Il Tirreno

il mega residence all'incanto

Cinque milioni per il Rappo d'oro

Alessandro De Gregorio
Il residence Rappo d’oro, a destra l’ex proprietario Eliano Floriani
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Il residence Rappo d’oro, a destra l’ex proprietario Eliano Floriani

Era il buen retiro del procuratore Carla Del Ponte. Il luogo dove far bella figura, che aveva ospitato squadre come Fiorentina e Juve. Non è stato neanche completato che va all'asta. Ci vogliono quasi cinque milioni per mettere le mani sul Rappo d'oro, il mega residence alle porte di Montescudaio

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MONTESCUDAIO. Era il buen retiro del procuratore Carla Del Ponte. Il luogo dove far bella figura, che aveva ospitato squadre come Fiorentina e Juve. Non è stato neanche completato che va all'asta.

Ci vogliono quasi cinque milioni per mettere le mani sul Rappo d'oro, il mega residence alle porte di Montescudaio. Il giudice fallimentare ha fissato per martedì 12 l'udienza per la vendita senza incanto a un prezzo base di 4.700.000 euro, con rialzo minimo in caso di gara di 50mila euro.

Un gruppo di Milano si è fatto avanti in questi giorni con il sindaco: «Sono venuti a chiedere informazioni sulla situazione urbanistica - conferma Aurelio Pellegrini - e ho detto loro di rivolgersi agli uffici competenti».

Manifestazioni di interesse confermate anche dal curatore fallimentare, il dottor Francesco Carpano. Dal quale viene anche confermato il fallimento, di cui non avevamo mai avuto notizia, dichiarato nel marzo 2009.

Nell'ordinanza del giudice si ordina «la cessione d'azienda mediante vendita senza incanto costituita da avviamento, licenze, beni mobili e immobili descritti nelle relazioni di stima a firma degli esperti ingegner Carlo Carra, geometra Andrea Paxia e geometra Andrea Falai (...) alle quali si fa espresso rinvio anche per tutto ciò che concerne l'esistenza di eventuali oneri e pesi a qualsiasi titolo gravanti sui beni».

Nella stessa ordinanza si descrive così il complesso situato in località Rio del Sole, lungo la provinciale dei Tre comuni: «Una struttura turistico-ricettiva immersa nel meraviglioso verde della collina toscana, dotata di una fantastica vista panoramica, piscina all'aperto, vasca idromassaggio, bar ristorante, fornita di camere, suite e mini appartamenti accessoriati, bene arredati e accoglienti; il complesso è munito di tutti i comfort, gli spazi e i servizi che lo qualificano per essere una delle mete maggiormente appetibili nel settore turistico della Toscana. E' composto da un fabbricato che comprende 7 appartamenti, da unità immobiliari adibite ad albergo, ristorante e attività di casa vacanze, oltre a vari locali tecnici, di servizio, di pertinenza e a beni comuni non censibili. Sviluppa una superficie di 3.660,82 metri quadri, più due appezzamenti di terreni agricoli di 8.450 e 17.390 mq».

E non è neanche concluso. Manca un'ala, roba di appartamenti. Che ovviamente fa gola.
Il Rappo d'oro, meta preferita per le vacanze di molte personalità importanti (su tutte il procuratore svizzero Carla Del Ponte), vide la luce nel nuovo millennio. Ma i guai cominciarono cinque anni dopo con lo scandalo Antonveneta-Banca Popolare-Banca d'Italia. L'allora proprietario Eliano Floriani rimase infatti coinvolto nell'intreccio politica-finanza emerso dall'inchiesta sulla Bipielle di Gianpiero Fiorani. E in particolare nell'affaire Mizar, quello con cui 54 proprietà immobiliari delle Casse di risparmio tirreniche furono dirottate a Lodi, poi alle Antille, riportate in Italia e rilanciate ai Caraibi in un giro di fidejussioni e garanzie messe in campo in buona parte dalla Crl e dallo stesso Floriani. Quando nel marzo dello scorso anno il tribunale dichiarò il fallimento del Rappo d'oro, Floriani rimase (come amministratore della Pegaso Srl) a gestire il complesso a titolo di affittuario d'azienda. Il contratto scade il 13 gennaio. Il giorno prima ci sarà la vendita. O almeno, il tentativo.

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