisce attività educative, di assistenza sociale e sanitariaSVP, acronimo di stato vegetativo permanente. In Italia si stimano 2500 casi di persone che si trovano in stato continuativo di veglia incosciente e di altrettante famiglie che, nel più totale silenzio, vivono un'esistenza parallela di dolore e speranza. Qualcosa però si muove. E proprio in Toscana
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CECINA. SVP, acronimo di stato vegetativo permanente. In Italia si stimano 2500 casi di persone che si trovano in stato continuativo di veglia incosciente e di altrettante famiglie che, nel più totale silenzio, vivono un'esistenza parallela di dolore e speranza. Qualcosa però si muove. E proprio in Toscana, se è vero che a Cecina potrebbe nascere il primo centro regionale per pazienti in stato di coma vegetativo.
In questi giorni Regione Toscana ed Asl 6 avrebbero intensificato i contatti per definire un accordo di programma con la Fondazione Casa Cardinale Maffi che già gestisce, fra Livorno, Pisa e La Spezia, istituti di cura per anziani non autosufficienti, centri diurni e moduli per malati di Alzheimer. E che realizzerebbe il progetto. Obiettivo: aprire in Toscana il primo istituto che accoglie malati in stato vegetativo.
Emblematico e discusso il caso di Eluana Englaro, morta il 9 febbraio dell'anno scorso dopo 17 anni di coma in seguito alla decisione della famiglia - suffragata da una sentenza della Cassazione - di staccare il sondino che le garantiva l'alimentazione artificiale. Ma per un caso sotto i riflettori ce ne sono altre centinaia che passano sotto traccia. Come l'assistenza a questo tipo di malati, spesso demandata alle sole famiglie.
La Toscana sarebbe pronta ad investire risorse in questa direzione e, d'intesa con l'Asl 6, avrebbe individuato nella Fondazione Maffi un partner qualificato per dare piedi a questo progetto. L'istituto cecinese, nato nel 1947 come casa della carità per volontà del sacerdote Pietro Parducci, parroco di Palazzi, è oggi un ente (fondazione dal 1998) d'ispirazione religiosa che gestisce attività educative, di assistenza sociale e sanitaria.
Per anni la residenza assistita di S. Pietro in Palazzi ha dato risposte a migliaia di anziani non autosufficienti e oggi, in convenzione con l'Asl 6, la Maffi gestisce anche le due Rsa di Cecina e Rosignano (80 posti). Tuttavia, con l'apertura di nuovi istituti per anziani nella provincia livornese, il numero di ospiti nel centro (140 posti letto) è andato calando. La Maffi si troverebbe, inoltre, a fare i conti con una struttura da adeguare ai nuovi standard di assistenza.
Il nuovo centro per malati in coma vegetativo (da 20 posti letto) potrebbe così rappresentare un'importante occasione per la fondazione per rilanciare i propri progetti di espansione.
Maffi, che oggi gestisce in accreditamento le due Rsa dell'Asl 6, potrebbe inoltre partecipare all'asta delle stesse strutture che l'azienda livornese ha messo in vendita (12 milioni) per costruire il nuovo distretto sociosanitario di Rosignano Solvay.
Sul progetto del centro per pazienti in stato vegetativo la Regione sembra puntare molto. Così come il direttore generale dell'Asl 6 Monica Calamai, già impegnata a gestire insieme al sindaco di Livorno Cosimi la delicata partita del nuovo ospedale di Livorno.
Il centro per la riabilitazione dei «coma vegetativi» sta muovendo i primi passi e, al momento non si può definire una struttura acquisita, ma Regione ed Asl vanno avanti, col Comune di Cecina interessato a regolare la partita delle vecchie aree di San Pietro in Palazzi e del loro possibile utilizzo.
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