Il Tirreno

CECINA

Un killer chiamato anoressia

Alessandro De Gregorio
Un killer chiamato anoressia

«Niente omicidio». Il killer non c’è, o è ben diverso: è l’anoressia. Dovrà essere l’autopsia a confermarlo. Ma il padre della vittima smentisce: «Mia figlia era in perfette condizioni». Lei si chiamava Federica Vallesi, 34 anni. Era di Cerreto Guidi e si era trasferita sulla costa e ieri l’hanno trovata morta nella casa in cui aveva appena traslocato

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Nessuna aggressione, morte naturale. Sono le 15,30 quando gli inquirenti lo ripetono come un mantra rispondendo al plotone di cronisti congelati in attesa, là fuori, da quattro ore. «Niente omicidio». Eppure secondo loro un killer c’è e ha un nome: anoressia. Il pm Paola Rizzo lancia anche un appello ai giornalisti invitando le ragazze a non cadere nella trappola delle diete ossessive. Dovrà essere l’autopsia a confermarlo. Ma il padre della vittima smentisce: «Mia figlia era in perfette condizioni di salute».

Sua figlia si chiamava Federica Vallesi, aveva 34 anni. Era di Cerreto Guidi, ma da un paio di anni si era trasferita sulla costa. A Vada prima, nelle campagne di Cecina dopo. Stava traslocando lì, al Paratino, in una villetta in via delle Macchie. Dove è stata trovata morta ieri mattina.

Sono stati i genitori a lanciare l’allarme perché la ragazza non rispondeva più al cellulare. L’ultima volta che la madre l’aveva sentita era stato alle 11 di mercoledì. L’aveva richiamata alle 18. Federica non aveva risposto. Da allora, telefonino muto. I genitori e la sorella hanno atteso un altro giorno. Poi, ieri mattina, la preoccupazione è diventata presentimento. E così poco dopo le 10 mamma e sorella si sono messe in contatto col 118, chiedendo che qualcuno andasse a vedere ai due indirizzi. Quello della Mazzanta. E quello di Cecina. Sono stati allertati anche i carabinieri, poi la polizia.

La Lancia Ypsilon nera di Federica era parcheggiata davanti alla villetta del Paratino quando sono arrivati i militari e i volontari della Pubblica assistenza. Al campanello non ha risposto nessuno. La porta non era chiusa a chiave, i soccorritori sono entrati. E hanno scoperto il corpo della ragazza. Era in camera da letto, vestita, bocconi sul pavimento. Morta forse dal giorno prima, se non da mercoledì. Il gelo di questi giorni aveva mantenuto il cadavere in un buono stato di conservazione.

Per non inquinare la scena, nessuno ha toccato il corpo. Da un primo esame esterno non si notavano segni di violenza e le macchie di sangue non facevano ipotizzare un’aggressione. Ma neanche escluderla. Per le prime tre ore ci si è limitati a transennare la zona, prepararla per i rilievi e raccogliere alcune testimonianze dei vicini. La villetta è stata posta sotto sequestro, stamani il pm conferirà l’incarico per l’autopsia. La salma è al cimitero livornese dei Lupi.

Anoressia, dunque. Dedotta dagli investigatori, contestata dal padre della ragazza: «Mia figlia non era anoressica - dice Franco Vallesi - Era solo magrissima come me».

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