Attenzione
L'INTERVISTA
La cocaina? Nei salotti buoni
Alessandro De Gregorio
No, non è un'inchiesta fondata su dati ufficiali. E' una semplice intervista a un ex tossicodipendente e spacciatore. Potrà piacere o meno, far discutere o meno, è la sua testimonianza e vale la pena di sentirla. A neanche trent'anni ha già provato tutte le schifezze stupefacenti di questo mondo
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CECINA. No, non è un'inchiesta fondata su dati ufficiali. E' una semplice intervista a un ex tossicodipendente e spacciatore. Potrà piacere o meno, far discutere o meno, è la sua testimonianza e vale la pena di sentirla. A neanche trent'anni ha già provato tutte le schifezze stupefacenti di questo mondo. Dice che il consumo di droga è aumentato del 200% in quindici anni. Conosce il mercato dell'eroina e sostiene che molti adolescenti già se la fumano, la brown sugar. Lui ha venduto e consumato coca. Venduto a chi? Non ai soliti disgraziati ma a professionisti. Gente da salotti buoni. Fa anche nomi e cognomi, il nostro interlocutore. Che naturalmente restano tra noi e lui. Così come il proprio, per ovvi motivi di sicurezza.
Giorni fa i carabinieri hanno arrestato tre persone denunciandone altre due. Dicono di aver chiuso un canale dell'eroina. Quanti altri ce ne sono in zona?
«Almeno due. Lo sanno anche i carabinieri, hanno parecchi informatori nel giro».
E come funziona, il giro?
«Semplice. La strada parla. Si sa dove bisogna andare a prendere la roba».
A Livorno?
«Sì, anche a Pisa».
I luoghi sono sempre gli stessi o sono cambiati?
«A Livorno la Guglia, a Pisa piazza Garibaldi e la stazione. Lì non si sbaglia mai».
Ci vorrà pure il permesso di qualcuno per mettersi nel giro, o no?
«No, il mercato è libero. Ognuno si può mettere in proprio. Magari poi ti infamano».
Cioè?
«Cioè fanno una spiata agli sbirri e ti fregano».
Chi muove la droga a questo livello?
«Gente della zona. Anche nordafricani e albanesi. Ma gli italiani sono tutt'altro che defilati».
Ci sono nuovi trucchi per evitare i controlli?
«Mah, fino a un certo punto. Ad esempio si continua a usare il telefonino pur sapendo che puoi essere intercettato. Non ci pensi mai che possano mettere sotto controllo il tuo. Per il resto, si cerca di non farsi beccare con grossi quantitativi. Meglio piccole dosi e tanti viaggi».
Il tuo ruolo qual era?
«Io facevo da tramite. Da cavallino. Andavo a prendere la coca a Livorno, un po' la tenevo per me, il resto la tagliavo e la rivendevo a uno spacciatore al dettaglio, che aveva un bel giro di clienti. Di alto livello».
Ma non si era detto che la coca non era più la droga dei colletti bianchi?
«E' vero. Ma mica è scomparsa da quegli ambienti. Anzi... Tirano avvocati, figli di avvocati, albergatori, direttori di banca, assicuratori, nobili. Gente che ha una bella disponibilità di denaro. Non solo loro, naturalmente».
E chi altri?
«Commercianti, proprietari di locali. Anche chi va allo stadio e tira coca prima di vedere le partite. Ne conosco parecchi, te lo assicuro».
Che prezzi ci sono sul mercato?
«Per l'eroina, con 100 euro si comprano cinque grammi, si tagliano per sei e se ne ricavano 5-600 euro. La cocaina costa di più: ci vogliono 300 euro per gli stessi cinque grammi che poi, una volta tagliati, rendono anche 1.200 euro. Dipende dal taglio».
Quali sostanze vengono usate per il taglio?
«La mannite per la cocaina, la colla di pesce e la stricnina per l'eroina».
L'eroina non ha avuto una flessione dagli anni Settanta in poi?
«Sì, ma è tornata di moda e parecchio. Soprattutto tra i ragazzini. Ci sono quindicenni che già ne fanno uso».
Si bucano?
«No, la fumano. Sono cambiate le abitudini: la coca si tira o si inietta, l'eroina si fuma. Solo che la coca è la droga del sabato, al massimo del fine settimana. Se va bene. L'eroina, una volta che la prendi, ne hai comunque bisogno tutti i giorni».
Da dove arriva il grosso?
«Boh. Io so solo che la cocaina arriva da Colombia e Perù, l'eroina da Albania e Lituania. Entrambe via Milano. Ma quando arrivano qui, sono già tagliate almeno quindici volte».
Che sensazioni provoca un'iniezione di cocaina?
«Euforia, senso di potenza. A volte rende aggressivi. A me però faceva essere amico di tutti, credo dipenda dalla personalità. Come l'alcol».
E dopo quanto si esaurisce l'effetto?
«Tre o quattro minuti, poi arriva la fase down e stai male. E quando è tagliata con l'anfetamina, stai parecchio male».
Tu hai detto che facevi soprattutto uso di cocaina. Come hai fatto a smettere?
«Grazie al Sert e al metadone. L'eroina non mi attira più. Per la coca invece, già il fatto di parlarne mi mette a disagio. Ma ripenso al passato e allora non mollo».
A che punto eri arrivato?
«A dormire tre giorni e mangiare dieci panini in nove mesi. Usavo due pacchi grossi di siringhe al giorno. Mi facevo dai 20 ai 30 grammi. Al giorno».
Quanti soldi ti servivano?
«1.500 euro al giorno».
Rubavi?
«No, trovavo la roba a 50 euro al grammo e la rivendevo a 120 senza taglio o a 80 tagliata. Ma tutti la volevano senza taglio».
Un'immagine di quel periodo.
«Il sangue. Tanto sangue. Non smetteva mai di colare».
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