Il Tirreno

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L'autopsia conferma: anoressia

Alessandro De Gregorio
L'autopsia conferma: anoressia

La ragazza trovata morta in casa deceduta per lo stato di profonda debilitazione

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CECINA. L'autopsia ha confermato i sospetti: arresto cardiocircolatorio dovuto al forte deperimento organico, allo stato di profonda debilitazione fisica. Morte per anoressia insomma per Federica Vallesi, la ragazza di 34 anni trovata cadavere nella villetta del Paratino dove stava traslocando. E che Federica fosse anoressica lo conferma anche il suo terapeuta, un medico di Cerreto Guidi. Che va pure oltre, spiegando di aver cercato di curare la ragazza spesso anche in disaccordo coi genitori.

Smentendo così le dichiarazioni del padre, che aveva detto di non credere ai carabinieri e aveva giurato che sua figlia non era ammalata, solo magra.
Sul fronte investigativo il caso è chiuso. Il medico legale Marco Di Paola ha riferito le prime conclusioni al sostituto procuratore Paola Rizzo, riservandosi di depositare il rapporto in un secondo momento. Ma già dall'esame condotto ieri pomeriggio al cimitero livornese dei Lupi, pur in attesa delle altre analisi di laboratorio, l'anatomopatologo ha condiviso le deduzioni fatte dai carabinieri e dal magistrato.

I militari, che avevano scoperto il corpo venerdì mattina insieme ai volontari della Pubblica assistenza, dopo una prima fase di prudente attesa in cui non si poteva escludere la morte violenta, avevano sciolto le riserve in serata. Ovvero quando il corpo era stato rimosso per una prima ispezione esterna. Nessuna ferita, se non una lieve al mento dovuta a una caduta sul pavimento, nessun segno di percosse o roba del genere. La spiegazione era apparsa loro sotto quei vestiti, quando avevano visto quel corpicino esile, pelle e ossa.

Altri indizi erano stati la totale assenza di alimenti («neanche un cracker» diceva ieri un carabiniere) in quella casa, solo bustine di fruttosio rinvenute nella borsa della ragazza. Altro particolare contestato dal padre, il quale aveva sottolineato come la figlia fosse in pieno trasloco e quindi non avesse avuto ancora il tempo di fare la spesa. «I carabinieri vadano a vedere nel suo appartamento alla Mazzanta e troveranno il frigo pieno», aveva detto Franco Vallesi. I carabinieri ci sono andati. E assicurano di aver trovato ben poca roba da mangiare.
Chiuso il caso, la salma è stata restituita ai familiari. Lunedì verrà dissequestrata anche la villetta, quella in via della Macchia dove Federica si stava trasferendo e dove è stata trovata morta. Il decesso si fa risalire a un paio di giorni prima, a quel mercoledì quando per l'ultima volta (alle 11) la ragazza aveva risposto al telefono alla madre. Che poi, insieme alla sorella, venerdì mattina aveva lanciato l'allarme.

Restano e rimbombano le parole del magistrato. Quell'appello sgorgato emotivamente dal cuore e dalla bocca di una donna, subito dopo il sopralluogo in quella villetta: «Bisognerebbe che le ragazze riflettessero su questa ossessione delle diete, sui rischi che possono comportare» aveva commentato la dottoressa Rizzo. «Il caso è chiuso» ha detto ieri il magistrato, senza tradire alcuna soddisfazione per questa rapidità. Soprattutto per questo esito: «In quella casa ho visto le foto di quando quella povera ragazza stava bene. Era bellissima».

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