Il Tirreno

Il boom di domande è diventato ingestibile

In 300 in cerca di una casa popolare

Alessandra Bernardeschi /
In 300 in cerca di una casa popolare

L'assessore: «Una soluzione è quella di acquisire in locazione o comprare immobili che oggi sono disabitati». Oggi sono soltanto 14 gli alloggi Erp disponili.

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ROSIGNANO. Una media di 20 persone al giorno rigorosamente in fila davanti agli sportelli dei servizi sociali attivati dal Comune; 320 le domande per l'assegnazione di una casa popolare a fronte di 14 attualmente a disposizione; in costante crescita le richieste d'aiuto per pagare i canoni d'affitto.

La crisi, che sembrava dietro alle spalle, non cessa di mettere in crisi le famiglie di Rosignano. Da qui alcune scelte innovative, come l'acquisto da parte del Comune di immobili da restaurare e utilizzare per le emergenze abitative. «Due le emergenze principali - chiarisce l'assessore Elena Ciaffone - quella abitativa e quella del lavoro». Tra le strategie di cui parla l'assessore c'è quella di acquistare direttamente dai proprietari le case che si trovano in vendita sul mercato immobiliare.

L'altra è quella di prendere in affitto appartamenti inutilizzati, se la cifra richiesta non è esorbitante, e quindi utilizzarli per emergenze abitative o affitti concordati. Una scelta messa in atto anche in alcune grandi città italiane ed estere che permetterebbe di dare risposte concrete alle famiglie sotto sfratto senza consumare ulteriormente il territorio con nuove costruzioni. Perchè, tanto per capire la situazione, le domande per l'assegnazione di una casa popolare sono 320 ma gli alloggi disponibili - come spiegano negli uffici del del Comune - per adesso sono solo 14.

Ma la lista aumenta fino a sfiorare le 500 domande se vengono sommate le richieste degli appartamenti a canone concordato a quelli edilizia Erp. «Non ci sono dubbi - spiega Luano Casalini responsabile del settore per il Comune - che sono in aumento le persone in fascia di indigenza e quindi anche le richieste. A quella dell'emergenza abitativa si aggiungono le domande di aiuto per pagare i canoni d'affitto. Perchè gli stipendi sono sempre gli stessi, ma gli affitti sono sempre più cari e sfiorano anche i 700 o gli 800 euro mensili. Lo sportello dei servizi alla persona è aperto il martedì, tutto il giorno, il giovedì pomeriggio e il venerdì mattina: «Un servizio, viste le richieste, che è stato ampliato - continua Casalini - abbiamo aggiunto anche uno sportello aperto due volte alla settimana, il martedì ed il mercoledì mattina, dove è presente direttamente un'assistente sociale».

Casa e lavoro il binomio al quale sono chiamati a rispondere gli operatori. Da qui la scelta di provare a cambiare pagina: «Nel nostro territorio - spiega l'assessore Ciaffone - ci sono tante case e molte sono disabitate. Da qui l'idea di provare a valorizzare il patrimonio immobiliare esistente in un momento in cui vendere gli appartamenti è diventato difficile. Una scelta operata già dalla passata legislatura quando il Comune ha deciso di acquistare una casa in via Mascagni a Solvay. I lavori di ristrutturazione sono quasi ultimati e da 2 appartamenti ne sono stati ricavati 6 destinati alle emergenze abitative.

In più abbiamo partecipato ad un bando della Regione che ha come obiettivo l'acquisto di immobili Erp. Ciò ci ha permesso di avere diverse proposte da parte dei proprietari. Non tutte le abitazioni avevano il requisito per essere inserite all'interno del bando che fissava paletti ben precisi. Abbiamo comunque inserito l'acquisto di un immobile di 6 appartamenti da destinare ad affitto concordato ed uno di 9 appartamenti. Le case si trovano a Vada e a Solvay».

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