Toscana
IL CASO
Guerra di carte bollate per l'immaginedel castello di Bolgheri
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Il castello di BolgheriÈ ancora guerra attorno all' immagine di Bolgheri. Dopo la causa intentata dal dottor Enio Taffi contro il marchio similare "Bolgherello" stavolta a finire sotto il torchio giudiziario è caduto proprio lui, il re dei prodotti erboristici nostrani. Il motivo? Sarebbe l'utilizzo improprio, senza consenso del proprietario e per scopi commerciali e finalità di lucro
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BOLGHERI. È ancora guerra attorno all' immagine di Bolgheri. Dopo la causa intentata dal dottor Enio Taffi contro il marchio similare "Bolgherello" stavolta a finire sotto il torchio giudiziario è caduto proprio lui, il re dei prodotti erboristici nostrani. Il motivo? Sarebbe l'utilizzo improprio, senza consenso del proprietario e per scopi commerciali e finalità di lucro, dell'immagine, riportata in alcuni suoi cartelloni pubblicitari e in alcuni siti web, del Castello di Bolgheri. A mettere i puntini sulle "i", i proprietari reali dell'immobile: la contessa Franca Spalletti Trivelli e il marito il conte Clemente Zileri Dal Verme degli Obbizi. «Non è ancora una causa - dichiara il conte Zileri Dal Verme - ma lo diventerà se il signor Taffi non asseconderà la nostra richiesta. Non mi va che l'immagine di casa nostra venga utilizzata a scopi commerciali. Già tre anni fa lo avevamo avvisato con una lettera di richiesta gentile, adesso siamo partiti con una lettera di diffida». Della questione si sta occupando l'avvocato veneto Giovanni Battista Protti, già veterano di cause analoghe.
Il dottor Taffi dal canto suo si dichiara abbastanza sorpreso del fatto. «Ho sollevato la questione al mio consulente - ci dichiara - che li deve contattare per chiarimenti. Sinceramente pensavo che l'immagine del Castello nella pubblicità fosse un fattore positivo per tutti, non credevo di fare male a qualcuno. A questo punto cercherò di sollecitare la pratica. E comunque andrò in cerca di un accordo, sono pronto a rinunciare. L'unica cosa è capire entro quali termini».
Il dottor Taffi dal canto suo si dichiara abbastanza sorpreso del fatto. «Ho sollevato la questione al mio consulente - ci dichiara - che li deve contattare per chiarimenti. Sinceramente pensavo che l'immagine del Castello nella pubblicità fosse un fattore positivo per tutti, non credevo di fare male a qualcuno. A questo punto cercherò di sollecitare la pratica. E comunque andrò in cerca di un accordo, sono pronto a rinunciare. L'unica cosa è capire entro quali termini».
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