Il Tirreno

CALCIO & VIOLENZA

Lo minacciano mentre gioca il figlio

Michele Falorni
Sotto: Marcello La Valle (a destra nella foto) con un poliziotto A destra: carabinieri e giocatori rossoblù nella sede del Cecina la sera della contestazione
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Sotto: Marcello La Valle (a destra nella foto) con un poliziotto A destra: carabinieri e giocatori rossoblù nella sede del Cecina la sera della contestazione

Campo del Lillatro, ore dieci di ieri mattina. A Rosignano, gli Esordienti B padroni di casa giocano contro il Cecina un recupero di campionato. Niente di strano se, pochi minuti dopo l'inizio, un gruppo di tifosi rossoblù non iniziasse a offendere il vicepresidente del Cecina Marcello La Valle, seduto in tribuna con la moglie per seguire la partita del figlio

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CECINA. Campo del Lillatro, ore dieci di ieri mattina. A Rosignano, gli Esordienti B padroni di casa giocano contro il Cecina un recupero di campionato. Niente di strano se, pochi minuti dopo l'inizio, un gruppo di tifosi rossoblù non iniziasse a offendere il vicepresidente del Cecina Marcello La Valle, seduto in tribuna con la moglie per seguire la partita del figlio.

Per ricostruire la vicenda basta qualche telefonata. Gli ultrà, purtroppo è prassi, sono andati prima al «Loris Rossetti», hanno atteso che i ragazzini partissero e poi li hanno seguiti. A Rosignano, il gruppo composto da 7-8 persone si è avvicinato alla rete che divide il campo dalla palestra e ha cominciato a urlare. Bersaglio delle ingiurie, pure la moglie del vicepresidente e presidente del settore giovanile. Un episodio che, a dire poco, lascia perplessi.

I dirigenti biancoblù, che dagli spalti seguivano l'incontro, sono rimasti in silenzio. E per evitare che la situazione degenerasse hanno chiamato i carabinieri. Al momento in cui i militari sono arrivati, però, i sostenitori del Cecina erano già tornati a casa. O meglio al comunale, ad attendere il rientro della squadra e degli accompagnatori. Hanno sbagliato i calcoli: colpa della sfida, finita forse un pochino più tardi del previsto. E di conseguenza hanno lasciato perdere, uscendo dal «Rossetti» per dirigersi altrove.

«Purtroppo alle offese sono abituato, ma molte persone - spiega La Valle al telefono - non si sono mosse bene, assecondando certi pessimi atteggiamenti dei tifosi che andavano troncati sul nascere. Le denunce? Su quanto successo stamani (ieri, ndc) non ho presentato niente, mi sono venuti a noia. Però ne ho già fatte due ai carabinieri tra la fine di novembre e l'inizio di dicembre, quando furono scritte parolacce sui teloni e sui muri delle tribune». Lettori e appassionati ricorderanno la storia, con le offese a caratteri cubitali sotto la tribuna lato monte.

L'altro aspetto che sgomenta è come la bravata sia stata compiuta durante una partita di adolescenti. Per carità, è già successo e in passato - pure durante i tornei organizzati nelle varie festività - dalle gradinate sono sempre piovute ingiurie nei confronti degli arbitri e di qualche giocatore troppo falloso. Ma a tutto esiste un limite, e per nessun motivo, in casa o fuori, bisogna comportarsi così. E' un colpo anche per l'immagine e la storia della società.

A Rosignano, ieri, non hanno parlato d'altro. Al porto, qualcuno sussurrava che in questa maniera non si può e non si deve andare avanti, soprattutto dopo avere sbandierato all'inizio di ogni stagione che al campo si va per divertirsi e che, tra squadre e pubblico, non dovrebbe esserci nemmeno la rete. Al Lillatro, tutto si aspettavano meno che certe frasi. Quando il direttore di gara ha fischiato la fine e i ragazzi - classe 1998 - sono rientrati negli spogliatoi, un dirigente biancoblù ha detto, a voce alta, che, se il Cecina ha bisogno, il Rosignano Sei Rose renderà disponibili delle strutture per permettere alle giovanili di allenarsi durante la settimana.

Un gesto d'altri tempi, parole che invitano a riflettere e che non tutti, forse, avrebbero pronunciato. Fa piacere sapere che sono vere, nonostante diano la dimensione della crisi che ha investito il sodalizio rossoblù. Più che amareggiati, in via Puccini sono scossi. E oggi è un altro giorno.

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