Sicurezza
dopo l’ultima mareggiata
La strada del porto cade a pezzi
Rino Bucci
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Barche ormeggiate nella sporciziaUn'altra mareggiata e un altro pezzo di strada che cede, inghiottita dalla forza delle onde. La libecciata di venerdì notte ha aperto una voragine sulla vecchia strada asfaltata del porticciolo, proprio dietro al ristorante "O sole mio". Sabato mattina, quando i gestori del locale sono arrivati per aprire, si sono accorti del nuovo danno
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CECINA. Un'altra mareggiata e un altro pezzo di strada che cede, inghiottita dalla forza delle onde. La libecciata di venerdì notte ha aperto una voragine sulla vecchia strada asfaltata del porticciolo, proprio dietro al ristorante "O sole mio". Sabato mattina, quando i gestori del locale sono arrivati per aprire, si sono accorti del nuovo danno.
È stato allertato l'assessore ai lavori pubblici Michela Ghezzani che ha chiuso l'accesso alla strada, anche perché la buca rappresenta un rischio serio per chi ci si avvicina: in pratica, il mare ha scavato sotto al manto stradale. Se qualcuno ci cammina sopra può benissimo venire giù. Stamani i tecnici del Comune faranno un sopralluogo, ma si dovrà aspettare che le onde si calmino per una valutazione più accurata.
L'ultimo episodio del genere risale a novembre quando, dopo una mareggiata, si era aperta una voragine lunga circa 20 metri, ma davanti allo stesso ristorante. Erano intervenuti i sommozzatori dei vigili del fuoco per quantificare il danno e l'amministrazione aveva vietato l'accesso alla zona per motivi di sicurezza. A dicembre l'intervento tampone da 90mila euro, grazie al quale la voragine è stata tappata. Ironia della sorte, chiusa una buca se n'è aperta un'altra.
«Purtroppo - spiega Ghezzani - la darsena sarebbe da buttare giù e ricostruire, se non fosse che c'è il progetto del nuovo porto in fase avanzata. Per Pasqua pensiamo di chiudere la conferenza dei servizi. A quel punto la palla passerà ai privati. Oggi i tecnici comunali valuteranno l'entità del danno e il tipo d'intervento. Intanto abbiamo messo in sicurezza l'area con le transenne. Dobbiamo anche verificare se ci sono problemi per la navigazione».
Infatti, i blocchi di asfalto caduti in acqua potrebbero causare seri danni agli scafi delle barche. È chiaro che sulla buca verrà effettuato un intervento tampone come quello di dicembre perché pare inutile investire in una strada che con il nuovo porto non esisterà neanche più.
I gestori del ristorante sono sempre più scoraggiati. «Questo era il giardino di Cecina, dove le persone potevano venire a godersi il panorama e prendere il sole - dice il barista Umberto Innocenti - ora siamo nel pieno del degrado. Per noi, è un danno incredibile».
La mareggiata non si è portata via solo l'asfalto ma ha messo in difficoltà un porto che, ormai, sembra abbandonato: giunchi e sterpaglie sono ovunque, scafi di barche distrutte marciscono sulla riva del Cecina, bottiglie di plastica e scarpe sono abbandonate sulla punta del molo, là dove lo sguardo arriva dritto fino alla Capraia.
È stato allertato l'assessore ai lavori pubblici Michela Ghezzani che ha chiuso l'accesso alla strada, anche perché la buca rappresenta un rischio serio per chi ci si avvicina: in pratica, il mare ha scavato sotto al manto stradale. Se qualcuno ci cammina sopra può benissimo venire giù. Stamani i tecnici del Comune faranno un sopralluogo, ma si dovrà aspettare che le onde si calmino per una valutazione più accurata.
L'ultimo episodio del genere risale a novembre quando, dopo una mareggiata, si era aperta una voragine lunga circa 20 metri, ma davanti allo stesso ristorante. Erano intervenuti i sommozzatori dei vigili del fuoco per quantificare il danno e l'amministrazione aveva vietato l'accesso alla zona per motivi di sicurezza. A dicembre l'intervento tampone da 90mila euro, grazie al quale la voragine è stata tappata. Ironia della sorte, chiusa una buca se n'è aperta un'altra.
«Purtroppo - spiega Ghezzani - la darsena sarebbe da buttare giù e ricostruire, se non fosse che c'è il progetto del nuovo porto in fase avanzata. Per Pasqua pensiamo di chiudere la conferenza dei servizi. A quel punto la palla passerà ai privati. Oggi i tecnici comunali valuteranno l'entità del danno e il tipo d'intervento. Intanto abbiamo messo in sicurezza l'area con le transenne. Dobbiamo anche verificare se ci sono problemi per la navigazione».
Infatti, i blocchi di asfalto caduti in acqua potrebbero causare seri danni agli scafi delle barche. È chiaro che sulla buca verrà effettuato un intervento tampone come quello di dicembre perché pare inutile investire in una strada che con il nuovo porto non esisterà neanche più.
I gestori del ristorante sono sempre più scoraggiati. «Questo era il giardino di Cecina, dove le persone potevano venire a godersi il panorama e prendere il sole - dice il barista Umberto Innocenti - ora siamo nel pieno del degrado. Per noi, è un danno incredibile».
La mareggiata non si è portata via solo l'asfalto ma ha messo in difficoltà un porto che, ormai, sembra abbandonato: giunchi e sterpaglie sono ovunque, scafi di barche distrutte marciscono sulla riva del Cecina, bottiglie di plastica e scarpe sono abbandonate sulla punta del molo, là dove lo sguardo arriva dritto fino alla Capraia.
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