La manifestazione
COMMERCIO
Negozi chiusi: un 2009 da brivido
Alessandra Bernardeschi
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Piazza della Vittoria, il centro di Castiglioncello, e a destra la via Aurelia a Rosignano Solvay: due delle zone che hanno risentito di più della crisi dell’anno passatoA Rosignano Solvay e Castiglioncello la situazione più critica. L'addio di tante attività storiche
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ROSIGNANO. I dati pervenuti in Comune all'ufficio pianificazione economica e relativi alle chiusure e alle aperture di attività su tutto il territorio comunale nel 2009 sono chiari: negli ultimi cinque anni mai il settore commerciale ha attraversato una profonda crisi come quella appena trascorsa. Il dato più eclatante riguarda i negozi di generi non alimentari.
La crisi ha colpito duro i negozi di abbigliamento, calzature, profumerie, articoli per bambini, per la casa e generi vari. Infatti a fronte di 25 chiusure, le aperture sono state solo 27, compresi i passaggi di gestione. E non va meglio per chi ha intrapreso la propria attività nei negozi di alimentari: il dato è positivo solo per una attività; infatti a fronte di 6 aperture ci sono state 5 cessazioni.
Solvay e Castiglioncello ko. Rosignano Solvay e Castiglioncello le frazioni più colpite dal trend negativo. Nella frazione più grande del territorio comunale sono stati aperti, nel 2009, 8 negozi ai quali debbono però aggiungersi i sette del borgo turistico del porto Marina Cala de' Medici. Ben 13 sono invece state le attività che hanno abbassato le saracinesche e di questi 5 solo sulla via Aurelia.
Negozi storici, addio. È andata peggio a Castiglioncello dove i negozi non alimentari chiusi lo scorso anno sono stati 8 a fronte di 6 nuove aperture nella zona centrale della frazione; un saldo dunque negativo già annunciato nei mesi scorsi durante i quali molte attività, anche storiche della frazione concentrate soprattutto a Portovecchio, hanno deciso di chiudere i battenti. A Vada a fronte di 5 nuove aperture ci sono state 4 chiusure; stabile Marittimo dove il bilancio è in pareggio, così come a Nibbiaia e Castelnuovo, mentre a Gabbro si registra una chiusura di un negozio di alimentari. In totale, nel 2009, 33 sono state le nuove aperture (6 alimentari e 27 non alimentari) di cui però sette al porto turistico e 30 le chiusure (25 non alimentari e 5 alimentari). Si i tratta del dato peggiore degli ultimi cinque anni; infatti nel 2008 le chiusure complessive furono 33 a fronte di 43 aperture (37 negozi non alimentari) mentre nel 2007 le cessazioni di attività arrivarono a 29 a fronte di 42 aperture.
Posti di lavoro. Dietro a questi numeri e schemi ci sono però posti di lavoro, e ben lo sanno i rappresentanti delle associazioni di categoria: «I dati sono sempre più drammatici ma si continua a sottovalutare il problema della perdita dei posti di lavoro», dice Paolo Biasci della Confesercenti che continua: «Quando sono i lavoratori dell'industria a rischiare il posto, giustamente, tutti scendono in campo a protestare; ma i posti di lavoro persi nel commercio o nel turismo passano in sordina». Stesso concetto viene espresso da Confcommercio: «Si parla solo dei posti di lavoro che vengono persi nelle fabbriche - dice Giovanni Guidi presidente della Confcommercio di Rosignano - ma se qualcuno andasse a contare chi lavora nelle attività commerciali e turistiche si accorgerebbe che sono molti di più; per mandare avanti un piccolo negozio accorrono almeno due persone; un numero che si alza quando le attività sono più grandi. Dunque chiediamo che venga posta attenzione anche in questi settori. Occorre riunirsi per trovare una strategia: fare una cosa sola ma farla bene, come ridisegnare un centro per Rosignano». Confcommercio e Confesercenti ricordano comunque che la crisi sta attraversando tutto il settore a livello provinciale e regionale; «ma qui manca una politica, una programmazione per la piccola e media impresa - dice Biasci - non sappiamo più niente di cosa accadrà dell'H5, o alle Morelline dove da anni si parla di creare servizi alla piccola e media impresa». Dunque l'invito agli amministratori: «Non c'è una ricetta specifica - conclude Guidi - ma potremmo lavorare insieme ad un progetto tangibile per rilanciare il settore».
