Il Tirreno

«Nucleare a Cecina?Tanto allarmismo senza idee concrete»

Una protesta contro le centrali nucleari
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Una protesta contro le centrali nucleari

Allarmismo, battaglia donchisciottesca, facile populismo. Ci va giù duro Paolo Barabino, capogruppo del Pdl-Città per la città, nella sua replica al Partito democratico. Al centro della polemica l'ipotesi di una centrale nucleare sulla costa tra Cecina e Piombino. L'allarme - lo ricordiamo - è nato dalla contestata lista dei siti nucleari

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CECINA. Allarmismo, battaglia donchisciottesca, facile populismo. Ci va giù duro Paolo Barabino, capogruppo del Pdl-Città per la città, nella sua replica al Partito democratico. Al centro della polemica l'ipotesi di una centrale nucleare sulla costa tra Cecina e Piombino. L'allarme - lo ricordiamo - è nato dalla contestata lista dei siti nucleari, accompagnata alla decisione del governo Berlusconi di rispolverare l'energia atomica. Alcuni deputati e ambientalisti hanno denunciato la presenza di una lista segreta, che contiene 45 "siti idonei" già individuati nel '79 dall'agenzia per il nucleare, e riadottata dal governo.

Sia la maggioranza, in Parlamento, che Enel hanno smentito la presenza di questo elenco. Ma l'allarme non è rientrato. E Cecina, attraverso l'azione del Pd, si è candidata come capofila, in provincia, della protesta. Ironizza il capogruppo Pdl: «Tanto rumore per nulla... La pronta mobilitazione della sinistra non può non lasciare perplessi. È ufficiale, ormai, come precisato dall'amministratore delegato di Enel Fulvio Conti, che ad oggi nessuna previsione possa essere avanzata circa l'elenco dei siti deputati ad ospitare centrali nucleari». Ma «è bastata, però, un'illazione per dar vita ad una nutrita assemblea di politici, pronti a redigere documenti, infiammare il web di inutili proteste e porsi alla guida di comitati senza che ve ne sia alcuna necessità». Barabino aggiunge: «La nostra sorpresa nasce in primo luogo dalle scelte inopportune dei nostri amministratori, tempestivi nel cavalcare proteste donchisciottesche, quanto inerti nel porre soluzioni alle urgenze ed ai problemi concreti dei cittadini. Certo, il tema del nucleare è buona occasione per interventi demagogici e populisti (non ultimo quello del segretario Samuele Lippi secondo cui, cito testualmente, "in questo momento solo l'Iran sta perseguendo la linea nuclearista"), ma, a fronte delle parole, come sempre è nostra abitudine preferire i fatti». Solo un riferimento al nucleare - «la necessità di produrre energia è problema impellente in Italia, da sempre costretta a dipendere in questo da Paesi amici» - per rivolgersi di nuovo al Pd: «In risposta all'autonomia rivendicata a livello regionale, anche dai vertici del Pd cittadino, per la determinazione del fabbisogno energetico, non sembra che la Giunta cecinese stia valutando forme alternative per la produzione di energia in risposta alle proposte del Governo. Se da un lato si inneggia all'uso di energie rinnovabili, dall'altro Cecina resta ad oggi uno dei pochi comuni il cui Regolamento vieti la collocazione di impianti fotovoltaici a terra, né si riscontrano interventi significativi d'altro tipo. La critica fine a se stessa è mera perdita di tempo. Ben vengano i coordinamenti di Giunte provinciali, ma finalizzati non a sprecare parole, ma a cercare soluzioni condivise. Tempestiva deve essere, perciò, non la protesta, ma l'autonoma dotazione del Comune di impianti ad energia pulita».

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