Il Tirreno

SOS EROSIONE

Parte la guerra a colpi di pennelli

Andrea Rocchi
Parte la guerra a colpi di pennelli

Dodici pennelli tra la foce del Fosso Mozzo e quella del Cecina: la spiaggia delle Gorette suddivisa in 10 sezioni ognuna delle quali interessata da un ripascimento di sabbia: 6mila mc tra il primo e secondo pennello, 7500 mc tra il terzo e quarto e così via con quantitativi variabili tra i 24 e i 55mila mc. In tutto si parla di circa 268mila metri cubi

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CECINA. Dodici pennelli tra la foce del Fosso Mozzo e quella del Cecina: la spiaggia delle Gorette suddivisa in 10 sezioni ognuna delle quali interessata da un ripascimento di sabbia: 6mila mc tra il primo e secondo pennello, 7500 mc tra il terzo e quarto e così via con quantitativi variabili tra i 24 e i 55mila mc. In tutto si parla di circa 268mila metri cubi. Che crescono se ci si sposta più a nord, tra la foce e il fosso della Cecinella. Si parla di una necessità comunque superiore ai 500mila mc.

L'operazione costa quasi 9 milioni di euro. Ma diventano 12 se consideriamo il costo della sabbia. Perché nell'indisponibilità ad attingere da uno dei 5 giacimenti marini individuati dalla Regione (a 80-100 metri di profondità e ancora in attesa ancora dei risultati della caratterizzazione) la soluzione è comprare sabbia di cava. «In questi giorni - spiega Simena Bisti, assessore provinciale alla Difesa dei Suoli - i nostri uffici sanno lavorando per trovare sabbia buona e a buon prezzo». Il 15 dicembre la giunta provinciale ha dato l'okay tecnico al progetto definitivo. Entro il 15 febbraio - promette Bisti - ci sarà anche il via libera al quadro economico. Le risorse inserite nel piano regionale (Prgic) sono queste: 2.685.575 euro per le Gorette, 4.596.466 euro per Marina di Cecina. 278mila € sono stati spesi per studi, indagini e progettazione. Una volta concesso l'ok economico il progetto esecutivo può partire e si potranno bandire le gare. Considerata l'entità dei lavori e la tipologia d'intervento (opere a mare con nuovi pennelli) è difficile pensare all'apertura dei cantieri prima dell'estate, col rischio di impallinare la stagione fra i tumulti dei balneari.

E' più ragionevole, dunque, ipotizzare il via ai lavori dopo settembre. Sempre con un occhio puntato sull'iter del nuovo porto turistico dato che questo progetto recepisce gli studi degli effetti sulla linea di costa delle opere marittime del futuro porto turistico.

L'assessore Bisti, però, non vuole rischiare nuovi ritardi e, trovandosi col cerino acceso in mano, ha già avviato i contatti per l'acquisto della sabbia.

Perché il nostro lungomare, dalla Mazzanta alla Cecinella, è devastato dall'erosione del mare: 6 km di costa irregolare e 200 ettari di pineta e bosco seriamente minacciati e a rischio ogni qualvolta arriva una mareggiata più possente. L'ultima, del 2 gennaio, accompagnata da un robusto ponente, si è portata via un pezzo di strada alle Gorette. Ha spostato perfino uno dei macigni della massicciata dei Bagni Delfino per mangiarsi un buon 60% della staccionata a protezione della strada.

A Marina di Cecina è andata meglio, d'un soffio.
Ma è stato un caso. Perché ormai ogni estate i balneari - dall'Armida al Settebello, dai Bisori agli Aurora - si lamentano per una spiaggia che si è assottigliata fin quasi a sparire in certi tratti e per un mare che avanza incontenibile a scapito di pennelli e pennelletti ormai datati. «Negli anni - ci raccontava a maggio scorso Vittorio Pedri, degli Armida -abbiamo perso almeno 30 ombrelloni». E non sono i soli. Oggi, basta affacciarsi sul nostro lungomare, per verificare come in alcune zone la battigia è quasi a ridosso dei manufatti.

Fenomeno storico quello dell'erosione a Cecina, basti pensare che dal 1938 al 1981 sono stati persi 80,2 metri di arenile pari ad una superficie di 11,5 ettari. Oggi l'apporto di sedimenti dal fiume per ripascere le nostre spiagge è modesto: i pochi che raggiungono l'asta terminale rimangono intrappolati nell'area della foce, alzandone il livello. A difesa del lungomare di Marina sono stati realizza‹ti prima del '50 tre pennelli che hanno solo in parte rallentato il fenomeno erosivo. A sud del Settebello, poi, l'arretramento delle spiaggia è provocato anche dalla riflessione delle onde da sud ovest.

Nel 2006 e nel 2008 si sono eseguiti due interventi tampone con sabbia dragata dal Cecina: 13.500 mc versati nel 2006, 30.500 mc nel 2008. Complessivamente, in 2 anni, si è speso meno di 500mila euro, rallentando l'erosione ma in assenza di un progetto più strutturato. Che è quello oggi in pista e che non prevede tecnologie rivoluzionarie ma ricalca quegli interventi fatti nei primi anni '90 e che - secondo gli studi condotti dai professori Aminti e Pranzini - hanno dato buoni risultati. Pennelli per Gorette ma anche per Cecina dove verranno prolungati due dei tre esistenti, con falcature più corte e soprattutto con testate più grandi che degradano verso sud, proprio a proteggere dai flussi che provengono da sud ovest. Con l'effetto porto tutto da decifrare, anche se gli studi prevedono che verrà a mancare il flusso dei sedimenti verso nord, già oggi molto limitato.

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