Il dolore
L’ALLARME MALTEMPO
Piena record, ed è solo il primo round
Alessandro De Gregorio
L'anno scorso, il 5 marzo, l'onda di piena raggiunse i sette metri al ponte della Steccaia. Fissò un primato ventennale, produsse danni e tanta paura. Ieri notte quel record è stato bissato. Ancora sette metri il picco registrato alle due. Con un brusco abbassamento durato quattro ore, che ha fatto temere il peggio
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CECINA. L'anno scorso, il 5 marzo, l'onda di piena raggiunse i sette metri al ponte della Steccaia. Fissò un primato ventennale, produsse danni e tanta paura. Ieri notte quel record è stato bissato. Ancora sette metri il picco registrato alle due. Con un brusco abbassamento durato quattro ore, che ha fatto temere il peggio (si pensava che un argine avesse ceduto di brutto, un giallo poi rimasto tale) e una seconda onda gemella che alle 6 ha riportato il livello a sette metri. Poi tutto in discesa, almeno per ieri. Anche grazie al mare, che stavolta non si è disposto come un muro ma ha accolto la piena. Effetti collaterali: campi allagati, soprattutto alla Fagiolaia e nella zona di Riparbella. Coltivazioni danneggiate. Disagi. Ma poteva andare molto peggio, dicono alla Protezione civile e ai vigili del fuoco.
Per il fiume è la prima piena della stagione. Una piena attesa da un momento all'altro, viste le piogge (e la neve in collina) dell'ultimo mese. Alla fine è arrivata. Ma l'allarme non è affatto cessato: le previsioni indicano per domani un'altra giornata difficile, con burrasche e venti in aumento.
La vera e propria allerta è scattata nel pomeriggio di martedì. Alle 17 in municipio è stata convocata l'unità di crisi, composta dal vicesindaco Antonio Garigali, dall'assessore Michela Ghezzani, da Valeria Bertono (ingegnere capo della protezione civile per Cecina) e Antonio Campus (responsabile del centro intercomunale).
Prima mossa, la foce: le ruspe hanno riaperto la barra, trenta metri di slargo per facilitare il deflusso delle acque che trasportavano di tutto, tronchi compresi.
Dalla Steccaia, il ponte più a ridosso della città, ci vogliono due ore per raggiungere la foce. Dove la prima onda è giunta alle 4. La seconda, alle 8. Già alle 2 Garigali è stato svegliato dal reperibile della protezione civile, Michele Barbafiera. Gli idrometri, gli strumenti che misurano le portate, avevano appena indicato i sette metri. Il vicesindaco ha mandato subito i vigili al porticciolo, a chiudere la strada lungo l'argine che conduce al bar e quella davanti alla colonia Gregoretti.
Poi, il piccolo giallo. Il livello alla Steccaia è calato di colpo di un metro, rimanendo tale fino alle 6 con l'arrivo della seconda onda. «Non siamo ancora riusciti a capire cosa sia successo - spiega Campus - All'inizio abbiamo temuto che avesse ceduto un argine a monte. Invece no, gli argini hanno tenuto. Ma è difficile pensare che quelle esondazioni abbiano causato un abbassamento di livello così repentino». Forse c'è stata qualche forte infiltrazione nel terreno. Non lo sappiamo. Certo è che, con l'arrivo della seconda onda di piena, il fiume è uscito dall'alveo in più punti. Anche al ponte della ferrovia, sotto la nostra redazione, con l'acqua limacciosa che ha sommerso piante e panchine.
Per il fiume è la prima piena della stagione. Una piena attesa da un momento all'altro, viste le piogge (e la neve in collina) dell'ultimo mese. Alla fine è arrivata. Ma l'allarme non è affatto cessato: le previsioni indicano per domani un'altra giornata difficile, con burrasche e venti in aumento.
La vera e propria allerta è scattata nel pomeriggio di martedì. Alle 17 in municipio è stata convocata l'unità di crisi, composta dal vicesindaco Antonio Garigali, dall'assessore Michela Ghezzani, da Valeria Bertono (ingegnere capo della protezione civile per Cecina) e Antonio Campus (responsabile del centro intercomunale).
Prima mossa, la foce: le ruspe hanno riaperto la barra, trenta metri di slargo per facilitare il deflusso delle acque che trasportavano di tutto, tronchi compresi.
Dalla Steccaia, il ponte più a ridosso della città, ci vogliono due ore per raggiungere la foce. Dove la prima onda è giunta alle 4. La seconda, alle 8. Già alle 2 Garigali è stato svegliato dal reperibile della protezione civile, Michele Barbafiera. Gli idrometri, gli strumenti che misurano le portate, avevano appena indicato i sette metri. Il vicesindaco ha mandato subito i vigili al porticciolo, a chiudere la strada lungo l'argine che conduce al bar e quella davanti alla colonia Gregoretti.
Poi, il piccolo giallo. Il livello alla Steccaia è calato di colpo di un metro, rimanendo tale fino alle 6 con l'arrivo della seconda onda. «Non siamo ancora riusciti a capire cosa sia successo - spiega Campus - All'inizio abbiamo temuto che avesse ceduto un argine a monte. Invece no, gli argini hanno tenuto. Ma è difficile pensare che quelle esondazioni abbiano causato un abbassamento di livello così repentino». Forse c'è stata qualche forte infiltrazione nel terreno. Non lo sappiamo. Certo è che, con l'arrivo della seconda onda di piena, il fiume è uscito dall'alveo in più punti. Anche al ponte della ferrovia, sotto la nostra redazione, con l'acqua limacciosa che ha sommerso piante e panchine.
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