La manifestazione
TRA ECONOMIA E VIABILITA’
Aurelia, sondaggio per il senso unico
Alessandra Bernardeschi
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Uno scorcio dell’Aurelia: sì o no al senso unico?Lanciare un sondaggio tra tutti i commercianti delle via Aurelia, ma anche tra i residenti, per capire con precisione quanti sono i contrari e quanti i favorevoli al senso unico. Questa la decisone presa durante una riunione che mercoledì sera si è tenuta nei locali della Confesercenti di Rosignano
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ROSIGNANO. Lanciare un sondaggio tra tutti i commercianti delle via Aurelia, ma anche tra i residenti, per capire con precisione quanti sono i contrari e quanti i favorevoli al senso unico. Questa la decisone presa durante una riunione che mercoledì sera si è tenuta nei locali della Confesercenti di Rosignano.
«Ci dividiamo l'Aurelia e le strade limitrofe - hanno detto al termine dell'assemblea i presenti - e batteremo la zona a tappeto per giungere ad un dato certo e non ipotetico. Poi andremo in Comune e presenteremo i risultati. E questa volta ci dovranno ascoltare. Non deve accadere come per il sottopasso: praticamente tutti eravamo d'accordo con realizzare un nuovo scivolo e nuove scale per ricongiungere piazza della Repubblica con la via Aurelia e la zona a mare e ci ritroviamo un ascensore». Un senso unico sulla via Aurelia, dunque, che non piace o piace poco ma, soprattutto «non capiamo i motivi di questo cambiamento di viabilità». Nei prossimi giorni i commercianti inizieranno una raccolta di firme su due documenti distinti: «Uno da far sottoscrivere agli operatori, l'altro ai residenti». Due distinte colonne: una per i favorevoli al senso unico, l'altro per i contrari.
Intanto la maggior parte dei presenti, salvo qualcuno che ha chiesto di vedere il progetto prima di esprimersi, si è detto contrario perchè dimezzerebbe il passaggio di possibili clienti. «Ormai a Solvay non c'è più il passeggio sul corso». Ma mercoledì sera, sul piatto della bilancia, non c'è stato solo il progetto del senso unico. A pesare, e non poco, le ultime vicende che hanno caratterizzato la vita del paese. «Ci siamo ritrovati con un passaggio a livello chiuso - hanno detto i commercianti presenti - con un territorio ancor più diviso. Ci dovranno dire, prima o poi, come mai il montacarichi di via del Fante, pagato con i soldi pubblici, ha funzionato tre giorni e poi è stato chiuso e mai più riparato. Perchè il progetto di piazza Monte alla Rena dove erano previsti negozi e servizi alla persona, non è come quello che a suo tempo, ci avevano fatto vedere». Tra i motivi di rabbia la mancanza di progettualità: «Quello che chiediamo agli amministratori è la chiarezza di informazioni - dice Paolo Biasci, responsabile di Confesercenti insieme ai proprietari dei vari bar, dal Majorca al Baldini, di negozi di abbigliamento o latri generi - faccia l'amministrazione un vero piano del commercio. Ci devono dire gli assessori cosa verrà nell'H5 che per noi è ancora una lettera accompagnata da un numero; ci devono chiarire come vogliono sviluppare il commercio a Rosignano. Così potremmo decidere se, quando e come, investire nelle nostre attività». Insomma, uno stato di malcontento «perchè crediamo che per il Comune il commercio non rappresenti una voce importante dell'economia».
«Ci dividiamo l'Aurelia e le strade limitrofe - hanno detto al termine dell'assemblea i presenti - e batteremo la zona a tappeto per giungere ad un dato certo e non ipotetico. Poi andremo in Comune e presenteremo i risultati. E questa volta ci dovranno ascoltare. Non deve accadere come per il sottopasso: praticamente tutti eravamo d'accordo con realizzare un nuovo scivolo e nuove scale per ricongiungere piazza della Repubblica con la via Aurelia e la zona a mare e ci ritroviamo un ascensore». Un senso unico sulla via Aurelia, dunque, che non piace o piace poco ma, soprattutto «non capiamo i motivi di questo cambiamento di viabilità». Nei prossimi giorni i commercianti inizieranno una raccolta di firme su due documenti distinti: «Uno da far sottoscrivere agli operatori, l'altro ai residenti». Due distinte colonne: una per i favorevoli al senso unico, l'altro per i contrari.
Intanto la maggior parte dei presenti, salvo qualcuno che ha chiesto di vedere il progetto prima di esprimersi, si è detto contrario perchè dimezzerebbe il passaggio di possibili clienti. «Ormai a Solvay non c'è più il passeggio sul corso». Ma mercoledì sera, sul piatto della bilancia, non c'è stato solo il progetto del senso unico. A pesare, e non poco, le ultime vicende che hanno caratterizzato la vita del paese. «Ci siamo ritrovati con un passaggio a livello chiuso - hanno detto i commercianti presenti - con un territorio ancor più diviso. Ci dovranno dire, prima o poi, come mai il montacarichi di via del Fante, pagato con i soldi pubblici, ha funzionato tre giorni e poi è stato chiuso e mai più riparato. Perchè il progetto di piazza Monte alla Rena dove erano previsti negozi e servizi alla persona, non è come quello che a suo tempo, ci avevano fatto vedere». Tra i motivi di rabbia la mancanza di progettualità: «Quello che chiediamo agli amministratori è la chiarezza di informazioni - dice Paolo Biasci, responsabile di Confesercenti insieme ai proprietari dei vari bar, dal Majorca al Baldini, di negozi di abbigliamento o latri generi - faccia l'amministrazione un vero piano del commercio. Ci devono dire gli assessori cosa verrà nell'H5 che per noi è ancora una lettera accompagnata da un numero; ci devono chiarire come vogliono sviluppare il commercio a Rosignano. Così potremmo decidere se, quando e come, investire nelle nostre attività». Insomma, uno stato di malcontento «perchè crediamo che per il Comune il commercio non rappresenti una voce importante dell'economia».
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