Pubblici esercizi. Situazione pressoché stabile anche nel settore dei pubblici esercizi come bar, ristoranti e pizzerie. Il 2009 si è concluso con una nuova attività aperta a Castiglioncello (Il Cardellino in pineta Marradi) e con una chiusura (il ristorante la Capannina, per il quale il Comune è in procinto di emanare un bando di concorso). Rosignano Solvay, invece, perde una attività al porto, mentre a Castelnuovo si registra la riapertura di un ristorante chiuso da tempo. Bene a Vada con due nuove aperture.
La crisi ha colpito duro i negozi di abbigliamento, calzature, profumerie, articoli per bambini, per la casa e generi vari. Infatti a fronte di 25 chiusure, le aperture sono state solo 27, compresi i passaggi di gestione. E non va meglio per chi ha intrapreso la propria attività nei negozi di alimentari: il dato è positivo solo per una attività; infatti a fronte di 6 aperture ci sono state 5 cessazioni.
Solvay e Castiglioncello ko. Rosignano Solvay e Castiglioncello le frazioni più colpite dal trend negativo. Nella frazione più grande del territorio comunale sono stati aperti, nel 2009, 8 negozi ai quali debbono però aggiungersi i sette del borgo turistico del porto Marina Cala de' Medici. Ben 13 sono invece state le attività che hanno abbassato le saracinesche e di questi 5 solo sulla via Aurelia.
Negozi storici, addio. È andata peggio a Castiglioncello dove i negozi non alimentari chiusi lo scorso anno sono stati 8 a fronte di 6 nuove aperture nella zona centrale della frazione; un saldo dunque negativo già annunciato nei mesi scorsi durante i quali molte attività, anche storiche della frazione concentrate soprattutto a Portovecchio, hanno deciso di chiudere i battenti. A Vada a fronte di 5 nuove aperture ci sono state 4 chiusure; stabile Marittimo dove il bilancio è in pareggio, così come a Nibbiaia e Castelnuovo, mentre a Gabbro si registra una chiusura di un negozio di alimentari. In totale, nel 2009, 33 sono state le nuove aperture (6 alimentari e 27 non alimentari) di cui però sette al porto turistico e 30 le chiusure (25 non alimentari e 5 alimentari). Si i tratta del dato peggiore degli ultimi cinque anni; infatti nel 2008 le chiusure complessive furono 33 a fronte di 43 aperture (37 negozi non alimentari) mentre nel 2007 le cessazioni di attività arrivarono a 29 a fronte di 42 aperture.
Posti di lavoro. Dietro a questi numeri e schemi ci sono però posti di lavoro, e ben lo sanno i rappresentanti delle associazioni di categoria: «I dati sono sempre più drammatici ma si continua a sottovalutare il problema della perdita dei posti di lavoro», dice Paolo Biasci della Confesercenti che continua: «Quando sono i lavoratori dell'industria a rischiare il posto, giustamente, tutti scendono in campo a protestare; ma i posti di lavoro persi nel commercio o nel turismo passano in sordina». Stesso concetto viene espresso da Confcommercio: «Si parla solo dei posti di lavoro che vengono persi nelle fabbriche - dice Giovanni Guidi presidente della Confcommercio di Rosignano - ma se qualcuno andasse a contare chi lavora nelle attività commerciali e turistiche si accorgerebbe che sono molti di più; per mandare avanti un piccolo negozio accorrono almeno due persone; un numero che si alza quando le attività sono più grandi. Dunque chiediamo che venga posta attenzione anche in questi settori. Occorre riunirsi per trovare una strategia: fare una cosa sola ma farla bene, come ridisegnare un centro per Rosignano». Confcommercio e Confesercenti ricordano comunque che la crisi sta attraversando tutto il settore a livello provinciale e regionale; «ma qui manca una politica, una programmazione per la piccola e media impresa - dice Biasci - non sappiamo più niente di cosa accadrà dell'H5, o alle Morelline dove da anni si parla di creare servizi alla piccola e media impresa». Dunque l'invito agli amministratori: «Non c'è una ricetta specifica - conclude Guidi - ma potremmo lavorare insieme ad un progetto tangibile per rilanciare il settore».
Pubblici esercizi. Situazione pressoché stabile anche nel settore dei pubblici esercizi come bar, ristoranti e pizzerie. Il 2009 si è concluso con una nuova attività aperta a Castiglioncello (Il Cardellino in pineta Marradi) e con una chiusura (il ristorante la Capannina, per il quale il Comune è in procinto di emanare un bando di concorso). Rosignano Solvay, invece, perde una attività al porto, mentre a Castelnuovo si registra la riapertura di un ristorante chiuso da tempo. Bene a Vada con due nuove aperture.
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