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La complanare della discordia

La complanare della discordia

Hanno risposto a decine di domande, soprattutto di coloro che sono coinvolti negli espropri. Rappresentanti e tecnici di Sat, ieri mattina nell'auditorium di piazza del Mercato, per due ore hanno "duellato" con cittadini arrabbiati per il pezzo di terreno che gli verrà sottratto, con altri allarmati perché il progetto in loro possesso taglia in due la loro proprietà

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ROSIGNANO. Hanno risposto a decine di domande, soprattutto di coloro che sono coinvolti negli espropri. Rappresentanti e tecnici di Sat, ieri mattina nell'auditorium di piazza del Mercato, per due ore hanno "duellato" con cittadini arrabbiati per il pezzo di terreno che gli verrà sottratto, con altri allarmati perché il progetto in loro possesso taglia in due la loro proprietà. Tra questi anche i residenti di una strada oggi di campagna, che annunciano battaglia.

La strada in questione è quella di via Po, nella campagna di Collemezzano. Qui verrà realizzata una carreggiata a due corsie larga circa 10 metri, che dalla 206 porterà fino allo svincolo di Palazzi. Dunque, si immetterà nella Salaiola. Ma di questa soluzione i residenti hanno avuto notizia solo poche settimane fa, alla notifica da parte di Sat dell'operazione di esproprio. «Come si può pensare di rovinare una campagna - dice Massimo Giani - per realizzare una strada che non serve, perché c'è già la 68 che unisce la 206 allo svincolo della Variante. Su via Po oggi transitano una decina di auto al giorno, dopo sarà l'inferno». David Filippi, altro residente aggiunge: «Inoltre qui sotto passano i tubi della salamoia satura della Solvay. Ma c'è di più: si andrebbero a sbancare le fognature realizzate ex novo e si taglierebbero piante secolari. Per non parlare della sicuerezza degli abitanti». La ventina di famiglie che vive lungo via Po ora formerà un comitato per cercare di evitare la realizzazione di questa strada. «Che c'è stata chiesta dall'amministrazione comunale di Cecina», hanno spiegato ieri Ruggero Borgia amministratore delegato di Sat e Luigi Massa direttore tecnico dell'opera.

Ed è proprio sugli espropri che si è incentrata la maggior parte della discussione di ieri. Sat ha garantito che cercherà «accordi bonari, come è nel nostro stile». Ma attenzione, i tecnici di Spea - la società che si occupa dell'operazione - hanno ribadito che si tratta di «indennizzi di pubblica utilità e non di risarcimenti». Ma vediamo come si procederà. «A ciascuno degli espropriati - spiega un tecnico della Spea - abbiamo consegnato lo stato di consistenza del fondo interessato al tracciato autostradale. Ora stiamo determinando l'indennizzo, che nel caso dei terreni agricoli si basa sulle culture attualmente in atto. I calcoli non saranno soggettivi, ma si baseranno sulle tabelle regionali fornite dal testo unico sugli espropri. La nostra proposta sarà fatta recapitare all'interessato due volte: dopo il proprietario potrà accettare oppure fare ricorso. Nel secondo caso si aprirebbe un contenzioso che coinvolgerà la commissione provinciale espropri». Sat ha fatto capire che cercherà di evitare i contenziosi, che non farebbero altro che ritardare i lavori. Questa risposta non ha soddisfatto i rappresentanti degli agricoltori (Simone Ferri Graziani per Coldiretti, Paolo Rossi per Confagricoltura e Mirello Fantocci per la Cia), che vorrebbero che fossero quantificati anche danni come la svalutazione degli immobili o dell'impresa stessa.

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