Il Tirreno

UN GIALLO

Trovato morto sull'Aurelia

La panchina sull’Aurelia dove è stato trovato Giannoni
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La panchina sull’Aurelia dove è stato trovato Giannoni

Lo hanno trovato su una panchina, sull'Aurelia, davanti ai negozi. Era seduto ma col capo inclinato in avanti. E' stata una pattuglia dei carabinieri della stazione di Castiglioncello a notare la sagoma di quest'uomo, in una posizione comunque innaturale. Erano da poco passate le tre di notte

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ROSIGNANO. Lo hanno trovato su una panchina, sull'Aurelia, davanti ai negozi. Era seduto ma col capo inclinato in avanti. E' stata una pattuglia dei carabinieri della stazione di Castiglioncello a notare la sagoma di quest'uomo, in una posizione comunque innaturale. Erano da poco passate le tre di notte. Quando i militari hanno accostato l'auto e sono scesi per il controllo,hanno scosso l'uomo, senza avere risposta. Quindi hanno immediatamente avvertito il 118.

Quando è arrivata l'ambulanza della Pubblica Assistenza di Rosignano col medico a bordo Michele Giannoni, 46enne operaio di Rosignano Solvay, erà già morto. Inutili i tentativi di rianimarlo. Il referto del medico del 118 parla di arresto cardiocircolatorio, ma sul decesso dell'uomo gli inquirenti vogliono sgombrare il campo da ogni dubbio. Anche perché da un primo esame esterno del cadavere sarebbe stata rilevata una sospetta frattura dell'osso del collo. Particolare che contribuisce a gettare un'ombra di mistero sulla morte e che potrà essere dissipata solo oggi quando all'obitorio del cimitero di Rosignano Marittimo sarà effettuato un nuovo esame esterno del cadavere e si deciderà se disporre, o meno l'autopsia. Sarà il medico legale dottor Papi a condurre l'ispezione. Gli investigatori - coordinati dal capitano della Compagnia dei carabinieri di Cecina Pasquale De Corato - al momento propendono per l'ipotesi di una morte naturale (la frattura potrebbe anche essere la conseguenza di una caduta accidentale). Ma i nuovi accertamenti saranno fondamentali per fare chiarezza sul caso.

Michele Giannoni viveva con la famiglia in una palazzina a Rosignano Solvay. Dapprima nel quartiere del Villaggio, poi alle Pescine. Appassionato di musica (aveva anche suonato la chitarra), soprannominato dagli amici Red per la sua folta chioma rossa - dopo aver vissuto alcuni anni difficili in gioventù - aveva trovato un'occupazione presso la cooperativa Nuovo Futuro. Amava spostarsi in città utilizzando la sua vecchia bicicletta.

C'è da capire perché Giannoni si trovasse lì, sulla panchina, a quell'ora di notte ma soprattutto è da chiarire a quando risalga l'ora del decesso. Può essere che gli automobilisti di passaggio non abbiano fatto caso, più di tanto, all'uomo perché sembrava seduto normalmente. Forse l'hanno scambiato per un clochard. Certo è che nelle prossime ore potremo sapere qualcosa di più della sua scomparsa. Michele Giannoni, oltre agli anziani genitori, lascia il fratello Francesco, diplomato al conservatorio e la sorella Chiara, infermiera a cui vanno le nostre condoglianze.

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di Redazione web