Attenzione
MONTESCUDAIO
Prima asta deserta per il residence Il Rappo d'oro
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Una immagine panoramica del residence Il Rappo d’oro di Montescudaio, all’astaÈ andata deserta l'asta per l'aggiudacazione del residence Il Rappo d'oro, il grande complesso turistico-ricettivo di Montescudaio. Il giudice fallimentare aveva fissato per ieri la prima udienza per la vendita senza incanto a un prezzo base di 4 milioni e 700.000 euro, con rialzo minimo in caso di gara di 50mila euro
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MONTESCUDAIO. È andata deserta l'asta per l'aggiudacazione del residence Il Rappo d'oro, il grande complesso turistico-ricettivo di Montescudaio. Il giudice fallimentare aveva fissato per ieri la prima udienza per la vendita senza incanto a un prezzo base di 4 milioni e 700.000 euro, con rialzo minimo in caso di gara di 50mila euro. Ora il giudice, dottor Cardi, si è riservato di fissare la nuova data dell'asta e le modalità di vendita.
Il gruppo milanese che sembrava essersi fatto avanti per rilevare l'immobile ancora non si è mosso.
Il Rappo d'oro, meta preferita per le vacanze di molte personalità importanti (su tutte il procuratore svizzero Carla Del Ponte), vide la luce nel nuovo millennio. Ma i guai cominciarono cinque anni dopo con lo scandalo Antonveneta-Banca Popolare-Banca d'Italia. L'allora proprietario Eliano Floriani rimase infatti coinvolto nell'intreccio politica-finanza emerso dall'inchiesta sulla Bipielle di Gianpiero Fiorani. E in particolare nell'affaire Mizar, quello con cui 54 proprietà immobiliari delle Casse di risparmio tirreniche furono dirottate a Lodi, poi alle Antille, riportate in Italia e rilanciate ai Caraibi in un giro di fidejussioni e garanzie messe in campo in buona parte dalla Crl e dallo stesso Floriani.
Quando nel marzo dello scorso anno il tribunale dichiarò il fallimento del Rappo d'oro, Floriani rimase (come amministratore della Pegaso Srl) a gestire il complesso a titolo di affittuario d'azienda. Il contratto scade oggi.
Ieri il primo tentativo di vendita, andato male.
Il gruppo milanese che sembrava essersi fatto avanti per rilevare l'immobile ancora non si è mosso.
Il Rappo d'oro, meta preferita per le vacanze di molte personalità importanti (su tutte il procuratore svizzero Carla Del Ponte), vide la luce nel nuovo millennio. Ma i guai cominciarono cinque anni dopo con lo scandalo Antonveneta-Banca Popolare-Banca d'Italia. L'allora proprietario Eliano Floriani rimase infatti coinvolto nell'intreccio politica-finanza emerso dall'inchiesta sulla Bipielle di Gianpiero Fiorani. E in particolare nell'affaire Mizar, quello con cui 54 proprietà immobiliari delle Casse di risparmio tirreniche furono dirottate a Lodi, poi alle Antille, riportate in Italia e rilanciate ai Caraibi in un giro di fidejussioni e garanzie messe in campo in buona parte dalla Crl e dallo stesso Floriani.
Quando nel marzo dello scorso anno il tribunale dichiarò il fallimento del Rappo d'oro, Floriani rimase (come amministratore della Pegaso Srl) a gestire il complesso a titolo di affittuario d'azienda. Il contratto scade oggi.
Ieri il primo tentativo di vendita, andato male.
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