Il Tirreno

ENERGIA E AMBIENTE

Ritorna l'ipotesi nucleare

Una centrale nucleare
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Una centrale nucleare

La costa tra Piombino e Cecina, che comprende anche i comuni di San Vincenzo, Castagneto e Bibbona, è uno dei 45 siti sul territorio nazionale idonei per l'installazione di una centrale nucleare. La notizia è tornata all'attenzione in questi giorni, in seguito ad un'interrogazione di Ermete Realacci

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CECINA. La costa tra Piombino e Cecina, che comprende anche i comuni di San Vincenzo, Castagneto e Bibbona, è uno dei 45 siti sul territorio nazionale idonei per l'installazione di una centrale nucleare. La notizia è tornata all'attenzione in questi giorni, in seguito ad un'interrogazione di Ermete Realacci.
Secondo il parlamentare del Pd, sebbene la mappa dei siti sia top secret (entro un mese il Governo deve definire le aree) saranno riproposte le località già scelte nello studio del '79 del Cnem (il comitato nazionale per l'energia nucleare). Che per la Toscana sono quattro: l'isola di Pianosa, la costa fra Grosseto e il Monte Argentario, quella tra Piombino e Follonica e, appunto, l'area tra Piombino e Cecina.
Rispondendo nel question time ad un'interrogazione dello stesso Realacci, il ministro dei rapporti col Parlamento Elio Vito ha negato l'esistenza di una mappa dei siti rimandando la scelta alla definizione da parte dell'Agenzia per il nucleare dei parametri relativi alla caratteristica dei siti. Parametri che saranno utilizzati dal governo per stabilire idonee macro-aree.
Ma alcuni esponenti del Pd, dei Verdi e di Legambiente sostengono che, in sostanza, criteri e modalità sono quelli già fissati dallo studio del Cnem del '79 che individua 45 siti idonei, tra cui l'area costiera tra Cecina e Piombino. E lo farebbe in base a valutazioni che vanno dalla bassa sismicità dell'area, alla disponibilità di grandi quantità di acqua e alla bassa densità abitativa.
L'opposizione in Parlamento chiede di conoscere l'elenco dei siti prima del voto per le Regionali. L'impressione, però, è che si dovrà attendere ancora: se da un lato si dice che la prima delle quattro centrali previste potrebbe sorgere a Chioggia, visto che il governatore del Veneto Galan avrebbe già espresso parere favorevole, va ricordato che rispetto allo studio del Cnem ad oggi sono trascorsi 30 anni e molte aree sono mutate. Pensiamo, per esempio, alla portata idrica del Po e di altri grandi fiumi che si è notevolmente ridotta. E zone di campagna individuate nel'elenco si sono, col tempo, urbanizzate crescendo demograficamente. Se il cerchio si ristringe, si arriva alle aree costiere ed in Toscana sarebbero tre quelle interessate, esclusa Pianosa. Tra queste la costa tra Piombino e Cecina, città natale del ministro Altero Matteoli, convinto nuclearista. Città che oggi sta per ospitare nel polo tecnologico della Magona la Selex, società del gruppo Finmeccanica impegnata in un avveniristico progetto sulla tracciabilità dei rifiuti attraverso impianti radar. Quella stessa Finmeccanica, presieduta dal castagnetano Pierfrancesco Guarguaglini, già impegnata nel nucleare, anche se all'estero.
Realacci boccia tout court il nucleare, e sull'ipotesi costiera tra Cecina e Piombino parla di «area fortemente turistica», assoluttamente inadatta. E la Regione Toscana è tra quelle che hanno fatto ricorso alla Consulta contro la legge 99 che riapre la strada al nucleare. Resta poi poco credibile che Matteoli possa sponsorizzare proprio Cecina tra i 45 siti idonei.
Ma intanto...

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