Il dolore
Regione Toscana
La ripresa del turismo? Scommette sul web
Michele Amadori
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Simone Genovesi, amministratore delegato della azienda cecinese Up linkChe il settore turistico abbia risentito della crisi mondiale ormai non è più notizia. Lo è semmai il fatto che, nonostante il periodo nero, il turismo stia facendo il possibile per uscire dalla crisi. Una delle strade che al momento sembra praticabile è quella del web, in particolar modo del web 2.0
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CECINA. Che il settore turistico abbia risentito della crisi mondiale ormai non è più notizia. Lo è semmai il fatto che, nonostante il periodo nero, il turismo stia facendo il possibile per uscire dalla crisi. Una delle strade che al momento sembra praticabile è quella del web, in particolar modo del web 2.0. Si è svolta a Firenze la seconda edizione della Bto - Buy Tourism Online - ovvero una fiera dedicata al mondo del turismo sulla rete. Tra le diverse realtà presenti in fiera, anche un'azienda cecinese: l'Uplink Web Agency. Che è stata l'unico ente della provincia di Livorno, impegnato nel settore turistico, a partecipare all'evento e il suo ruolo all'interno della fiera è stato fondamentalmente di carattere formativo. Incaricata dalla Regione Toscana e dall'agenzia pubblica Toscana Promozione, Uplink sta portando avanti un progetto consistente in una serie di seminari da svolgere in tutte le provincie toscane con l'obiettivo di promuovere la cultura del web 2.0 all'interno del settore turistico. Gli incontri, dal titolo "Il turismo e il web 2.0" sono già stati effettuati ad Arezzo, a Montecatini, a Chianciano Terme, all'Abetone. Entro il 2010, secondo un piano stabilito in accordo con la Regione, verranno effettuati seminari in tutti i principali luoghi turistici della Toscana, rivolgendosi principalmente alle strutture ricettive, tour operator, agenzie di incoming, associazioni di categoria, consorzi turistici, pubbliche amministrazioni e Apt. «Il nostro ruolo in questi incontri - spiega Simone Genovesi, amministratore delegato di Uplink - è quello di informare riguardo alla potenzialità del web 2.0 come strada per uscire dalla crisi del settore, ma soprattutto di formare il personale delle strutture, i comuni e tutti gli altri attori del mondo turistico su come poter affrontare il cambiamento e poterlo sfruttare al meglio. I social media - conclude Genovesi - così come le altre applicazioni web 2.0 rappresentano oggi delle importanti risorse per voltare pagina e dare nuova linfa al settore, ma senza un'adeguata formazione tutti i buoni propositi rischiano di rimanere tali».
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