Il Tirreno

«Così si sperperano i soldi pubblici»

Marina tra buche e ruggine

Il caso più emblematico: le panchine di piazza della Fortezza, installate la scorsa estate e già arrugginite
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Il caso più emblematico: le panchine di piazza della Fortezza, installate la scorsa estate e già arrugginite

Panchine nuove e già coperte di ruggine. Buche, strade dissestate... I lettori prendono carta, penna e macchina fotografica. E protestano per le condizioni di Marina. Perché, dicono, va bene che siamo d'inverno e ci sono lavori di riqualificazione in corso, ma se il buongiorno si vede dal mattino...

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CECINA. Panchine nuove e già coperte di ruggine. Buche, strade dissestate... I lettori prendono carta, penna e macchina fotografica. E protestano per le condizioni di Marina. Perché, dicono, va bene che siamo d'inverno e ci sono lavori di riqualificazione in corso, ma se il buongiorno si vede dal mattino... E il mattino in questo caso sono le panchine di piazza della Fortezza.

«Vorrei sapere - chiede Renato Michelotti - chi è stato a scegliere quelle panchine di lamiera, inservibili per la quasi totalità dell'anno in quanto fredde d'inverno e bollenti d'estate. E già arrugginite, la ruggine sta già macchiando il pavimento e non permette di potersi sedere se prima non si pulisce. Anche i portafiori sono già arrugginiti e stanno macchiando il pavimento. Bravi, complimenti. Ecco come si sperpera il nostro denaro. Spero che oltre alla rimozione di queste panchine non sia stata fatta la stessa scelta per il nuovo arredo del viale della Vittoria. Se così fosse, siete ancora in tempo per cambiare».

Maurizio Poggetti a sua volta ha fatto un giro nella frazione: «E' vero - scrive - siamo d'inverno, ma proprio per questo per un eventuale turista che venisse a vedere Marina per passare le vacanze estive sarebbe importante l'aspetto urbano e la pulizia generale. E' vero, non ci si può sempre lamentare ma dobbiamo anche collaborare con segnalazioni precise. Perciò iniziamo da via Rossetti: ci si può passare con un cingolato della terza guerra mondiale e sentiremmo la strada dissestata dai dossi creati dalle radici dei pini (che dite, pericolose?). La rotatoria in fondo a via Ferrucci vicino al del Bucaniere, nome azzeccato visto la presenza di buche. Sul viale Ferrucci ci sono pochissimi cestini per la spazzatura (qualcuno con dei secchi messi dai cittadini) e nelle vicinanze del tabacchino non c'è più il raccoglitore di pile usate e il contenitore per la posta. Nella rotatoria tra viale della Repubblica e via Sforza i paletti di ghisa all'esterno del marciapiede pedonale non ci sono più, e vi è stata collocata una transenna alla vai e vieni, pittoresca direi. Capisco le urgenze e i pochi soldi magari impegnati nel rifacimento del centro, ma ogni tanto pensate anche a noi poveri brodi».

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di Redazione Pisa