Attenzione
MUORE DI INFARTO
Arriva nell'agriturismo e muore d'infarto
«Mi sento male». Si è messo le mani al petto, è uscito a prendere una boccata d'aria. Ma non è più rientrato. Lo hanno trovato una cinquantina di metri più in là, nel campo, accasciato a terra. Era venuto apposta da Lucca insieme a un amico, cacciatore come lui, per mettere a posto un capanno. Ma Cesare Barsotti, 55 anni, è stato ucciso da un infarto
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ROSIGNANO. «Mi sento male». Si è messo le mani al petto, è uscito a prendere una boccata d'aria. Ma non è più rientrato. Lo hanno trovato una cinquantina di metri più in là, nel campo, accasciato a terra. Era venuto apposta da Lucca insieme a un amico, cacciatore come lui, per mettere a posto un capanno. Ma Cesare Barsotti, 55 anni, è stato ucciso da un infarto. E' avvenuto all'agriturismo Pian dei Lupi, sulle colline tra Castelnuovo della Misericordia e Nibbiaia.
I due cacciatori lucchesi, amici dei proprietari dell'agriturismo (Gabriele Neri e Valeria Cottini), erano appena arrivati. Non c'erano altri ospiti nella struttura, l'agriturismo in questi giorni è chiuso. Ma non c'è stato neanche il tempo di fare due chiacchiere. Barsotti ha accusato subito una fitta alla schiena. Poi, una fortissima al torace. Pallido, sudato, spaventato, è uscito a prendere aria.
Gli amici non hanno perso tempo e alle 14,37 hanno telefonato al 118. L'operatore ha inviato sul posto due ambulanze: una della Misericordia del Gabbro e una, con il medico a bordo (il dottor Marco Garzelli) della Pubblica assistenza di Collesalvetti. Impossibile dirottarne una medicalizzata da Rosignano, perché impegnata su un altro decesso.
Mentre i soccorritori correvano a Pian dei lupi (la zona è piuttosto fuori mano), le condizioni di Barsotti sono precipitate. Quando sono arrivati, i soccorritori della Misericordia hanno tentato in ogni modo di rianimarlo.
Quaranta minuti di tentativi. Inutili. Il medico giunto da Collesalvetti non ha potuto che constatare il decesso dell'uomo. La salma è rimasta lì in attesa che arrivassero i carabinieri. Una formalità, perché è stata esclusa qualsiasi causa di morte diversa da quella naturale.
Così la salma è stata trasferita all'obitorio del cimitero di Rosignano e messa a disposizione della famiglia, nel frattempo avvertita.
I due cacciatori lucchesi, amici dei proprietari dell'agriturismo (Gabriele Neri e Valeria Cottini), erano appena arrivati. Non c'erano altri ospiti nella struttura, l'agriturismo in questi giorni è chiuso. Ma non c'è stato neanche il tempo di fare due chiacchiere. Barsotti ha accusato subito una fitta alla schiena. Poi, una fortissima al torace. Pallido, sudato, spaventato, è uscito a prendere aria.
Gli amici non hanno perso tempo e alle 14,37 hanno telefonato al 118. L'operatore ha inviato sul posto due ambulanze: una della Misericordia del Gabbro e una, con il medico a bordo (il dottor Marco Garzelli) della Pubblica assistenza di Collesalvetti. Impossibile dirottarne una medicalizzata da Rosignano, perché impegnata su un altro decesso.
Mentre i soccorritori correvano a Pian dei lupi (la zona è piuttosto fuori mano), le condizioni di Barsotti sono precipitate. Quando sono arrivati, i soccorritori della Misericordia hanno tentato in ogni modo di rianimarlo.
Quaranta minuti di tentativi. Inutili. Il medico giunto da Collesalvetti non ha potuto che constatare il decesso dell'uomo. La salma è rimasta lì in attesa che arrivassero i carabinieri. Una formalità, perché è stata esclusa qualsiasi causa di morte diversa da quella naturale.
Così la salma è stata trasferita all'obitorio del cimitero di Rosignano e messa a disposizione della famiglia, nel frattempo avvertita.
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