Il Tirreno

Cecina

«Mia figlia non era anoressica»

Alessandro De Gregorio
I carabinieri raccolgono testimonianze, a destra il capitano De Corato con il sostituto procuratore Paola Rizzo
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I carabinieri raccolgono testimonianze, a destra il capitano De Corato con il sostituto procuratore Paola Rizzo

«Non era anoressica, scrivetelo». Non si dà pace Franco Vallesi, il padre della ragazza trovata morta in casa al Paratino. E contesta le supposizioni degli investigatori: «Federica era magrissima come lo sono io, sua madre e sua nonna, è un fatto di costituzione»

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CECINA. «Non era anoressica, scrivetelo». Non si dà pace Franco Vallesi, il padre della ragazza trovata morta in casa al Paratino. E contesta le supposizioni degli investigatori: «Federica era magrissima come lo sono io, sua madre e sua nonna, è un fatto di costituzione».

Gli investigatori però hanno detto che la famiglia ha confermato il fatto dell'anoressia.
«Noi abbiamo solo confermato che in passato Federica ha avuto un problema. Due anni fa, per la precisione».
Cosa era successo?
«Federica era ragioniera e aveva studiato economia e commercio all'università di Firenze. Le mancavano tre esami alla laurea. Vinse un concorso al Comune di Carmignano, Prato, dove lavorò un paio di anni. Ebbe qualche problema in ufficio, tanto che alla scadenza del contratto si ritrovò senza lavoro e con una specie di esaurimento nervoso. E sì, in quell'occasione dimagrì parecchio».

Anoressia, dunque?
«Deperimento organico. Fu costretta a ricoverarsi in ospedale. Ma bastarono un po' di pazienza e un mese di cure e mia figlia si riprese benissimo».
Per quale motivo si era trasferita da Cerreto Guidi a Cecina?
«Fu il nostro medico di famiglia che, in quell'occasione, le consigliò di trascorrere un periodo di convalescenza al mare. Noi abbiamo una casa a Castiglioncello e Federica andò lì. Le piacque talmente tanto il posto che decise di viverci. Così affittò l'appartamento di Castiglioncello e anche un altro che abbiamo a Cerreto Guidi. A sua volta prese in affitto una casa alla Mazzanta di Vada. Ora aveva trovato questo nuovo appartamento che le piaceva tantissimo».

Non lavorava più?
«Non attualmente, ma stava cercando un'occupazione. Aspettava proprio di aver finito con il trasloco. Aveva detto che avrebbe anche preso la residenza a Cecina. Stava proprio bene, la mia Federica. E ne sono sicuro perché dopo quella crisi di cui dicevo era sotto stretto controllo medico. Una decina di giorni fa si era fatta le analisi ed era tutto a posto».
Ogni quanto vi sentivate? «Io ogni tanto, come tutti i padri. Ma con mia moglie si telefonavano tutti i giorni. Alle 8 di mattina Federica le faceva uno squillo per darle il buongiorno, la sera dalle sei alle sette richiamava quando rientrava a casa».
Sua moglie ci ha parlato per l'ultima volta mercoledì mattina. Lei?
«Qualche giorno fa, il 2 dicembre. L'avevo chiamata per farle gli auguri di compleanno. Era entusiasta di questa casa nuova, mi aveva detto che non appena fosse stata pronta ci avrebbe invitati tutti da lei per festeggiare. Aveva comprato i mobili. E i lavori se li faceva da sola. Altro che anoressica...».

Praticava sport sua figlia, aveva hobby?
«In passato andava in palestra. E hobby particolari no, non ne aveva. Le piacevano i bei vestiti, quello sì. Ma nel complesso era una ragazza tranquilla, molto riservata».
Era fidanzata?
«Non che io sappia. Aveva avuto un lungo fidanzamento, durato dieci anni, con un ragazzo di Cerreto».
Secondo lei, cosa può esserle successo?
«Potessi saperlo.... Ma non ci credo alla storia dell'anoressia. E poi anche il fatto che nella nuova casa non ci fosse niente da mangiare cosa significa? Federica era in pieno trasloco. Cosa doveva fare, la spesa? Ma io gliel'ho detto ai carabinieri: andate a vedere alla Mazzanta e troverete il frigo pieno, oltre al riscaldamento acceso. Perché mia figlia ancora non si era trasferita in via delle Macchie, dormiva nella casa vecchia».

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